giovedì 15 luglio 2010

“L'Aquila sta morendo, l'opinione pubblica deve sapere la verità e non lasciarsi distogliere dai teoremi costruiti a tavolino”

Si è tenuta ieri pomeriggio nella Sala Mappamondo della Camera dei Deputati la Conferenza stampa convocata dall'assemblea cittadina de L'Aquila per richiamare l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica sulle ragioni che il 7 luglio scorso hanno portato migliaia di aquilani a sfilare per le strade della capitale, nel tentativo di “ristabilire e mettere nelle giuste proporzioni quanto accaduto durante la manifestazione”.
Manifestazione per la quale oltre 40 autobus si sono mossi dalla città abruzzese e alla quale hanno aderito gran parte delle istituzioni del territorio: 53 comuni su 57 del cratere, la Provincia, l'Università, la Curia vescovile e i comitati cittadini nati dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Durante la conferenza stampa è stata espressa decisa condanna per “i tentativi ripetuti da parte della stampa e della politica di spostare l'attenzione su alcuni episodi di quella manifestazione invece che sui problemi della cittadinanza.”

Annalucia Bonanni, in rappresentanza dell'Assemblea cittadina, ha spiegato le ragioni che hanno spinto tanta gente a manifestare per le vie della capitale: “il 16 luglio scorso a L'Aquila 20.000 persone – praticamente la quasi totalità di coloro che sono rimasti nella zona dopo il terremoto – hanno bloccato l'autostrada per chiedere che dalla finanziaria venisse stralciato l'art. 39 che prevede l'obbligo per gli aquilani di tornare a pagare tasse su attività che non hanno più, mutui su case che non ci sono più e di restituire in tempo brevi quanto non versato dal sisma ad oggi. Una protesta di quelle dimensioni, con a capo i sindaci, i gonfaloni, la provincia è stata ignorata. Le nostre richieste non accolte. Perciò siamo venuti a Roma, per farci sentire dai nostri rappresentanti recandoci sotto le sedi in cui si stava discutendo del nostro futuro.
E' importante chiarire che non chiediamo privilegi o elemosine, ma solo equità e diritti. Vogliamo essere trattati come tutte le altre popolazioni vittima di catastrofi naturali. Chiediamo che la nostra città venga ricostruita. A un anno e tre mesi dal sisma il centro storico è ancora transennato, le circa 2.000 attività commerciali presenti non sono mai ripartite. Chiediamo occupazione, ci sono tra i 15 e i 18.000 disoccupati. Chiediamo che siano approvate una tassa di scopo e una legge speciale sul terremoto de L'Aquila che preveda fondi e tempi certi sui quali contare per ricostruire la nostra città, che sta morendo, immobile dal 6 aprile dell'anno scorso. La gente in Italia crede sia tutto risolto a L'Aquila, mentre l'unico miracolo che c'è siamo noi aquilani, che restiamo lì a lottare nonostante tutto”. Ha aggiunto Giusy Pitari, vicerettore delegato dell'Università de L'Aquila.
Sara Vegni, del comitato 3e32, ha affrontato il tema delle presunte infiltrazioni durante la manifestazione: “In tv si è parlato di incidenti e scontri, in maniera del tutto impropria. Non si può parlare di scontri, perchè di fronte alle manganellate dei reparti schierati in tenuta antisommossa la gente non ha reagito. Il teorema degli infiltrati messo in campo nei giorni successivi alla manifestazione non è altro che un ennesimo tentativo di spostare l'attenzione dalle nostre legittime richieste: i non aquilani presenti in piazza sono gli stessi che ci hanno dato la loro solidarietà sin dal 6 aprile del 2009 e che continuano a starci vicino in un periodo così difficile per il nostro territorio. A loro va la nostra gratitudine. In prima fila durante la manifestaizone c'era il popolo de L'Aquila, come mostrano le tante immagini girate e diffuse. Un popolo che voleva far sentire la sua voce non in una piazza minore, ma sotto i palazzi del cosiddetto potere, dove si decidono le nostre vite. Come assemblea cittadina esprimiamo solidarietà e vicinanza ai due denunciati. Sappiano che non sono soli, che un'intera comunità è al loro fianco”.
Il deputato del PD Lolli ha chiesto una interrogazione parlamentare sui fatti del 7 luglio.

di Marica Di Pierri - Redazione A Sud
Fonte: A SUD

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