venerdì 14 maggio 2010

Marcello Dell'Utri inventa l'interrogazione parlamentare per "fatti propri"


Hai un problema personale, una questione che ti assilla, una lite che ti preoccupa e che ti fa venire il mal di testa? Dillo al ministro.
Il senatore Marcello Dell'Utri, estendendo autonomamente il principio delle leggi ad personam, ha deciso di utilizzare l'immunità e il privilegio della carica parlamentare per avanzare al ministro della Giustizia un'interrogazione per "fatti propri".
 E ha formulato all'amico Angelino Alfano, ministro della Giustizia, la seguente domanda: perché Massimo Ciancimino non è stato ancora imputato di reati di mafia? E' evidente che se la fa con i mafiosi... E perché non è stato ancora arrestato? Cosa sta combinando quel magistrato che lo tiene a piede libero nel ruolo di "testimone assistito"?
La domanda di Dell'Utri forse, ma è solo un'ipotesi, è da mettere in relazione al fatto che Ciancimino jr lo ha accusato, nel processo Mori in svolgimento a Palermo, di essere l'architrave delle relazioni pericolose tra lo Stato e la mafia. E la questione mafia vede Dell'Utri sulla sbarra degli imputati con un notevole carico di amarezze e di pene.
Fatti notori. L'unico che pare non sapere è il presidente del Senato, Renato Schifani, a cui è devoluto il potere di ritenere "ammissibile" o meno un'interrogazione. In questo caso appare evidente che non compete al ministro comporre il registro degli indagati; né compete al ministro giudicare la qualità del lavoro di quel magistrato che tra l'altro si sta anche occupando del senatore interrogante. Né può Alfano dire, almeno ufficialmente, se Ciancimino jr sia un coraggioso teste dell'accusa o un vile servo mafioso, un picciotto o un quaquaraquà.

A norma di regolamento (articoli 139 e 146) il presidente avrebbe dovuto rispedire a Dell'Utri le sue domande invitandolo a rivolgersi altrove.
Forse anche Dell'Utri sa che la sua interrogazione non avrà mai una risposta. Però sa anche che utilizzando questo strumento egli si è guadagnato l'immunità penale ("opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni") da eventuali rivalse del magistrato che - sentitosi offeso - avrebbe potuto avanzare se quelle stesse parole il senatore le avesse pronunciate al bar.
Non sa Schifani, o non ha ponderato bene, quel che d'ora in avanti potrebbe accadergli. Potrebbe vedersi intasare l'ufficio da una quantità di interrogazioni private che lo costringerebbero a conoscere i fatti anche minuti di ogni senatore. Il falegname che sbaglia le misure della libreria a un collega (interrogazione al ministro per le Attività produttive); la vigilessa che multa per divieto di sosta uno dell'opposizione (giocoforza convocare il ministro dell'Interno), e anche - estendendo estendendo - un'interrogazione, per esempio, sulle buche nel campi di calcetto provocate dai giardinieri fannulloni (qui risponde Brunetta).

di Antonello Caporale

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori