sabato 18 settembre 2010

Majes Siguas II, il mega progetto idrogeologico continua a versare sangue in Perù


Un nuovo conflitto socio-ambientale scuote il Perù. I cittadini sfilano per protesta contro un mega progetto idrogeologico e le forze dell'ordine sedano con la forza. Un morto e 17 feriti.
La protesta contro il progetto idrogeologicoMajes Siguas II che da giorni paralizza la provincia di Espinar, a Cusco, ha già il suomorto ammazzato. Durante i duri scontri con le forze dell'ordine Leoncio Fernández Pacheco, che marciava come gli altri in difesa dei suoi diritti, ha ricevuto una pallottola in pieno petto. Con lui altre diciassette persone sono rimaste ferite, anche seriamente. Fra loro due minorenni. Uno è molto grave.


Sono ormai quattro giorni che va avanti questa ennesima manifestazione contro quella che il governo definisce "la seconda tappa del più grande progetto di irrigazione della macroregione sud del paese, che non solo significa sviluppo delle attività agricole e pastorizie di Arequipa, ma anche benessere per il resto della regione meridionale, ossia di Cusco, Puno, Moquegua e Tacna. Il progetto porterà lavoro e benessere per tutti". Parola del presidente della Repubblica Alan Garcia. Peccato che molti a Cusco e dintorni non la pensino così. 
"Qui siamo tutte persone realiste e occorre renderci conto che siamo governati da personaggi come Alan Garcia impegnati a svendere tutta la ricchezza che possono - ha spiegato un appartenente del Fronte in difesa di Espinar - In questo caso tocca alle nostre risorse idriche. Abbiamo il gas e se lo vende, abbiamo le minerie e se le vende. Per questo lottiamo contro la costruzione del progetto Majes Siguas II. L'acqua che ci ricaveranno in realtà non andrà ai fratelli di Arequipa, e nemmeno verrà destinata alle irrigazioni. Queste acque sono destinate a due centrali idroelettriche che porteranno energia fuori dal Perù. In Cile". 


Ma in cosa consiste il Majes Siguas II? Con un investimento totale di 410 milioni di dollari, 207 dei quali a carico dello Stato, è uno dei megaprogetti voluti dal governo Garcia, assieme al gasdotto del sud, che tante critiche e tante manifestazioni contro ha scatenato. Si tratta di un ampliamento di un progetto già esistente, e consiste nel costruire la diga di Angostura, capace di immagazzinare 1 milione e 140mila metri cubi di acqua; un tunnel sotto le Ande di 18 chilometri; la presa Lluclla sul rio Siguas; la derivazione Lluclla-Siguas di 24 chilometri; e altre dighe di distribuzione e servizi vari nella pampa di Siguas per ricavarci 38.500 nuovi ettari coltivabili i cui frutti saranno destinati all'export assieme ai 15mila ricavati nella prima tappa del progetto. Inoltre, il collegamento fra Angostura e Condoroma con le pampas di Majes e Siguas permetterà di sfruttare la differenza di altitudine e sviluppare lo sviluppo idro-energetico costruendo la Centrale idroelettrica di Lluta (274 Mw) e la Centrale idroelettrica di Lluclla (316 Mw).

Gli abitanti di Cusco però non ci stanno. Studi di esperti dichiarano che l'equilibrio idrico della foce del fiume Apurímac, sul quale si basa il progetto e che si trova a Espinar, subirà uno scombussolamento grandissimo, che si quantifica in 12 milioni di metri cubi in meno di acqua all'anno. Per risarcire il danno, il governo regionale di Cusco ha proposto uno studio di potenzamento idrico al fine di conoscere quante altre dighe ci vogliono per arginare questa immane decurtazione dell'acqua. Ma in cambio vogliono che il progetto resti fermo, in vista del risultato degli studi. Cosa che non sta avvenendo, nonostante persino un giudice abbia dato l'ordine di sospensione del progetto. La corte di Wanchang ha infatti sostenuto che è in atto una violazione dei diritti costituzionali degli abitanti di Cusco. Di qui lo sciopero indefinito e le manifestazioni sedate con la forza. Il governo ha addirittura militarizzato la zona e dichiarato lo stato di emergenza. Proprio come in guerra.
Più volte gli abitanti di Espinar hanno minacciato di occupare e bloccare la diga di Pañe, situata in territorio cusqueño ma che porta l'acqua ad Arequipa, zona che avrà solo di che gioire del progetto e che quindi non condivide la manifestazione. È infatti nato il Frente de Defensa del Cono Norte de Arequipa e in duemila hanno marciato in difesa del Majes Siguas II.


Ma questa è solo una delle emergenze sociali del Perù. Secondo uno studio della Defensoría del Pueblo, si registrano 169 conflitti, il 69 percento dei quali in piena attività. Di tutti quelli registrati nel mese di agosto, 125 casi sono socioambientali. A questi si sommano 35 casi legati a problemi con i governi locali e 22 dovuti al governo nazionale. Si sono anche individuate 23 azioni collettive di protesta in tutto il territorio nazionale
"La stessa trafila di sempre: il governo passa sopra alla gente sottraendo le risorse del loro territorio a beneficio dei soliti noti- ha spiegato a PeaceReporter Mauro Morbello, che da anni vive in Perù dove lavora per Terre des Hommes Italia -. La gente si arrabbia, il governo continua imperterrito senza ascoltarla, finché ci scappa il morto. Questo è solo l´ultimo confronto cruento, pare che in realtà i morti siano due e non uno oltre a 17 i feriti gravi. Si sa poco, perché nonostante la protesta si sia radicalizzata già da oltre due settimane, la stampa limeña sta mandando i giornalisti solo adesso appunto perché cominciano a girare i morti. Insomma, ci risiamo: niente di nuovo sotto il sole del Perú".


di Stella Spinelli

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori