lunedì 31 maggio 2010

La farsa degli ultimi giorni di Palazzo Grazioli. Senza Pasolini a raccontarla, purtroppo

Quindi nulla. Nulla di nuovo nella proposta di mediazione sulla legge sulle intercettazioni avanzata da Gasparri. Non una mediazione, quindi, ma una clamorosa presa per i fondelli. Anzi, in uno degli emendamenti con chiarezza viene specificato espressamente il divieto di pubblicare,  riassumere, citare ordinanze depositate. Ovvero il divieto di parlare di atti depositati e quindi pubblici. Tanto per essere chiari. Mediazione finta, ridicolo tentativo di imbellettare una polpetta avvelenata. La maggioranza vuole punire quel poco che rimane della libertà di stampa in Italia. Punire. Attraverso carcere e multe, attraverso intimidazioni sempre più esplicite. E non solo.
Quello che questa classe politica sul baratro del precipizio ci vuole imporre è l’umiliazione, una resa incondizionata, la cancellazione del diritto e dovere di informare e essere informati della corruzione, del malaffare, dei rapporti innominabili fra politica, pezzi deviati degli apparati dello Stato e criminalità organizzata. Fine corsa. Il ceto dirigente sguazza nell’impunità e il popolino aspetti al suo posto che vengano distribuiti gli avanzi del banchetto sotto forma di un altro devastante condono.
Niente di nuovo anche sul fronte della Finanziaria e delle misure urgenti da prendere per affrontare la crisi economica e finanziaria. A partire dalla buffonata della presunta mancata firma di Berlusconi al decreto presentato al presidente della Repubblica. Una buffonata, umiliante anche per la prima carica dello Stato, perché ormai è evidente che Napolitano ha fra le mani un provvedimento che non è quello reale. Perché è chiaro che la Finanziaria, nella sua stesura definitiva, ancora non c’è. Una bufala. Colossale.
Ogni limite al buon senso ( e alla vergogna) è stato bellamente superato. Il governo, e tutte le componenti che tengono insieme questa farsa di maggioranza, non hanno trovato ancora un accordo su larghe parti del decreto. Una follia. E Napolitano cosa sta valutando? Anzi, cosa ha valutato, visto che poche ore fa quel decreto ballerino e dalle firme incomplete lo ha firmato? Nessun giallo, comunque. Solo una semplice farsa.
Intanto l’intero comparto della ricerca (ormai poca cosa) occupa i tetti di istituti cancellati con un colpo di penna mentre l’informazione televisiva si concede quasi esclusivamente divagazioni da diporto su barche tamarre da sceicchi brianzoli e miliardari in pareo. Italietta narrata esclusivamente nell’ostentazione di in un mare di tette e culi vip e pance ben gonfie e grossolane volgari sfilate di cattivo gusto spacciato come modernità. Attendendo ovviamente il delitto dell’estate per riempire pagine e palinsesti.
Nessuno si senta assolto. A partire dalla sinistra radicale che ha optato per un suicidio collettivo due anni fa pur di non accettare la necessità del cambiamento a partire dai ceti dirigenti. Proseguendo con il Pd ossessionato e immobilizzato dal miraggio della governabilità a tutti i costi anche contro ogni evidenza, fino a arrivare a Di Pietro che tuona a destra e a manca alla minima minchiata per poi alla fine strizzare l’occhio a Calderoli anche se non ci azzecca nulla. Per poi precipitare nella dissoluzione precoce del grillismo ammutolito nel proprio settarismo appena ottenute qualche poltroncina in consiglio regionale. Non ci meritiamo solo un ventennio di berlusconismo ma anche questa parodia mal riuscita di opposizione.
Forse questa stagione, l’era del berlusconismo, sta per perdere la sua guida, e inventore. Silvio Berlusconi. Ma c’è già chi si prepara a un’opera di restyling e a sostituirlo. La Ferrari va male ultimamente. Che Montezemolo stia studiando come passare dal marketing alla politica con la guida di Tremonti e Fini?
Cosa scriverebbe oggi di noi Pierpaolo Pasolini davanti a questa nauseabonda caricatura di Paese? Che metafora, quale visione? E non è difficile immaginare che forma avrebbe “Salò o le 120 giornate di Sodoma” se girato oggi.

Fonte: orsatti.info

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