domenica 30 maggio 2010

Freedom Flotilla in rotta verso Gaza con l'obiettivo di rompere l'assedio

Appuntamento domenica 30 maggio 2010



al ChiamamilanoLargo Corsia dei Servi 11 Milano

dalle 15.00 alle 20.00



per seguire insieme sullo schermo  
lo sbarco delle 8 navi a GAZA.






Una flotta internazionale di nove navi è in rotta verso Gaza con l'obiettivo di rompere l'assedio e consegnare beni di prima necessità. A bordo ci sono circa diecimila tonellate di merci e ottocento persone provenienti da tutto il mondo. Israele ha manifestato l'intenzione di fermarle con la forza delle armi. La Turchia ha messo la propria bandiera su tutte le imbarcazioni e scorterà il convoglio fino al confine delle acque internazionali.




29/05/2010 

ore 19:00: Gaza. Due navi da guerra israeliane avvistate a circa tre kilometri dalla costa.






Il governo israeliano ha dichiarato che impedirà in tutti i modi 


possibili (anche con la forza se necessario) l'arrivo delle navi e la 


consegna dei materiali. Se ciò avvenisse sarebbero in pericolo anche i 
600 passeggeri di oltre 40 nazionalità che sono imbarcati sulle navi.



Il silenzio che nel nostro Paese circonda le sofferenze inflitte alla 


popolazione di Gaza e l'assenza di attenzione verso le iniziative 


umanitarie di associazioni e comitati di solidarietà è inaccettabile e 
colpevole.
Le dichiarazioni del Governo Israeliano sono state esplicite, ora voi 
sapete. Questa volta confidiamo nella vostra iniziativa.
e' possibile firmare la petizione a questo link: 




Troviamoci 



dalle 15.00 alle 20.00



per cercare informazioni, 

parlarne e 

riflettere assieme
Gabriella Grasso





Poeti israeliani:
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SE MI CHIEDETE
Se mi chiedete



Di dare la caccia a un ragazzo 

A 150 metri di distanza

Con un fucile a cannocchiale, 

Se mi chiedete di sedermi in un tank e

Dalle altezze della moralita' ebraica, 

Fare penetrare un obice
Nella finestra di una casa, 
Mi togliero' gli occhiali
E borbottero' cortesemente: 
'No, signori! 
Rifiuto di spogliarmi
Per sguazzare con voi
In un bagno di sangue'. 
Se mi chiedete 
Di tendere le orecchie
Perche' voi ci caghiate dentro, 
Scusandomi, diro': 
'no, grazie! 
Le vostre parole puzzano, 
Preferisco sedermi 
Sull'asse del mio cesso!'
Meglio dunque che la smettiate, 
Perche' se vi ostinate, 
Se continuate a insistere
Che io mi unisca alla vostra muta, 
Per grugnire insieme, 
Perche' insieme ci rotoliamo
E ci facciamo tutti crescere addosso
Setole di porco, 
E insieme affondiamo
Le nostre narici di lupi
Nella carne cruda, 
Perdero' la pazienza
E rispondero' con fermezza: 
'Signor Primo Ministro, 
Onorevole Generale, 
Sua Eccellenza Deputato.. 
Sua Santita' il Rabbino, 
Baciatemi il culo!'



Aaron Shabtai - Da “Politica”, 1997-2008


Inviato a SudTerrae e a Nuovediscussioni da Gabriella Grasso

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