martedì 9 marzo 2010

La Puglia di Nichi Vendola, un laboratorio culturale d’eccezione



Arrivano le regionali, e chi parla di cultura? Difficile sentire questa parola in bocca a un politico, di questi tempi. E allora siamo andati a chiederglielo noi. Chi ha raccolto la sfida? Per ora alcuni esponenti di: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Movimento 5 Stelle, e altri in ordine sparso. Il nostro osservatorio lombardo è un po’ parziale, lo sappiamo, abbiamo cercato di drizzare le orecchie per cogliere qualche voce al di fuori della nostra regione. Il PdL non ha risposto alle nostre ripetute mail. La Lega non è stata interpellata. Cercheremo di darci da fare il più possibile nei prossimi giorni, ma se avete qualche amico o conoscente che si candida, in qualsiasi regione, per qualsiasi lista, fategli voi un’intervista e la pubblicheremo volentieri. E’ importante, noi crediamo, che chi lavora nella cultura diventi un cittadino sempre più attivo e attento alla politica, ed è importante anche che i politici sappiano che li stiamo osservando, e che devono rendere conto di quello che fanno anche a noi, al mondo dello spettacolo. E’ importante che, una volta eletti e appollaiati sulle loro poltrone, sappiano che esiste una comunità, la nostra, con cui possono e devono interloquire, se vogliono poi legiferare su materie che ci toccano da vicino.

Partiamo da Nichi Vendola, l’unico leader nazionale di partito che siamo riusciti a raggiungere. L’unico presidente di regione che ci ha dedicato un po’ del suo tempo. Vendola ci ha concesso un’intervista esclusiva, chiusi in una sala stampa dove c’eravamo solo noi e fuori il pubblico vociante che lo salutava. Si è rivelato essere una persona in contatto con il nuovo, con la cultura, con internet, con i giovani. E oltre ad aver fatto della Puglia la prima regione italiana a produrre energia rinnovabile, l’ha resa, anche grazie ad un sapiente uso dei fondi europei, un laboratorio culturale d’eccezione, dove teatri in disuso vengono affidati a giovani compagnie, dove gli studenti hanno borse di studio regionali per andare a studiare all’estero, dove 132 immobili pubblici dismessi sono stati affidati a realtà giovanili per creare laboratori del nuovo: insomma, un connubio di spirito imprenditoriale ed estrema attenzione alla cultura e alla sostenibilità. Godetevi l’intervista e godetevi anche le altre che pubblicheremo nelle prossime settimane.

Fonte: studio28.tv

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