sabato 30 ottobre 2010

Yemen, è una gran confusione

Un antico adagio recita che il nemico del mio nemico è mio amico. Dopo svariati tentativi di venire a capo della situazione critica nel nord, dove impazzano ancora le bande di ribelli sciiti a cavallo del confine con l'Arabia Saudita, ecco che il presidente yemenita Abdallah Saleh tenta almeno di avere la meglio lungo il fronte meridionale.
Al sud, infatti, dopo anni di calma, è tornata a farsi sentire con veemenza la voce deisecessionisti. Lo Yemen, riunitosi nel 1990, è stato diviso per anni in due repubbliche: quella del Nord, su posizioni occidentali, e quella del Sud, d'ispirazione marxista e vicina all'Unione Sovietica. Finita la Guerra Fredda, le due parti si sono riunificate sotto il pugno di ferro di Saleh. Trent'anni di promesse, da parte del governo centrale di Sana'a, mai mantenute secondo le province del sud. Gravate di tasse ed escluse dal potere, sottoposte alla pressione di milioni di profughiin fuga dalla guerra del Corno d'Africa.

venerdì 29 ottobre 2010

Il precario finché è caldo continua a batterlo!

La sera del 19 ottobre, dopo appena due giorni di discussione, la Camera ha approvato senza ulteriori modifiche il famigerato “collegato lavoro”, aka ddl 1167, aka ddl 1441 (a seconda del ramo del Parlamento). Il disegno di legge conclude quindi definitivamente la sua lunga gestazione con la firma, stavolta obbligatoria, del Presidente della Repubblica, ed entrerà in vigore a stretto giro.
Curiosamente, nessun quotidiano in questi giorni dedica spazio alla questione, che pure è destinata ad avere molti più effetti per molti più italiani rispetto al Lodo Alfano che imperversa su TV e giornali. Quali effetti? Vediamoli.

Certificazione dei contratti e clausole arbitrali
È rafforzata la pratica, già prevista dalla “Legge Biagi” ma fino a oggi pressoché inutilizzata, della certificazione dei contratti. In pratica le parti possono chiedere che una commissione appositamente istituita accerti, anche preventivamente, che il contenuto del contratto di lavoro corrisponda alla reale natura del rapporto, con l’accordo del datore di lavoro e del lavoratore. Quanto il lavoratore sia davvero spontaneamente d’accordo e non invece costretto dalla necessità di ottenere o mantenere il lavoro, non c’è bisogno di spiegarlo. L’organizzazione di queste commissioni non a caso è affidata alla potente lobby dei consulenti del lavoro, che avrà “le funzioni di coordinamento e vigilanza per gli aspetti organizzativi”: le volpi che controllano l’organizzazione dei pollai.

giovedì 28 ottobre 2010

BORGES, VIAGGIO NELLA SICILIA DEL MITO



Jorge Luis Borges a Villa Palagonia, Bagheria,1984
(Foto di F. Scianna tratta da:www.digitalist-Borges.blogspot.com)



La "Rosa d’oro" palermitana 

(di ritorno da Buenos Aires)

"Ricordo che Borges era molto contento di andare in Sicilia. Per lui era una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta di Palermo, la città da cui si origina il nome del suo barrio natale, e dell’Isola di Omero e dei filosofi greci a lui tanti familiari, fin da bambino."
Così Maria Kodama, vedova di Jorge Luis Borges, mi parla del loro viaggio aPalermo, in Sicilia, nel marzo del 1984dove il grande scrittore e poeta argentino fu insignito de "La rosa d’oro" un premio istituito dalla casa editrice palermitana"Novecento"
La signora Kodama è stata per lo scrittore compagna di vita e di lavoro, collaboratrice preziosa e intelligente; e anche la vista dei suoi occhi spenti.
Oggi, è la più fedele custode dei suoi ricordi; vive per Borges, per far conoscere la sua vasta opera, il suo pensiero. A questo scopo, oltre a dare interviste e a presenziare a premi e a simposi in giro per il mondo, ha creato, a Buenos Aires, il Museo e la Fundacion internacional J.L.Borges.
E visitando il Museo, dove è esposta in bella vista la Rosa d’oro palermitana, mi è venuta l’idea di domandarle un’intervista. 
Occupatissima fra conferenze e preparativi per il suo nuovo giro europeo saltò l’appuntamento. In cambio mi propose di fare l’intervista sul taxi che, l’indomani, l’avrebbe condotta all’aeroporto da cui doveva imbarcarsi per Francoforte dov’era attesa per la fiera del libro e - come abbiamo appreso dopo - per firmare un poderoso contratto con la Random House Mondadori che, dal 2011, potrà pubblicare in esclusiva tutte le opere dello scrittore in lingua spagnola.

domenica 24 ottobre 2010

Nichi Vendola: Congresso-SEL-24-10-2010-Firenze (Video del Discorso Conclusivo)

Che cosa succede all'ambiente in Palestina?





ParalleloPalestina ti invita a partecipare all'incontro-dibattito:

 L'ambiente secondo il PENGON 
- amici della terra in Palestina -

Partecipano:

per PENGON:

in connessione skype dalla Palestina
l'ingegnera ambientale e coordinatrice Pengon
Abeer Al Butmeh



per MEDICINA DEMOCRATICA:

Il professore Biologo presso l'università di Milano
Giorgio Forti

Rappresentante anche della
Rete ECO (Ebrei Contro l'Occupazione)


per la Comunità Palestinese di Milano:

In qualità di presidente, il medico
Khader Tamimi

In apertura sarà proiettato il relativo audiovisivo
prodotto dalla PENGON


venerdì 29 ottobre, ore 18.15

 - Chiamamilano -
l.go corsia dei servi, 1
Milano

sabato 23 ottobre 2010

Terzigno, Cava Vitiello "s'ha da aprì"!...nel rispetto della legge fuori dalla legge

Il governo italiano, la Regione Campania e la Provincia di Napoli hanno deciso che Cava Vitiello "s'ha da aprì" ad ogni costo. I rappresentanti, rispettivamente Silvio Berlusconi, Stefano Caldoro e Luigi Cesaro, si sono riuniti ieri a Palazzo Chigi, decidendo di andare avanti con "la legge", poiché, dichiarano, ''L'unica strada e' il rispetto della legge e questa prevede la realizzazione della nuova discarica di Cava Vitiello''.

Per "rispettare la legge" e realizzare una discarica a Cava Vitiello lo Stato deve applicare il decreto legge 90/2008, che prevede due discariche sul Vesuvio. Peccato che quel decreto, emergenziale, avesse termine legale il 31 dicembre 2009, e peccato che, data la sua natura emergenziale, mandi in deroga la legge 394/1991 che legifera sui parchi nazionali quali quello del Vesuvio - al cui interno sorge la attuale discarica Sari di Terzigno e dovrebbe sorgere la futura discarica "Cava Vitiello".

venerdì 22 ottobre 2010

Il Cavaliere e gli imbecilli

Nella intervista alla Faz Silvio Berlusconi svela un retroscena che ai più, in queste settimane, era sfuggito: “Il Lodo Alfano? Io non l’ho mai chiesto”.
Davanti a questa frase una parte consistente degli italiani – e credo perfino dei lettori tedeschi – avrà l’impulso immediato di sbellicarsi dalle risa. E invece c’è poco da ridere. Perché la frase del Cavaliere, dietro la sua palese assurdità, dimostra tre cose.
Primo: Silvio Berlusconi, capo del governo italiano, considera i suoi concittadini degli imbecilli.
Secondo: tanti dei suddetti  concittadini continuano a farsi trattare da imbecilli senza fiatare.

martedì 19 ottobre 2010

Cesaro detto «a' Purpetta», lo spazzino della monnezza napoletana

L'uomo che da un anno dovrebbe ripulire Napoli dalla monnezza è un potente onorevole del Pdl detto «a' Purpetta». Da sempre legato a Cosentino, è indicato da un pentito come fiduciario della camorra.
                                                                                                                                                                   Luigi Cesaro                

La situazione in Campania? È grave ma non è seria, direbbe Ennio Flaiano davanti allo spettacolo infinito della monnezza napoletana. In effetti, i sacchetti neri sono tornati protagonisti delle cronache dei quotidiani da un mese, e sotto il cielo azzurro del Golfo se ne vedono, come sempre, di tutti i colori. Le discariche aperte da Bertolaso e compagni sono in via di saturazione, l'inceneritore di Acerra non brucia quanto dovrebbe e avvelena (forse) più del dovuto, i disoccupati si trasformano in delinquenti e distruggono i camion della raccolta, la gente che vive sotto il vulcano urla contro il nuovo sversatoio di Terzigno invocando, letteralmente, l'intervento divino. Manifestazioni e violenze sono all'ordine del giorno, i camorristi fanno affari affittando i bobcat necessari ad alzare le centinaia di tonnellate di rifiuti rimaste a terra. Nel bailamme, il leghista Luca Zaia fa sapere che lui, la spazzatura napoletana, non se la prende manco da morto:  pare puzzi più di quella padana. "In Veneto", ha detto il governatore, "non passa lo straniero".

