venerdì 30 luglio 2010

L'impresa secondo Marchionne e il mondo dell’informazione globalizzata

Bisogna riconoscere a Marchionne e a tutta la direzione della Fiat di avvalersi di sapienti opinion maker dell’informazione che conoscono a menadito il mondo dell’informazione globalizzata….e deviante!
Tutta la gestione pubblica dell’intera querelle del recente caso/Fiat è contrassegnata da un abile gestione delle notizie (..e delle possibili reazioni) la quale è attenta alla necessaria diluizione ed edulcorazione delle varie polpette avvelenate che stanno sconvolgendo, non solo il gruppo automobilistico, ma l’intero panorama politico, economico e sociale. La stessa prassi dei vari incontri istituzionali e con i vertici dei sindacati collaborazionisti che si stanno stancamente svolgendo è solo una ipocrita formalità la quale non incide, in alcun modo, sulla vera sostanza delle decisioni della Fiat e sugli obiettivi antioperai di questa fase.

Anzi queste riunioni, come quella svolta mercoledì 28 Luglio a Torino, servono a sancire – di fatto – la volontà padronale anche utilizzando la totale subalternità dei sindacati collaborazionisti e il balbettio di una Cgil la quale appare come un pugile suonato. Una vera e propria indicazione di linea di condotta che la Fiat indica all’insieme dei padroni e delle forze che afferiscono al capitalismo tricolore.

giovedì 29 luglio 2010

Cuba e Rivoluzione. 26 luglio 1953: l’attacco alla Caserma Moncada

L'attacco alla Caserma Moncada, seconda fortezza militare dell'esercito batistiano, il 26 luglio 1953, nonostante sia fallito, è un evento fondamentale nella storia della rivoluzione cubana, fu infatti il detonatore che fece esplodere la società neocoloniale.

mercoledì 28 luglio 2010

L'ultimatum degli elettori della Sinistra al Pd

Se i dirigenti del Pd leggessero bene il sondaggio pubblicato oggi da Repubblica.it ne potrebbero trarre una indicazione assai utile per il futuro. Perché il vero dato sensibile della rilevazione di Ipr Marketing non è l’eventuale prevalere di Vendola su Bersani, ma il combinato disposto tra questo dato e quelli che delineano le opinioni sul profilo dei due leader.
Bersani è giudicato più competente, più onesto, più sincero, più affidabile, più determinato, più concreto. Eppure, se si dovesse votare tra i due alle primarie, il governatore pugliese vincerebbe. E, allo stesso modo, gli elettori del centrosinistra lo considerano un candidato migliore da contrapporre a Silvio Berlusconi.
Gli elettori dell’opposizione sono dunque malati di schizofrenia politica?

Le fogne a cielo aperto di Kabul asciugate dal sole

Almeno una cosa accomuna i notabili di Kabul che abitano nelle ville lussuose del quartiere di Wazir Akbar Khan, con le larghe frange della popolazione che vive miseramente sulle colline affacciate sull’omonimo lungo fiume, ammasso di case costruite col fango, legna e paglia. Che si giri nel quartiere dei ricchi, in cui vivono Warlords, come contractors stranieri e ministri, che pagano anche fino 10mila dollari al mese per un appartamento di cinque stanze, o tra i vicoletti e le scalinate polverose che si arrampicano sulle tra le casette dei morti di fame, si respirano gli stessi colibatteri, trasportati dalla brezza che, pur nella calura estiva, comuqnue spira a duemila metri. In questa stagion dell’anno, il sole asciuga le fogne di Kabul, tutte a cielo aperto. Vapori che ti riempoiono naso e polmoni. Anche la spazzatura non conosce distinzioni di classe nella capitale afgana.

martedì 27 luglio 2010

“Cento nomi nascondono i segreti delle stragi”. Parla Roberto Scarpinato, nuovo procuratore generale a Caltanisetta

Dottor Roberto Scarpinato, come nuovo procuratore generale a Caltanissetta lei dovrà occuparsi dell’iter della revisione del processo per la strage di via D’Amelio, che a quanto pare ha condannato definitivamente almeno sette persone innocenti, di cui tre si erano autoaccusate falsamente. Ora, sulle stragi del 1992-93, i suoi colleghi di Palermo e Caltanissetta dicono che siamo prossimi a una verità che la classe politica potrebbe non reggere. Qual è la sua opinione?

