sabato 15 maggio 2010

Lavoratori e Sindacati sul piede di guerra in Portogallo, Spagna, Grecia e Italia


Il governo portoghese ha varato un pacchetto di misure antisociali con il pretesto di riportare il deficit statale dal 9,4% del 2009 al 7,3% del 2010 e infine al 4,6% nel 2011. Le misure presentate dal primo ministro Jose Socrates al termine di un incontro con il leader dell'opposizione prevedono la riduzione del 5% degli stipendi dei lavoratori pubblici e un aumento generalizzato dell'Iva dal 20% al 21%. Secondo i sindacati portoghesi questo piano “metterà molte famiglie in grande difficoltà, se non le porterà addirittura direttamente alla povertà”.

 I sindacati spagnoli hanno proclamato scioperi di protesta contro le misure antipopolari varate dal governo di Madrid per fronteggiare il deficit crescente. Per il 2 giugno l’Ugt – sindacato molto legato al partito socialista al governo, ha annunciato uno sciopero di tutti i dipendenti pubblici. Altre iniziative di protesta sono previste a partire dal 20 maggio. Il leader dell'Ugt, Candido Mendez, ha affermato che con il preannunciato taglio degli stipendi pubblici il governo ha violato unilateralmente il patto tra governo e il sindacato. I sindacati greci dei settori pubblico e privato hanno intanto indetto uno sciopero generale di 24 ore per il 19 maggio, per protestare contro il piano di riforma previdenziale, condizione fondamentale per il salvataggio internazionale da 110 miliardi di euro della Grecia.

In Italia tagli sulla spesa corrente e sui salari dei lavoratori del pubblico impiego, interventi sull'evasione fiscale interna e internazionale e nuove imposte su misure sui giochi e lotterie saranno alcuni dei capitoli su cui i tecnici del Tesoro e degli altri ministeri coinvolti stanno lavorando per mettere a punto delle ipotesi di intervento che dovrebbero confluire nella manovra che, a quanto si apprende, approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri la prima settimana di giugno. Da adesso in avanti le riunioni saranno sempre più intense per arrivare a definire il corposo pacchetto di interventi per circa 25 miliardi in 2 anni.
E ci sarebbe stato un primo incontro riservato tra il ministro dell'Economia Tremonti, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i due segretari di Cisl e Uil. E' stato invece ancora tenuto fuori il segretario della Cgil Epifani che ha protestato. All'ordine del giorno gli effetti della pesante manovra economica che il governo sta preparando. Tremonti punta esplicitamente ad un patto sociale con imprenditori e sindacati confederali per limitare i danni e bloccare i conflitti sindacali.
I sindacati di base (Cobas, USB, Cub) manifestano già da oggi pomeriggio davanti al Ministero del Lavoro contro il collegato lavoro che elimina gran parte dei diritti acquisiti dai lavoratori sul piano contrattuale mentre viene avanzata la proposta di una manifestazione nazionale nella prima metà di giugno contro la crisi e le misure antisociali messe in cantiere dal governo.

di Redazione - Contropiano.org

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