mercoledì 28 aprile 2010

Le mamme-signore di Adro, immancabilmente con tacco 12, SUV e cellulare-ultima-generazione con “l’ignoranza innalzata a virtù”

Dopo quanto visto e ascoltato nella puntata di giovedì scorso ad Annozero si è finalmente materializzata quell’orda di razzisti che vive solitamente sopita nelle osterie e che coltiva il proprio personale orticello di odio fra le mura domestiche. Aver avuto una telecamera che riprendesse lo stato d’animo e le idee di quelle mamme è stato un incentivo per lo sversamento di una montagna di bile che va montando chissà da quanto tempo, fomentata da anni di bombardamenti mediatici imposti dal ministero della paura.

Il Governo con il decreto salva-abusi salva la villa del clan


I Graziano, a Quindici in provincia di Avellino, hanno controllato il territorio, dato vita ad una guerra sanguinaria con i Cava e amministrato direttamente il comune. Un comune sciolto due volte per infiltrazioni mafiose e , ancor prima, negli anni '80 azzerato con proveddimento ad hoc dal presidente Sandro Pertini. I sindaci finivano accoppati, ammazzati, eletti mentre erano in galera o prima di finirici. La villa Graziano è il simbolo del loro strapotere. Ora il decreto salva-abusi del governo rischia di fermare nuovamente le ruspe. Un messaggio chiaro a quei cittadini: lo stato vi abbandona di nuovo.

Il cemento depotenziato dei boss



Caltanissetta. In una vasta operazione, denominata “Doppio colpo”, che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio ed Abruzzo, i carabinieri ed i finanzieri di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra su ordine del Gip di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, su richiesta della Procura. Secondo gli inquirenti i boss mafiosi imponevano la fornitura del calcestruzzo prodotto dalla Calcestruzzi Spa alle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici o privati “eliminando scomode concorrenze e consentendo l'espansione dell'azienda bergamasca nel mercato della Sicilia orientale”.

Guatemala, in cerca della verità


Il governo del Guatemala ha consegnato alla magistratura i fascicoli segreti che testimoniano la responsabilità delle truppe del governo golpista di Carlos Castillo Armas, prima, e Alvaro Arzù, poi, nel genocidio perpetrato ai danni della popolazione contadina durante la guerra civile che dal 1954 ha sconvolto il paese per trentasei lunghi anni. 

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