Proprio a causa del mio nuovo ruolo non posso entrare nel merito di indagini e processi in corso. Mi limito a un sommario inventario che induce a ritenere che i segreti del multiforme sistema criminale che pianificò e realizzò la strategia terroristico-mafiosa del 1992-93 siano a conoscenza, in tutto o in parte, di circa un centinaio di persone.

lunedì 26 luglio 2010

CILE, UN CASO DI CONFLITTO D’INTERESSI FELICEMENTE RISOLTO

Dedicato a tutti coloro che, in Italia, non l’hanno combattuto.
Mi pregio segnalare brani di un articolo apparso, il 24 luglio 2010, sul quotidiano cileno “La Tercera” (tradizionalmente filogovernativo) dove si da conto dell’emozionato annuncio televisivo di Gabriel Ruiz-Tagle, sottosegretario allo sport nel governo di centro-destra del Cile, il quale, per por fine al suo conflitto d’interessi, ha deciso di mettere in vendita, rapida, publica y trasparente, tutte le azioni possedute nella società calcistica “Colo Colo”, una fra le più quotate del campionato nazionale.
Roba d’altri mondi che in Italia ce la possiamo solo sognare!

domenica 25 luglio 2010

Granata esplode nel Pdl

Botte da orbi nel partitone azzurro, dove esplode il caso Granata. Fallisce la tregua con Fini immaginata dal Cavaliere? Pace solo rimandata, in realtà. Perché Berlusconi non può permettersi nessuna rottura «definitiva» col cofondatore. «Per deporre le armi bisogna essere in due - ragionano dal Pdl - e Silvio si è convinto che Fini non è disponibile perché la nuova postazione gli consente visibilità e rendite di posizione». Premier infuriato e berluscones di nuovo all’attacco, quindi. Obbligato a ricercare la pace aveva teso la mano, ma i finiani hanno risposto picche: il Cavaliere interpreta come un «no» le ripetute «provocazioni» sulla questione morale nel Pdl. 

Silvio, spiegano, pensava a «un’intesa su qualche poltrona che mettesse fine alle polemiche e gli consentisse di rompere l’assedio. Fini, infatti, gli è indispensabile anche per allargare il perimetro della maggioranza e agganciare Casini e Rutelli in un suo governo bis di simil salute pubblica». Il Cavaliere metteva nel conto che i primi a storcere il naso per la «pace obbligata» sarebbero stati, oltre ad alcuni dei suoi, gli ex colonnelli di An. Che, però, giudicando ineluttabile la strada dell’intesa con Fini, si erano già incamminati su quella via avvertendo che non avrebbero permesso una «tregua» giocata sulle loro poltrone parlamentari o di governo.

venerdì 23 luglio 2010

RIGASSIFICATORE. Se un giorno esplodesse una nave di metano…


Ad Agrigento accadono fatti strani e incomprensibili, alcuni perfino enigmatici.
Come quello che vede protagonista il presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, un ex socialista folgorato sulla via dello pseudo autonomismo lombardiano, il quale, a pochi giorni dall’udienza, ha ritirato il mandato all’avvocato incaricato di rappresentare l’Ente nel giudizio pendente al Tar del Lazio per la revoca dell’autorizzazione a una società Enel per realizzare un rigassificatore a Porto Empedocle.
La costituzione in giudizio, per altro proposta unitamente a altri enti e associazioni locali, come denunciano alcuni consiglieri provinciali di destra e di sinistra e l’associazione “Free” la quale, addirittura, si è rivolta alla magistratura antimafia, era praticamente un atto dovuto in ragione del voto contrario al rigassificatore espresso, a larghissima maggioranza, dal Consiglio provinciale.

giovedì 22 luglio 2010

Iraq, il continuo saccheggio delle antiche rovine

DHAHIR, Iraq — Il saccheggio delle antiche rovine dell'Iraq è tornato a prosperare. Questa volta non è il risultato del caos "sono cose che succedono" seguito all'invasione americana nel 2003 [il riferimento è a una frase pronunciata dall'allora Segretario alla Difesa Usa Donald Rumsfeld, a commento dei saccheggi che si erano scatenati a Baghdad subito dopo la caduta del regime ba'athista, nell'aprile 2003 NdT], ma piuttosto dell'indifferenza burocratica del nuovo governo sovrano dell'Iraq. 



