venerdì 10 settembre 2010

Il nipote del Gran Visir di Berlusconi

La cosa che mi ha colpito della contestazione a Bonanni è stata la faccia e la gesticolazione di Enrico Letta, Vice segretario del PD, nipote di Gianni Letta il gran Visir di Berlusconi, una parentela che  è anche politica. Zio e nipote fanno parte dello stesso establishment sebbene dislocati in due partiti diversi ma entrambi di governo ed entrambi saldamente schierati con la borghesia italiana. La faccia di Letta era piena di odio, di rancore, era livida, minacciosa, con gli occhi  lampeggianti pieni di voglia di fare del male. La sua gesticolazione era aggressiva, il braccio era teso e la mano chiusa con un dito puntato sui malcapitati ragazzi del Centro Sociale che avevano avuto l'idea di prendersi la scena nella grande e terribile stagione sociale che si è aperta. Oggi la loro azione è al vaglio della polizia. Non dubito che erano già stati schedati dalla Digos. Penso che il loro centro sociale Ashatasuna sarà proposto per la chiusura e che molti di loro saranno denunziati. Una opera di disinfestazione sociale sarà presto realizzata e questi giovani saranno dispersi e stritolati dalla macchina della repressione e della emarginazione sociale.
Tutta l'Oligarchia politica compresi  Di Pietro e la Rosy Bindi si è affrettata a prendere le distanza dai giovani ed a solidarizzare con Bonanni. Da questi e dagli Oligarchi vengono parole impregnate di odio destinato ad aggravare di molto la situazione italiana.  Bonanni invita paternalisticamente la ragazza che l'ha quasi colpito con il fumogeno a non ascoltare i cattivi maestri e nello stesso tempo indica nella Fiom la centrale eversiva dell'odio e della sovversione sociale. Farebbe carte false per liberare il campo dalla Fiom che raccoglie la maggioranza assoluta dei metalmeccanici e gli impedisce di  pavoneggiarsi e essere qualcosa di più che un servizievole amico della Confindustria e di Marchionne. Pierluigi Bersani, senza avere alcun rispetto per le proporzioni e per la verità, parla di  "squadristi". Gli squadristi erano coloro che fecero la marcia su Roma dopo avere incendiato e devastato le Camere del Lavoro e le sedi del PSI. Bersani  irresponsabilmente paragona i ragazzi di Torino a queste terribili e squallide figure della nostra storia!  Sacconi, Cicchitto, Brunetta e quasi tutti gli attori del  tragico e grottesco teatro politico italiano si sono slanciati in una gara a chi la sparava più grossa. Si usano cannoni enormi per sparare contro minuscoli uccellini! Il richiamo alla polizia è stato forte, molto forte. Non dubito che da ora in poi non solo i politici italiani continueranno ad essere blindati e a dare l'immagine al mondo di una classe dirigente "terrorizzata" che vive dentro un muro di vigilantes ma anche le loro feste, questo meschino e costoso surrogato della democrazia che è l'unico canale di comunicazione concesso dai partiti alla loro base e che sono come la tv strumenti di passivizzazione della cittadinanza politica.
 Cicchitto ha collocato Bonanni nella galleria del martirologio di  Dell'Utri e Schifani. Schifani, Presidente del Senato nonostante le accuse che pendono sul suo capo. Dell'Utri, deputato condannato a sette anni per contiguità alla mafia, ma in Parlamento, in un paese in cui la Fiat disattende la richiesta del Capo dello Stato di reintegrare i tre lavoratori licenziati da Marchionne. Un Bonanni che difatto avalla i licenziamenti ed  aizza la gente contro la Fiom  insultandola.
 Si è saputo chi è stata l'autrice del lancio del fumogeno. Si chiama Rubina Affronte. Subito si è fatto sapere che è figlia di un PM  badate la finezza della comunicazione: non di un magistrato ma di un Pubblico Ministero, categoria bollata da Berlusconi come di malati mentali , additata all'odio di tutte le Cricche, messa nel tritacarne di vari disegni di legge del guardiano del sigillo del Capo, il Ministro Angelino Alfano.
 Bonanni ha fatto sapere che "poteva morire". Sta drammatizzando e creando il copione di un Martirio magari per  incrudelire il fio della colpa che comunque la ragazza dovrà pagare.
 Si è fatto sapere a tutti che trattasi di una "pregiudicata". Altra "finezza" dei nostri pennivendoli; si scrive che è stata condannata in passato per "occupazione di terreni e di edifici". Non si specifica quali terreni e quali edifici magari per non ricordare il movente morale e politico del "reato commesso". Non ha certamente rubato soldi ai terremotati dell'Aquila come tanti amici dell'inossidabile Zio, il Gran Visir di Berlusconi, e la superinquisita classe di politici che ha in mano il Paese e lo usa come sua proprietà privata.
  L'autunno caldo, secondo gli Oligarchi ed i loro pennivendoli, non verrebbe dal licenziamento di duecentomila professori, dalla smobilitazione di parte dell'industria italiana che si trasferisce all'estero, dal fallimento dei prodotti della Fiat che non riescono a piazzarsi senza il supporto della rottamazione, da sei milioni di ragazzi che stanno incanutendo da precari. No! Verrebbe dal petardo che la nostra cara e generosa Rubina avrebbe fatto scoppiare nel teatro della finta democrazia di Torino.

di Pietro Ancona
Articolo inviato a Nuovediscussioni-SudTerrae dall'autore Pietro Ancona già membro dell'esecutivo della Cgil e consigliere del CNEL

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