martedì 13 aprile 2010

Afghanistan, una guerra sporca come la coscienza del ministro Frattini


In una farsa senza capo né coda i servizi segreti afghani hanno arrestato ieri tre medici dell'ospedale di Emergency, insieme a sei operatori afghani che stavano lavorando a Lashkar-gah, nella provincia di Helmand (là dov'è in corso la più vasta offensiva della Nato e americana dall'inizio del conflitto in Afghanistan).

Solo spioni sprovveduti e prezzolati, al servizio della potenza occupante o dei manutengoli che esercitano - si fa per dire - il potere a Kabul , possono fingere di credere che l'accusa contro gli arrestati abbia una qualche parvenza di verità.
Avrebbero complottato - pensate un pò prima di incazzarvi - per "assassinare" il governatore locale Gulab Mangal.
Ma di questo non vale nemmeno la pena di parlare.
Importa invece parlare di come ha reagito il ministro degli esteri Frattini, di fronte all'arresto di tre cittadini italiani (che egli ha il dovere istituzionale di proteggere).
Due dichiarazioni, una più irresponsabile dell'altra. Eccole: ""I tre arrestati non fanno parte della cooperazione italiana". Come dire ai servi di Karzai: fate pure, non sono dei nostri.
E, infatti Emergency non ha mai fatto parte delle schiere di collaboratori del regime di Kabul, tant'è che non ha mai preso un centesimo dal governo italiano, che quel regime inqualificabile sostiene.
Seconda dichiarazione, se possibile peggiore della prima: "il governo italiano conferma la sua linea di assoluto rigore contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo in Afghanitstan, così come altrove". Come dire: questi sono sospetti di sostenere il terrorismo, quindi procedete pure tranquillamente.
Avviso ai naviganti italiani fuori dalle frontiere italiane. Con un ministro come questo, varcata la frontiera, siete in balia di chi vi prende e vi sbatte in galera, a prescindere.
Che la guerra afghana fosse sporca lo sapevamo. Sporca come la coscienza del ministro Frattini.

di Giulietto Chiesa - Megachip

Fonte: Megachip

IO STO CON EMERGENCY - manifestazione nazionale a Roma sabato 17 aprile PIAZZA NAVONA


Diamo appuntamento a tutti i sostenitori di Emergency della democrazia, della PACE e dei DIRITTI UMANI alla manifestazione nazionale a Roma sabato 17 aprile ore 14,30 a Piazza Navona.

Le notizie dall’Afganistan si susseguono incontrollabili. Letteralmente, incontrollabili: la maggior parte delle notizie citano generiche “fonti afgane”o fonti anonime;

l’unica fonte citata per nome e cognome, finora, è il portavoce del governatore di Helmand, che però non parla a nome della polizia, né dei servizi segreti che trattengono i nostri colleghi.
Quindi, ad ora, non esistono ancora notizie ufficiali sullo status dei nostri colleghi: sono in stato di fermo? Sono stati arrestati? Di cosa sono accusati? Se sono accusati di qualcosa, avranno diritto a vedere un avvocato? Dove si trovano? Quando potranno parlare le loro famiglie o con la sede di Emergency?

L’accusa è che curiamo i talebani? Leggete sul sito di Emergency le storie dei pazienti ricoverati. A nove anni si è talebani?

E se anche fossero talebani, i maschi adulti a cui non chiediamo la carta d’identità quando si presentano feriti nel nostro ospedale? Li cureremmo comunque, come curiamo i soldati afgani, le donne e gli uomini, i sunniti e gli sciiti, quelli a cui piace il football e quelli a cui piace la buskashi. Li cureremmo perché siamo medici e questo è il nostro dovere. Non lo dico io, non lo dice Emergency: lo dice la Convenzione di Ginevra, il giuramento di Ippocrate, il diritto, l’umanità.

Sapete come funzionano queste cose, no? La smentita di una bufala non ha mai lo stesso rilievo della bufala quando esplode nei nostri televisori. Il danno rimane. Forse è questo che vogliono, anche se poi saranno costretti – perché i nostri sono innocenti - a lasciare cadere ogni accusa: avranno screditato Emergency, pensano.

No. Chi ci conosce non è stupido. Emergency non si farà screditare così.

Prima di chiudere il computer, uno sguardo al sito di Emergency per guardare quante persone hanno risposto al nostro appello. E’ su da oltre 24 ore, ma per buona parte del tempo il sito non è stato accessibile per via dei troppi contatti: sono oltre 70.000 firme. Eh sì, chi ci conosce non è stupido, Emergency non si farà screditare così.


di Cecilia Strada – Emergency

Comparso su Megachip

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