Migliaia di siti archeologici – contenenti alcuni dei tesori più antichi della civiltà – sono stati lasciati privi di protezione, consentendo quella che funzionari dell'Ente iracheno per le antichità definiscono una ripresa di scavi sfacciatamente illegali, specialmente qui, nel sud dell'Iraq.

martedì 20 luglio 2010

Nove anni fa Carlo Giuliani aveva 23 anni


Carlo Giuliani aveva 23 anni, quando fu ucciso. Ricordiamo Il Giornale, che uscì in questi anni con le foto del ragazzo esile, il rotolo di adesivo all'avambraccio, in mezzo alle strade martoriate dagli scontri. Cercando quasi una giustificazione alla 'punizione'. Ricordiamo il veleno lanciato dalle colonne delCorriere della Sera, a firma Ostellino. La memoria va anche alle parole ingiuriose e fasciste diAlleanza nazionale e i toni e le azioni di Gianfranco Fini, prima che il clima politico del dramma italiano non portasse l'attuale presidente della Camera a vestire i panni dell'uomo fedele alle Istituzioni, a un riformismo moderato e costituzionale. Eppure c'era lui a Genova, in quelle ore, a dare conforto alle operazioni di carabinieri, polizia, guardia di finanza, reparti speciali della polizia penitenziaria, reparti speciali della polizia, carabinieri arrivati dalle recenti missioni all'estero (il Tuscania) che sbarcavano a Genova come in una cittadina balcanica divorata dall'odio etnico o nella solitudine della tragedia somala.

lunedì 19 luglio 2010

C’è del marcio in Danimarca. E in Italia?

“C’è del marcio in Danimarca”, osservava pensieroso il Principe Amleto mentre iniziava a subodorare la sottile trama di intrighi, inganni e tradimenti lungo la quale si dipana la celebre tragedia di Shakespeare. “C’è del marcio in Danimarca”: chissà a quali parole il Principe di Elsinore avrebbe fatto ricorso per descrivere la situazione italiana in questo strano 2010, all’alba di una crisi che si preannuncia devastante sul piano sociale e culturale, oltre che sul piano economico.
“C’è del marcio in Danimarca”: e in Italia? Come nel 1981, una serie di indagini hanno disvelato l’esistenza di un gruppo di potere esteso e ramificato, impegnato ad introdursi in alcuni settori nevralgici della struttura dello Stato (dalla Magistratura agli enti locali), al fine di orientare le scelte della politica nazionale. Come nel 1981, si richiamano sigle che rimandano a logge coperte, si parla di gruppi di potere occulto, di “Stato nello Stato”: ancora una volta, ecco un pezzo di passato riemergere, minaccioso ed inquietante, dalle tenebre della Notte della Repubblica. E’ il passato che ritorna, e non è un passato piacevole.

sabato 17 luglio 2010

L'odissea degli eritrei: prima catturati e torturati, poi liberati e abbandonati nelle mani della criminalità

PALERMO - Sono anni che gli imprenditori politici della sicurezza, i vari “ministri della paura” che si susseguono nel tempo, ci parlano dei loro “successi storici” nello sconfiggere il crimine organizzato, arrogandosi meriti che nella maggior parte dei casi sono da attribuire alle forze di polizia ed alla magistratura, piuttosto che ai vari pacchetti sicurezza approvati a cadenza periodica, in nome di “emergenze” che si scoprono soprattutto nei periodi elettorali o nelle fasi di maggiore scontro politico.

venerdì 16 luglio 2010

Vendola e la ricostruzione della speranza attraverso le fabbriche della nuova politica

«Il capitalismo ormai non è solo incompatibile con la democrazia: è incompatibile con la vita». Incontro Nichi Vendola nel suo ufficio alla regione Puglia sul lungomare di Bari. Alla vigilia degli stati generali delle «sue» fabbriche non si dà pace per la macelleria sociale, sadica, targata Tremonti: «L'anno prossimo in Basilicata scompariranno i treni».

