domenica 12 settembre 2010

Operaio usa e getta: la sicurezza del lavoro è un lusso che l’Italia non può permettersi!

Ha ragione Tremonti: la sicurezza del lavoro è un lusso che l’Italia non può permettersi! Si tratta naturalmente dell’Italia dei ricconi, di coloro che occultano duecento miliardi nei paradisi fiscali realizzati lesinando salario, diritti e sicurezza. Questi signori, questa Italia, si rifiuta di lucrare di meno. L’indignazione del Presidente della Repubblica per un Paese che marcia a mille e più morti sul lavoro l’anno e quasi un milione di infortuni spesso gravi e con conseguenze di invalidità fisica permanenti non serve a niente se lo stesso Presidente partecipa ogni anno al ricordo dell’ispiratore della legge trenta, scritta in collaborazione tra Sacconi e Bonanni, che introduce innumerevoli possibilità di precarizzare il lavoro. L’operaio è diventato usa e getta e l’organizzazione del lavoro prescinde sempre di più dalla esperienza e dalla competenza. Molte attività vengono subappaltate ed affidate a sub dei sub appaltatori. I quali non hanno alcuna cultura industriale e si servono di disoccupati pronti ad accettare qualsiasi cosa pur di portare cinquanta euro a casa. Per pulire una cisterna chi fa materialmente il lavoro perdendoci magari la vita guadagna una piccola parte di quanto avrà ricevuto il suo datore di lavoro e, spesso, chi assegna e passa il lavoro lucra senza fare materialmente niente. Altre volte ho citato l’esempio della costruzione della Torre Eiffel realizzata nel corso di due anni in condizioni eccezionali al limite di tutto per il caldo, il freddo, l’altezza fino ad oltre trecento metri in cui si lavorava. Non c’è stato un solo infortunio mortale. Se fosse in costruzione oggi chissà quanto sangue e quanto dolore! La sicurezza del lavoro sta nella sua organizzazione e nella competenza dei suoi addetti dall’ingegnere al caposquadra al carpentiere. Sta nell’esperienza maturata, custodita e trasmessa. Sta anche nell’affiatamento della squadra, nella sua coesione. Spesso accade invece che tre o più persone si incontrino per stare insieme un giorno e basta.
Spesso accade che si tratti di lavoratori forniti di competenze generiche ma usati perchè costano poco, molto poco e si acconciano a qualsiasi cosa. Su lavoro si muore subito ma anche lentamente accumulando veleni o logorandosi i nervi ed i muscoli. Il sistema WMC che Marchionne usa alla Fiat produce gravissimi danni al sistema nervoso e psichico del lavoratore ridotto a vero e proprio macchinario vivente. Soltanto il sindacato di base slai ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica ed all’Inail. Non mi risulta che analoghe iniziative siano state assunte dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Le poche ed insufficienti norme introdotte in quella che si chiama impropriamente 626 sono state malviste dagli imprenditori e da parte dei sindacati. Ricordo che i decreti tardarono già con il governo Prodi e che Bonanni intervenne per ridurre le sanzioni. Tuttora grande parte della legge deve essere attuata e non dubito che Sacconi farà di tutto per ridurne l’efficacia e la portata protettiva. L’Italia è piena di orfani di lavoratori. I benefici concessi dalla legge per la loro sopravvivenza fino al raggiungimento della maggiore età sono quasi inesistenti: il venti per cento della paga del genitore morto. Su che cosa e come viene calcolato questo venti per cento è un altro capitolo da riguardare. Basti dire che in media un orfano ricevo circa dieci euro al giorno e la vedova venti. Ipocrita ed insincera è la commozione dell’Italia politica per la lunga interminabile catena di tragedie. L’obiettivo verso cui sono orientati i politici è opposto a quello della sicurezza. Si punta alla deregolation, all’inasprimento della pesantezza e dei ritmi dei carichi di lavoro, al turn over sempre più frequente ed irresponsabile, alla volatilità dei rapporti. Ipocrite ed insincere anche le lamentazioni dei sindacati. Si acconciano a condizioni sempre più dure e non discutono il precariato. Hanno praticamente rinunciato ad ogni richiesta che possa costare qualcosa alle imprese o allo Stato. La parola d’ordine di tutti è soltanto: produrre, produrre, produrre a qualsiasi costo, a qualsiasi condizione! Quel poco che resta di sicurezza sarà smantellato. Non dubito che l’Inail sia oggetto di attenzioni di privati in cerca di lucro. Non dubito che destra e PD si accorderanno per spartirsene le spoglie. L’Italia è diventata zona franca del padronato: può fare ai lavoratori tutto quello che vuole con la complicità di sindacalisti che se vengono contestati vengono difesi da tutta l’Oligarchia politica e dai suoi pennivendoli. Pietro Ancona già dirigente CGIL già membro del CNEL

di Pietro Ancona già dirigente CGIL già membro del CNEL
Fonte: BellaCiao

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