lunedì 21 giugno 2010

"Alternativa sta dalla parte della Fiom perché è l'unica parte giusta e dignitosa; perché è una casamatta in cui difendere i lavoratori e da cui ripartire"

E' in corso la demolizione dei diritti del lavoro. Le centrali sindacali nazionali l'accettano o la sopportano senza reagire. La FIOM resta l'unico baluardo di questa difesa. Non possiamo lasciarla sola.
A Pomigliano il contratto nazionale viene stracciato con il sostegno dei sindacati gialli e con il balbettio di Bersani.
La FIAT ricatta i lavoratori di Pomigliano, e blandisce con promesse che non potrà mantenere, perché  non ha un piano di rilancio che non sia il delirio scimmiesco di altri sei milioni di vetture che non produrrà e che, se producesse, non potrebbe vendere per mancanza di acquirenti.
Occorre un progetto di riconversione industriale, ma questo non lo ha la FIAT, non lo ha il Governo, non lo ha l'opposizione.
La FIOM deve avere il coraggio di proporlo con grande ampiezza di vedute e tenendo conto che la crisi attuale dell'auto è irreversibile.
Bisogna dire la verità ai lavoratori perché è l'unico modo per difendere la loro occupazione: dobbiamo abbandonare definitivamente il modello economico basato sulla crescita infinita, che è in contrasto con i limiti naturali; esso può portare oramai solo ai ricatti cui assistiamo.

In realtà tutta la manfrina della FIAT si riassume in una sola cosa: spremere i lavoratori finché è possibile portando fino al binario morto finale la politica dell'auto. Poi diranno che è colpa dei lavoratori se è morta e chiuderanno comunque.

Dobbiamo sapere che i lavoratori di Pomigliano sono in gravissima difficoltà, perché è in gioco il loro lavoro. Ma occorre che la loro lotta abbia una prospettiva che permetta loro di non sottostare al ricatto padronale. E occorre che non si sentano e non siano soli. Solo la solidarietà nazionale può sconfiggere un referendum che non sarà equo perché tutto il mainstream informativo, giornali e TV, si mobiliterà dalla parte della minaccia e dell'inganno.

La FIAT non può scaricare il suo fallimento strategico sui lavoratori.
Il Governo non ha idee. Gli uni e gli altri vivono alla giornata. Le loro promesse sono un bluff.

Alternativa sta dalla parte della Fiom perché è l'unica parte giusta e dignitosa; perché è una casamatta in cui difendere i lavoratori e da cui ripartire. Se non si rompe l'assedio di Pomigliano il sindacato intero, in Italia, subirà una sconfitta storica. Ed anche la stessa Costituzione Repubblicana sarà sempre più in pericolo.
La minaccia è contro tutti, non solo contro i lavoratori di Pomigliano.


Giulietto Chiesa per Alternativa

di Giulietto Chiesa

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