Che cosa dirai alle persone che verranno?
Non ho influenzato neanche per un secondo la costruzione del programma di questi stati generali. Mi sono accordato con gli organizzatori solo sul loro senso generale. Che è la raccolta di tutte le esperienze fatte e la possibilità di immaginare un loro sviluppo, un percorso. Per me ho ritagliato due discorsi in apertura e chiusura sul buio e sulla luce, come nella Genesi. Insisterò sulla necessità di dare parole alle cose e di non essere privi di vocabolario. Sono molto curioso anch'io di come sarà. 

Nove anni fa in questi giorni eri a Genova. E' rimasto un qualche nesso tra quella stagione e «gli stati generali» delle «tue» fabbriche che iniziano a Bari? 
Il movimento noglobal aveva rotto per la prima volta la tela dell'egemonia liberista e capovolto lo schermo su cui veniva proiettata la globalizzazione. Soprattutto aveva raccontato «un altro mondo possibile» all'opinione pubblica mondiale. Per questo la repressione fu così implacabile. Il garantismo di regime si rovesciò in una buia notte cilena. Il paradosso di oggi è che c'è per intero la narrazione di quel movimento ma non c'è più il narratore. Fu un errore in quel luglio del 2001 non aver chiesto a tutte le sinistre il salto di qualità che andava compiuto. Lì dovevamo rifondare il soggetto politico, nel punto più alto dell'onda planetaria. Oggi siamo costretti a questa fondazione per la ragione contraria. Perché siamo al massimo decadimento della politica e a un punto di crisi senza precedenti dell'etica pubblica e della coesione sociale. Ma in questo quadro la crisi travolgente del centrodestra vede un affanno drammatico delle forze di opposizione e in particolare del Pd. Tracolla il berlusconismo e il Pd perde consenso.

giovedì 15 luglio 2010

Perù, i residui minerari del disastro ecologico infieriscono sulla poverissima regione di HUANCAVELICA

Poco meno di un mese fa, un disastro ecologico ha colpito la regione di HUANCAVELICA [it], una delle principali zone minerarie del Paese che, paradossalmente, ospita anche una delle popolazioni più povere. Ecco come riportava la NOTIZIA [es, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] la testata Servindi Perú: “La diga che contiene i RESIDUI CHIMICI[en] della MINIERA DI CAUDALOSA CHICA [en] è crollata alle 8 di sera del 25 giugno, riversando i rifiuti tossici nel fiume Opamayo”. È doveroso notare come il fiume fosse giàAMPIAMENTE CONTAMINATO a causa dell’ATTIVITÀ ESTRATTIVA MOLTO INTENSA [it] che si svolge nelle aree limitrofe, impedendo ai terreni adiacenti di essere usati per attività agricole.

“L'Aquila sta morendo, l'opinione pubblica deve sapere la verità e non lasciarsi distogliere dai teoremi costruiti a tavolino”

Si è tenuta ieri pomeriggio nella Sala Mappamondo della Camera dei Deputati la Conferenza stampa convocata dall'assemblea cittadina de L'Aquila per richiamare l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica sulle ragioni che il 7 luglio scorso hanno portato migliaia di aquilani a sfilare per le strade della capitale, nel tentativo di “ristabilire e mettere nelle giuste proporzioni quanto accaduto durante la manifestazione”.
Manifestazione per la quale oltre 40 autobus si sono mossi dalla città abruzzese e alla quale hanno aderito gran parte delle istituzioni del territorio: 53 comuni su 57 del cratere, la Provincia, l'Università, la Curia vescovile e i comitati cittadini nati dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Durante la conferenza stampa è stata espressa decisa condanna per “i tentativi ripetuti da parte della stampa e della politica di spostare l'attenzione su alcuni episodi di quella manifestazione invece che sui problemi della cittadinanza.”

mercoledì 14 luglio 2010

L'ACQUA NON SI VENDE: Un milione di firme… qui comincia l'avventura

In questi mesi di campagna referendaria per l'abrogazione del Decreto Ronchi che privatizza l'acqua, abbiamo inondato il Paese con banchetti in ogni luogo.

