lunedì 7 giugno 2010

Come ammazzare e cavarsela, ai tempi del sindaco Gianni Alemanno

Come si fa ad ammazzare in acque internazionali, in gran parte con colpi alla nuca, nove persone che portano aiuti umanitari, e cavarsela?

In genere il trucco consiste nell
'invocare l'antisemitismo.[1]

A diversi giorni di distanza dalla strage, l'esercito israeliano fa avere ai media una registrazione fatta di spezzoni che si interrompono bruscamente. Accanto a una frase perfettamente ragionevole detta da una voce femminile, una voce maschile dice 
"Go to Auschwitz" e un'altra dice qualcosa come, "Noi aiutiamo gli arabi a combattere contro gli americani. Non dimenticate l'11 settembre" - così leggo nella traduzione Ansa, ascoltando l'originale ho solo colto un marcato accento statunitense.


Si tratta della risposta - nel momento decisivo di tutta l'operazione - del portavoce di una flotta di 700 persone, sostenuta dal governo della diplomaticissima Turchia? Oppure si tratta di qualche israeliano che si è divertito con un registratore?

A voi scegliere. Tenendo presente il rasoio di Occam: a parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire.

L'altro giorno, un corteo a sostegno dei nativi palestinesi passa nei pressi del ghetto romano.

Alcuni giovani del ghetto - che, ricordiamo, è l'unico quartiere ebraico d'Europa in cui sia rimasta una vivace e per molti versi simpatica componente popolare - escono fuori con bandiere dello stato sionista, gridando, "Israele! Israele!"

I manifestanti rispondono per le rime, come è d'uso in questi casi.

Un episodio banale, che viene immediatamente trasfigurato: sopprimendo il piccolo dettaglio dei tifosi sionisti (di cui hanno parlato sul momento tutte le agenzie stampa), i manifestanti vengono accusati di aver gridato "assassini!" 
all'indirizzo del quartiere ebraico.

Ecco che 
Andrea Ronchi, detto affettuosamente Gollum dai suoi amici, ministro per le Politiche comunitarie, corre al ghetto per esprimere «solidarietà alla comunità ebraica di Roma e allo Stato di Israele in un giorno come questo" e promette di partecipare a una manifestazione, indetta per il 24 giugno dall'Unione ebraica d'Italia, per la liberazione di Gilad Shalit, soldato italiano detenuto a Gaza.

Il sindaco di Roma, 
Gianni Alemanno, che inizia a somigliare a Napolitano quando sentenzia, dichiara che «è inaccettabile strumentalizzare drammi internazionali per una nuova cultura dell'odio. Ed è difficile non cogliere in questo una radice antisemita, che Roma respinge fortemente».

Sgomitando mediaticamente, compare anche 
Giuliano Castellino.

Giuliano Castellino è un robusto capobranco di romanisti, che è stato federale, presidente o segretario o 
candidato  più o meno di qualunque cosa facesse saluti romani e si scambiasse boccali di birre e pacche sulle spalle. Adesso ha fondato un gruppetto che si chiama Popolo di Roma, un circolo dedito alla prassi tutta italiana dell'antagonismo filogovernativo.

Castellino ha tirato fuori tutte le proprie capacità poetiche per dare la più pittoresca 
definizione del termine "clientelismo" dai tempi del barocco:
"Noi siamo un’associazione autonoma, organica al PDL, che vede nel Sindaco di Roma un altissimo punto di riferimento politico. Il Popolo di Roma è la forza della Speranza, è fermento culturale, è movimento dinamico politico e meta-politico, è nuovo rinascimento romano, è rivoluzione identitaria, è modernizzazione conservatrice, è partecipazione, romanità, territorio, militanza, contaminazione."
Ed ecco come Castellino definisce il proprio datore di lavoro:
"Un locomotore costante e profondo. In Alemannotroviamo Tradizione e modernità, Identità e solidarietà, partecipazione ed integrazione, forza e volontà. Un sogno."
Il bestione è anche andato in Piazza San Pietro a farsi vedere al momento giusto con uno striscione sotto le finestre del Papa

Castellino l'altro giorno è corso dall'Ansa per dichiarare:
«Mentre domani Roma sarà caratterizzata da manifestazioni pro Palestina oggi il Popolo di Roma ha deciso di 'incartare' la città con 10.000 manifesti contro il falso pacifismo, il terrore e l'antisemitismo». Lo dichiara Giuliano Castellino, portavoce del Popolo di Roma. «Noi siamo - spiega Castellino - per due popoli e due Stati. Basta con le visioni viziate e avvelenate dalle ideologie. Troppo spesso dietro l'antisionismo si nasconde l'antisemitismo». (ANSA). YJ4-TZ/FLO 04-GIU-10 10:52 NNN
Se i costruttori padrini del Locomotore Sogno gli faranno avere i soldi, Castellino tappezzerà Roma. E se no, nessuno conterà quanti manifesti farà mettere veramente.
Tempo fa, alcuni coattissimi ex-amici di Castellino sono stati indagati  per aver leso la maestà del sindaco Roma. Infatti, invece di chiamare Alemanno un coniugatore di Tradizione e Modernitàavrebbero affisso  uno striscione con la seguente riflessione:
«Alemanno sionista boia, Pacifici è la tua troia»
Direte, non è segno di una particolare profondità di pensiero.
Però è difficile dar loro torto su un'affermazione specifica che hanno fatto nel corso di una conferenza stampa, rispondendo alle accuse lanciate loro da magistrati e media: "Alemanno è sceso a compromessi con i sionisti, i palazzinari e il Vaticano per essere eletto."
Durante la stessa conferenza stampa, hanno anche promesso unampio dossier su tali compromessi, nonché sulle precedenti e sfumate promesse cameratesco-rivoluzionarie di Gianni Alemanno. Lo leggeremo con piacere quando uscirà e non mancheremo di segnalarlo anche ai nostri lettori.
Nota
[1] Non solo. Ci sono anche altre cose strane, ad esempio il caso delle foto che gli israeliani sostengono di avere scattato sulla Mavi Marmara e che i media diffondono.
Qualcuno infatti è andato sul sito in cui l'esercito israeliano ha messo le foto e ha notato che le date delle foto risalgono in certi casi a diversi anni fa. Non ci vuole un genio ad accorgersene, e ieri mattina, quando ho controllato, c'erano in effetti ancora quelle vecchie date.

Fonte: Kelebek
P.S. Segnaliamo una meravigliosa ricostruzione della storia d'Israele da parte di Paolo Guzzanti. Paolo Guzzanti sta diventando quasi bravo come il figlio, anche se si vede che ha palesemente imitato la Vera storia d'Israele di Fiamma Nait e Deborah Firenstein.

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