sabato 12 giugno 2010

La Legge bavaglio e il Paese narcotizzato dalla tv

Ddl intercettazioni, chi è questo sconosciuto? Disinformazione, qualunquismo, proteste. Sabato mattina al mercato rionale romano della Garbatella, quartiere rosso ex popolare, oggi quasi-centro di ceto medio e luoghi trendy: trovarvi un passante che conosca il contenuto della legge che limita la possibilità di indagine per gli inquirenti e cancella da giornali e tv decine di servizi, è come cercare l’ago nel pagliaio. 



Soprattutto se si cerca tra gli anziani. “Io ho altri problemi, delle intercettazioni poco mi importa, sono altre le leggi che servono: sul lavoro, sull’immigrazione” è il coro dei più, cioè dei tanti che hanno chiuso il giornale da anni, guardano la tv il pomeriggio e considerano la politica “un teatrino salva-poltrona”. Inutile spiegare i risvolti pratici della legge-bavaglio già votata al senato con la fiducia, in dirittura d’arrivo al massimo in autunno: “Io non ho nulla da nascondere, possono pure intercettarmi” è il mantra unito alla convinzione, nata a furia di sentire “ddl intercettazioni”, che la nuova legge serva a autorizzare i controlli sui telefoni.



E la cricca, le inchieste sui grandi eventi, sulla malasanità, non le è interessato sapere che qualcuno rideva mentre l’Aquila crollava? “Si vabbè ma che c’entra con questa legge?”, è la risposta frequente e viene da chiedersi dove bisogna mettere le copertine listate a lutto e i post-it gialli, perché tutti sappiano. Eleonora mentre sente i “signora mia io non arrivo a fine mese…” di una passante va su tutte le furie. E’ intorno ai 40, ha i siti web d’informazione sotto mano a lavoro, sa cosa c’è scritto nel ddl intercettazioni ed ha il dente avvelenato “contro certa televisione che non ti fa capire nulla, tanto che mia madre è di sinistra ma l’ho dovuta convincere io, che questa legge è una porcata”. 



Si infiamma e, come tutti coloro che sanno del bavaglio, chiama la piazza, la disobbedienza civile e chiede a Napolitano di non firmare. Su un punto tutti sono d’accordo, informati e disinformati, favorevoli e contrari, giovanissimi e anziani disinteressati: questa legge per il Paese non è una priorità: “Servono leggi per i precari, per creare lavoro, per i pensionati che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”, sono le istanze, ognuno la sua, a seconda della posizione sociale. Rosanna, 36 anni, programmatrice europea, è sconsolata: “Bisogna scendere in piazza numerosi, è l’unica cosa che possiamo fare ora. Se la legge passerà così com’è mi auguro che arrivi un referendum abrogativo”, dice tra le buste di verdura, in mano un quotidiano. Eleonora, 38 anni, è della stessa opinione: “Mi auguro che Napolitano non firmi, nel frattempo dobbiamo organizzare una specie di rivoluzione da qui in autunno: scendere tutti in piazza, farci sentire. La legge sulle intercettazioni non era indispensabile: io ho due figli e a scuola non hanno la carta igienica: le priorità del Paese sono altre”. 



Luciano che di primavere ne ha almeno 65 e lavora ad un banco del mercato, è uno dei pochi anziani contrari alla legge sulle intercettazioni. Cita Zagrebelsky e non ha dubbi: “E’ una legge fatta per coprire la cricca, a me possono intercettarmi 25 ore su 24, non ho nulla da nascondere…”. “ Serve una legge che faccia si che i politici che delinquono, paghino – fa Antonella, casalinga – Sento tanta demagogia, non ne so molto, ma forse non serviva una legge nuova: la magistratura saprà riconoscere di volta in volta quando è giusto intercettare”. E lei che sa del ddl intercettazioni? “Io ho due bimbe e un altro figlio in arrivo, non ho tempo per informarmi, mica ho chi me li guarda…” , fa la ragazza senza vergognarsi. E poi ci sono Zelinda, 60 anni, che ammette che guarda Italia 1 e al tg solo i servizi di cronaca e della legge bavaglio non ne sa niente, e la verduraia più o meno coetanea col lamento sulla crisi e anche lei col suo “signora mia”: “So solo che se non mi alzo alle quattro ogni mattina, non mangio – dice - L’unica cosa che serve è una legge per farci campare un po’ meglio”. Istanza non meglio specificata, legge chissà su cosa. La politica, intanto, è sempre più lontana.


Fonte: l'Unità

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