Abbiamo condiviso speranze e voglia di cambiare insieme a donne e uomini di tutte le età, esperienze e culture.

Oltre un milione di persone si sono riconosciute in questo percorso.

martedì 13 luglio 2010

ITALIA - LIBIA: i conti di un accordo vergognoso che ora ricade su tutti noi e ci impone una riflessione



(nella foto l'autrice dell'articolo, Shukri Said, segretaria e portavoce dell'associazione Migrare www.migrare.ue)


L’orrendo frutto dell’accordo sui respingimenti tra Italia e Libia, alla fine, ha mostrato il suo grado di maturazione spargendo il suo succo amaro sul capo di quasi tutti gli italiani perché l’arco di coloro che a quell’accordo hanno prestato il consenso è stato molto più ampio di quanto ci si sarebbe aspettato. Il messaggio in bottiglia costituito da un sms affidato alle onde hertziane del sistema cellulare, ha permesso al mondo di conoscere la fine che fanno gli abitanti dei Paesi subsahariani orientali respinti dall’Italia senza alcuna selezione tra gli aventi diritto all’asilo e imprigionati nei lager libici in mezzo al deserto tra malattie e torture, con poco cibo, poca acqua, niente igiene e un caldo pazzesco.

Quanto si è appreso da quell’sms non è affatto una sorpresa, ma la conferma dell’esito annunciato all’indomani della ratifica di quell’accordo tra Italia e Libia e massimamente temuto dalla sua attuazione, quando in data 15 maggio 2009 l’Italia donò le prime due motovedette alla Libia proprio per il pattugliamento della frontiera mediterranea.

lunedì 12 luglio 2010

Potere, magistratura e media in Albania

Un ministro porta nel suo appartamento le ragazze che rispondono ad un bando per un posto nel ministero da lui guidato? Il tutto viene smascherato da una trasmissione satirica? Le conseguenze: una multa per la rete televisiva che ospita la trasmissione per violazione della privacy. 
Non tira buon vento per i media a Tirana. Poco dopo la chiusura del quotidiano "Tema" il suo direttore, Mero Baze, ha dovuto interrompere la messa in onda della trasmissione "Faktori Plus" (ospitata dalla tv "Vizion Plus") nel corso della quale denunciava quotidianamente vicende di potere e corruzione che pochi altri osavano investigare. Anche la maggiore televisione nazionale "Top Channel", si è ritrovata suo malgrado al centro dello scontro in atto tra media e potere.

Tra appalti e nuova P2 alle riunioni con Carboni c'era anche Marcello Dell'Utri

E' la P2 che ritorna. O magari non è mai andata via. E sono le intercettazioni telefoniche, ancora una volta, a rivelare cricche e comitati d'affari, a collegare abituali frequentatori delle aule di Giustizia a nuovi nomi, a scatenare altri terremoti giudiziari dalle conseguenze imprevedibili. Le notizie che si rincorrono sull'ultima inchiesta della Procura di Roma che ha portato all'arresto, lo scorso...
...giovedì, del faccendiere Flavio Carboni, del giudice tributario Pasquale Lombardi (ex politico Dc e di Forza Italia), dell'imprenditore napoletano Arcangelo Martino (che in passato ha dichiarato di aver presentato lui Berlusconi alla famiglia di Noemi Letizia) assumono connotati via via sempre più inquientanti. Mentre sullo sfondo domina ancora, incontrastato, lo spettro di Licio Gelli.

venerdì 9 luglio 2010

Colombia: «Governo, aziende e narcotraffico alleati contro i diritti umani»

COLOMBIA Parla Augustin Jimenez della Coalizione contro la tortura: abusi sistematici, il paese sacrificato sullo scacchiere geopolitico

«Governo, aziende e narcotraffico alleati contro i diritti umani»
Il salone principale della «Nuova Casona», sede del centro di attenzione psicosociale alle vittime della tortura, è dedicato a Leonidas, un leader sindacale ucciso dai paramilitari a Bogotà l'anno scorso. L'inaugurazione del centro, qualche giorno fa, ha rappresentato un'occasione per fare il punto sulla lotta contro la tortura che «in questo paese è una pratica politica quotidiana», come ci ricorda Augustin Jimenez, portavoce della Coalizione Colombiana contro la tortura.

Che significa usare la tortura come strumento politico?
Anzitutto negare che esiste. In questi ultimi anni, a livello internazionale il governo Uribe ha cercato di far passare l'idea che il paese fosse in uno stato di normalità democratica, che non vi fosse alcun uso sistematico della tortura che, in generale, le convenzioni internazionali venissero rispettate. La tortura esiste e viene praticata sistematicamente, a tutti i livelli. Per questo il governo ha rifiutato di ratificare la Convenzione Onu sulla tortura, che gli avrebbe imposto di presentare un rapporto alternativo, redatto dalla nostra rete di organizzazioni.

Il Dragone turbocapitalista e il Grande Timoniere

Il Dragone turbocapitalista deve fare i conti con le forti diseguaglianze sociali e così il fantasma di Mao Zedong salta fuori dallo sgabuzzino.
Un articolo del quotidiano in lingua inglese China Daily del primo luglio riconosce l'esistenza del problema:
la prosperità economica "ha creato anche problemi sociali di diseguaglianza e crescenti differenze di reddito, inducendo sempre più persone a rimpiangere i 'bei vecchi tempi' del presidente Mao."

Il compito di trovare il giusto mezzo tra Mao "grande leader" e "capo autoritario" è dunque lasciato allo storico Xiao Yanzhong, che ripercorre sia gli errori del Grande Timoniere - il Grande balzo in avanti (1958-60), la Rivoluzione culturale (1966-76) - sia i successi: la costituzione della Repubblica Popolare (1949), la nomina di successori che garantissero riforme a lui postume e l'idea di una "rivoluzione permanente" che attraverso la mobilitazione delle masse impedisse al potere - rappresentato da funzionari di partito e intellettuali - di sclerotizzarsi.

giovedì 8 luglio 2010

Cercando di non restare senza pantaloni, Berlusconi corre sempre più veloce lungo la discesa. Ma la strada è ripida e presto inciamperà

La sconvolgente immagine di migliaia di terremotati che cingono d'assedio la residenza privata del Presidente del Consiglio, dopo essere stati manganellati dalla polizia, in altri Paesi rappresenterebbe il fotogramma finale di qualunque esecutivo. Anche perché Silvio Berlusconi, mentre fuori la folla protestava (pacificamente) perché il governo aveva deciso di far pagare con gli arretrati le tasse a chi non ha ancora una casa e un lavoro, era semplicemente a pranzo con i suoi ministri e discuteva cosa fare sulla legge bavaglio.

mercoledì 7 luglio 2010

L'Aquila a Roma nonostante i manganelli di Berlusconi e il sorriso di Bersani

Oggi gli aquilani, a migliaia, sono tornati a Roma: chiedono il congelamento dei mutui e delle tasse, oltre a una serie di misure di sostegno all'occupazione e all'economia inquadrate in una legge che preveda procedure efficaci per la ricostruzione e finanziamenti certi; la sospensione delle tasse che da dicembre dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento (in molti in realtà hanno già iniziato a versarle dal primo luglio). Chiedono anche altre risorse per cinque anni e la successiva restituzione in dieci anni senza interessi, un sostegno all'occupazione e all'economia del territorio sottolineando di non volere "privilegi ma equità e diritti" e "non più propaganda e censura ma corretta informazione".

martedì 6 luglio 2010

Non hanno niente da dire i 413 deputati che hanno votato il trattato Italia - Libia?