domenica 17 ottobre 2010

La classe operaia è viva

  Corradino Mineo aveva preannunziato stamane la diretta su Rainew24 della manifestazione della FIOM. La manifestazione non è stata soltanto dei metalmeccanici ma ha trascinato con se  tanta parte del mondo del lavoro a cominciare dai professori e dai disoccupati e dell'intellighenzia italiana turbata dal declino e dall'incupimento del nostro Paese, intellighenzia che è stata svillaneggiata, come oggi purtroppo si usa fare, da un esponente del PD, un tale Boccia sconfitto da Niki Vendola in Puglia e da allora con il dente avvelenato per tutto quello che sta alla sua sinistra.

venerdì 15 ottobre 2010

Speranza di un intervento del Presidente

 Illustre Presidente.
cinque bambini palestinesi dagli otto ai dodici anni, dopo essere stati arrotati da un capo colono militante che non ha subito alcuna conseguenza penale per il suo tentativo di omicidio, sono stati arrestati dalla polizia israeliana e sottratti alle loro famiglie che non ne hanno più notizie.
 Andranno a raggiungere gli altri cinquecento bambini che languono nelle carceri di Israele colpevoli di essere palestinesi.   Lei è intervenuto recentemente per la salvezza della vita di Sakineh con la sua sensibilità di uomo di stato animato da sentimenti di umanità. Le faccio istanza di intervenire per la restituzione dei cinque bambini alle loro famiglie e magari per favorire il ritorno a casa di tutti altri prigionieri.

giovedì 14 ottobre 2010

Festa cilena, festa operaia

E' tornato in superficie l'ultimo dei 33 minatori intrappolati dal 5 agosto nelle viscere della miniera cilena di San Jos, nel deserto dell'Atacama. Il capo-turno e leader del gruppo fin dal giorno del crollo, Luis Urzua, di 54 anni, è stato fatto risalire intorno alle 22 ora cilena, le 3 in Italia. Il presidente cileno Pinera lo ha abbracciato. E il paese latino americano ha dato una prova di efficienza, e solidarietà umana, che ha fatto il giro del mondo.

mercoledì 13 ottobre 2010

Nichi Vendola è un fiume in piena

Il centrosinistra? «Monotono, ripetitivo, votato alla sconfitta». Il governo? «Nemico della Puglia». I tagli nella sanità? «Si gioca sulla pelle dei pugliesi». Il Pd? «Si confronti con me. Dobbiamo smettere di avere paura della nostra gente e delle nostre ragioni. Io non ho paura». Nichi Vendola è un fiume in piena, ovunque lo porti la fittissima agenda elettoral-politico-istituzionale.





Da Torino a Vicenza, da Milano a Roma, da Bruxelles a Bologna: e la Puglia? 
«La regione è e resta al centro dei miei pensieri. A Bruxelles vado non solo per costruire un sistema di relazioni utilissime per la Puglia, ma anche per ritrovare la forza di tornare in Italia, a Bari a Roma e fare una battaglia a tutto campo per restituire dignità alla politica. Il problema della Puglia è il soffocamento causato dalle politiche del governo nazionale. La Puglia è strangolata da questa classe dirigente, da questo centrodestra e non ha neanche la fortuna di poter godere, come la Sicilia, di una politica capace di fare lobby per difendere gli interessi della comunità».

martedì 12 ottobre 2010

La Gelmini guarda la Scuola in 3-D: Diseguaglianza, Diseducazione, Disoccupazione

MariaStar perchè non vieni a lavorare con noi? - Non so che esperienze didattiche abbia MariaStar Gelli-Mini. Probabilmente nessuna. Non conosco neppure i prerequisiti che l'hanno portata dicastero che occupa.


Di certo saranno elettorali. Non di quelli sani che c'erano fino a qualche tempo fa, ma quelli voluti dalla legge porcata di Calderoli: voti la lista e non la persona, poi sono le segreterie dei partiti a mettere sulla poltrona chi vogliono loro. Così si truffa il cittadino. Così si tradisce il voto.

Altrimenti non potremmo spiegarci un personaggio chiamato Romani al ministero dell'economia e sviluppo.