Centinaia di eritrei sono stati trasferiti dal centro libico di Misurata alla prigione di Brak, in pieno deserto, nota per gli episodi di tortura. I profughi avrebbero diritto all`esame della richiesta di asilo politico, invece rischiano di essere rimpatriati e uccisi. Non hanno niente da dire i 413 deputati che hanno votato il trattato Italia - Libia?
Apprendiamo con angoscia crescente, ogni giorno che passa, delle torture e del rischio di “deportazione in patria” subiti dagli eritrei trasferiti il 30 giugno dal centro di detenzione di Misurata alla prigione di Brak, in pieno deserto, vicino Sebha, una prigione gestita direttamente dalle forze di sicurezza libiche. Neppure le decine di persone che erano state gravemente ferite a Misurata, durante i primi tentativi di “identificazione” da parte di rappresentanti del governo eritreo, vengono curate e sembrerebbe che almeno due eritrei non siano più ritornati nelle camerate, dopo essere stati condotti nelle sale di tortura del carcere di Brak.

domenica 4 luglio 2010

Libia, ho sentito il rumore delle deportazioni

PERUGIA – Da tre giorni un rumore mi perseguita. È un rullare di ruote e uno sbattere, vibrare e cigolare di ferri. Con uno sfondo sonoro di lamentazioni di uomini. L'ho sognato anche stanotte. È il rumore delle deportazioni. L'esercito libico ha fatto irruzione nel carcere di Misratah all'alba del 30 giugno, il giorno dopo la rivolta degli eritrei. Molti stavano ancora dormendo. Li hanno portati via così, 300 persone circa, alcuni ancora nudi, altri feriti dai pestaggi del giorno prima. E li hanno rinchiusi dentro due camion, dentro un container di ferro, di quelli che si usano sui treni merci e sulle navi cargo. Quando, il pomeriggio del 30 giugno, sono riuscito a contattarli al telefono, erano ancora dentro il container.

Il dramma dei profughi eritrei avallato dal Governo italiano

Una notizia come quella del dramma dei profughi eritrei avrebbe meritato la prima pagina di tutti gli altri giornali perché si tratta di un’emergenza nel contempo umanitaria, politica e costituzionale.
L’emergenza umanitaria immediata riguarda la sorte di trecento profughi eritrei in pericolo di morte con l’avallo del nostro governo firmatario di un “trattato d'amicizia” con un regime orgogliosamente ed ostinatamente basato sulla violazione sistematica dei diritti umani, come ampiamente documentato in questi anni da numerosi report indipendenti.

sabato 3 luglio 2010

Dopo Bolivia e Venezuela anche l'Ecuador sta lavorando a una riforma del settore degli idrocarburi

Il presidente Correa dal primo giorno della campagna elettorale che l'avrebbe portato alla presidenza del paese, lo aveva promesso: rinegoziare i contratti con le compagnie petrolifere per far decollare l'economia nazionale e mantenere all'interno dei confini gran parte dei proventi derivanti dal settore degli idrocarburi.

Non certo un gioco da ragazzi, ovvio. Ma nemmeno una 'mission impossible' per uno dei presidenti più progressisti dell'area.
E proprio per questo sui banchi del parlamento di Quito è giunta qualche giorno fa una legge generale con "carattere d'urgenza". L'ha inviata Correa e i deputati dovranno lavorare duro e dare una risposta entro 30 giorni.

giovedì 1 luglio 2010

Il super lodo Alfano di Silvio, l'insaziabile

Sconcertante. In arrivo modifiche per il Lodo Alfano. Sapete qual’è la trovata? Ridurre la assurda violazione del principio di eguaglianza di fronte alla legge penale? Neanche per sogno! Al contrario, l’idea è quella di estendere ulteriormente lo scudo per il premier, prevedendo che la sospensione possa valere anche per i processi cominciati prima dell’assunzione della carica. La previsione, che nel testo attuale vale solo per il Capo dello Stato, ora il Pdl vorrebbe estenderla anche al presidente del Consiglio e ai ministri. Del resto Brancher (per stare all’attualità) è chiamato a giudizio per fatti precedenti alla nomina a ministro “del nulla”. 
E’ questa la proposta contenuta nel parere sul Lodo Alfano che la commissione Giustizia del Senato, presieduta da Filippo Berselli, sta per trasmettere alla commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.

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