A leggere il curriculum di questo tizio si viene a sapere che ha creato società che poi sono sempre fallite, una dietro l'altra. Prima con Taradash, il periodo liberale, con emittenti private, allora i soldi li metteva la sua mamma, poi con altre esperienze terminate sempre con chiusure fino alla bancarotta, non fraudolenta, ma normalmente pilotata.

venerdì 8 ottobre 2010

Rom, il capro espiatorio e la carta per risalire nel consenso

Questo articolo è uscito su “Nigrizia”.

Scrivo nelle ore che precedono il digiuno di Kippur, cioè una giornata di riflessione, pentimento, remissione e espiazione. Mi piacerebbe che Nicolas Sarkozy, memore delle sue lontane origini ebraiche e del suo legame più vivo con la tormentata Ungheria, si fermasse pure lui, in attesa del suono liberatorio dello Shofar, a riflettere sul danno da lui perpetrato per vanità e superbia: cioè all’unico scopo di far risalire il suo deludente indice di popolarità che ne rende problematica la riconferma all’Eliseo.
Il cittadino d’Europa divenuto presidente francese, potrebbe riconoscere il destino beffardo che ha scelto proprio lui, con quelle sue origini, per riproporre al centro della scena europea un popolo colpevole con cui prendersela: i rom. Sempre il medesimo destino beffardo ha voluto che il capro espiatorio prescelto sia un popolo cristiano, e a tutti gli effetti europeo.

mercoledì 6 ottobre 2010

Illustre senatrice Nirenstein, Lei ha il dovere morale, politico, personale di dimettersi da un gruppo che ospita l’antisemita senatore Ciarrapico

Illustre senatrice Nirenstein,

noi tutti La ricordiamo indignata e sempre pronta a fulminare con l’accusa di antisemitismo. I destinatari della Sua accusa erano, preferibilmente, i palestinesi (che, francamente, con la Shoà c’entrano poco) ma anche tutti coloro che, in un modo o nell’altro, criticavano la politica del governo israeliano. Mi ricordo che una volta in un dibattito televisivo un ragazzino palestinese la scambiò per una rappresentante del governo israeliano, ma quella volta Lei sorrise benevola e materna: in fondo si trattava solo di un bambino (benché palestinese). La sua equazione era semplice: per Lei infatti tutti gli ebrei del mondo si identificano senz’altro con Israele e tutta Israele si identifica senz’altro con i suoi governi, anche con quelli segnati da forti tratti fascisti e razzisti come l’attuale. Ergo: chiunque dissente da Nethanyahu o da Liebermann è senz’altro antisemita.

martedì 5 ottobre 2010

Edizione straordinaria: un antisemita primario guida il governo della Repubblica italiana. Colleziona storielle e ragazze, una al giorno

Edizione straordinaria: un antisemita primario guida il governo della Repubblica italiana. Colleziona storielle e ragazze, una al giorno. Ma bisogna capirlo: si è solo lasciato andare, il 29 settembre scorso, dopo che il Parlamento lo aveva costretto a trascorrere il giorno del suo 74 compleanno in un ruolo e soprattutto in un linguaggio non suoi, quelli del politico paludato stile Prima Repubblica. Nel cortile di Palazzo Grazioli, circondato da fans, si è tolto gli abiti ingessati dello statista e ha indossato il costume che preferisce, quello del clown pronto a solleticare gli umori bassi del suo uditorio. Lo aveva già detto all'epoca dello show al Parlamento europeo: gli italiani, a differenza dei tetri tedeschi, sanno ridere di tutto, persino dell'Olocausto. E anche se le barzellette sembrano nuove,  ad ogni siparietto è sempre la stessa storia, la stessa confessione che si ripete:

domenica 3 ottobre 2010

LA DROGA E IL PETROLIO USA PASSANO DALL'ECUADOR, COLOMBIA, HONDURAS E MESSICO

Signori, se volete ammazzare il presidente, eccolo qua: uccidetemi se ne avete il coraggio, anzichè stare lì vigliaccamente nascosti nell'ombra.
(Rafael Correa quando, volendo dialogare con i poliziotti, si vede bersagliato dai gas e picchiato)

Volete occupare le caserme, volete abbattere i cittadini indifesi, volete tradire la vostra missione di poliziotti, il vostro giuramento, ma questo presidente e questo governo continueranno a fare quello che ritengono di fare. 
(Correa ai suoi carcerieri mentre era sequestrato nell'ospedale della polizia)

Se intendete distruggere la patria, distruggetela, però questo presidente non farà un passo indietro. Viva la patria.
(Correa ai suoi carcerieri)

Il presidente sta governando la nazione da questo ospedale, da sequestrato. Da qui io esco o come presidente, o come cadavere, ma non mi farete perdere la mia dignità.
(Correa a un'emittente presente al sequestro)

Il coraggio di Correa, la mobilitazione di popolo e la fedeltà dei militari sventano l'ennesimo golpe della Cia in Latinoamerica. (Tra parentesi, uno sghignazzo su Belpietro) 



Gli è andata male stavolta. Avessero fatto in Honduras come le masse ecuadoriane, anzichè affidarsi a sindacalisti concertativi, forse a Tegucigalpa ci sarebbe ancora Mel Zelaya. Dunque, come tutti apprendiamo con grande sollievo e commozione, la gente di Quito e militari che si sentono esercito del popolo, memori di decenni di regimi rapinatori, vendipatria, oligarchici e filoimperialisti conclusisi con l'arrivo, nel 2007, di una presidente democratico, progressista e difensore della sovranità nazionale, hanno liquidato golpe e golpisti. Per ora. Gli Usa e i loro fantocci ladroni interni non demorderanno. Siamo al terzo colpo di Stato in otto anni allestito da Washington nel suo tentativo di tornare a sottomettere e depredare l'America Latina sfuggita al suo controllo: aprile 2002, golpe durato 48 ore contro Chavez, sconfitto dalle masse e dai militari fedeli; giugno 2009, colpo di Stato di militari, Cia, Chiesa e oligarchi in Honduras, deposto e cacciato il presidente Manuel Zelaya, golpe poi legittimato da illegittime elezioni; 30 settembre 2010, tentativo di golpe in Ecuador.

La CIA nel tentativo di golpe in Ecuador

La rivolta di elementi golpisti della polizia ecuadoriana contro il presidente Rafael Correa dà conferma di un rapporto allarmante sull’infiltrazione nella polizia ecuadoriana dei servizi di intelligence statunitensi diffuso nel 2008, in cui si segnalava come molti membri del corpo di polizia fossero in una condizione di “dipendenza” dall’Ambasciata degli Stati Uniti.

La relazione precisava che le unità della polizia “mantengono una dipendenza economica informale con gli Stati Uniti, attraverso il pagamento di informatori, qualifiche, equipaggiamento e operazioni”.

sabato 2 ottobre 2010

Berlusconi il bestemmiatore

Personalmente, non credo che un presidente del Consiglio si debba dimettere perché si è fatto beccare a bestemmiare. O meglio, il nostro presidente del Consiglio avrebbe tanti di quei motivi per dimettersi che una bestemmia arriva ormai buona ultima.

venerdì 1 ottobre 2010

Il popolo ha liberato Correa

Allo scadere dell'ultimatum, reparti speciali dell'esercito dell'Ecuador hanno liberato il presidente Correa, con una operazione d'assalto all'ospedale in cui era mantenuto in ostaggio dal gruppo golpista. I militari hanno sofferto 27 feriti, riuscendo a mettere in salvo Rafael Correa su una macchina blindata. Non si trattava di una rivendicazione salariale degenerata in un atto sedizioso, ma un piano di colpo di Stato preparato per destabilizzare il Paese e ribaltare con la forza delle armi quello che era stato deciso con cinque elezioni.

Nel corso del pomeriggio la gente aveva circondato l'ospedale per proteggere la vita di Correa, l'assedio civico coinvolgeva forze crescenti che avanzavano per entrare nell'istallazione, ma i golpisti rispondevano con un gran volume di gas lacrimogeni e colpi d'arma da fuoco. Questo tira e molla -che è costato vari feriti- si è protratto fino alle dieci della notte. Poi le forze speciali hanno circondato l'intera area e hanno messo in salvo Correa.

Nell'allocuzione agli ecuadoriani, Correa ha confermato che è stato fatto oggetto di vessazioni e violenza fisica da parte dei poliziotti sediziosi, e degli infiltrati civili con il passamontagna che li dirigevano. Si tratta di seguaci di Lucio Gutierrez -ex colonnelo e uomo degli americani- cioè della fazione più oltranzista, eversiva e golpista dell'opposizione. Costoro, non hanno esitato a sparare contro i civili e contro i militari istituzionali. "Pagheranno i loro crimini, per loro non ci sarà nessuna amnistia, nè perdono" ha chiarito Correa.

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori