mercoledì 5 maggio 2010

Vincere questa partita mortale, con questo tipo di protagonisti, sarà oltremodo difficile


Eugenio Scalfari dice che il collasso definitivo della democrazia repubblicana e costituzionale e della stessa unità del Paese potrebbe prodursi per tre fattori convergenti: l’arrendevolezza del presidente della Repubblica, l’irrilevanza della sinistra, e l’indifferenza dell’opinione pubblica democratica.

Poi si corregge e salva Napolitano. Io non lo salverei, ma è quello che, ormai, conta meno. E su cui, comunque, contare non è opportuno. E aggiungerei, dalla parte che arreca l’offesa, il micidiale patto tra Berlusconi e la Lega, l’uno che guarda le spalle all’altro. E che vogliono andare fino in fondo. E la insulsa e miope realpolitik neocentrista di De Benedetti, che fotografa lo stato penoso della cosiddetta borghesia illuminata italiana. Credo che si debba essere realistici all’estremo.

Ribellione greca, Atene in fiamme

 Tre persone sono morte in una banca nel centro di Atene che ha preso fuoco dopo essere stata colpita da alcune bombe molotov lanciate da alcuni giovani incappucciati (almeno questa è la versione diffusa dal ministero degli Interni). Una notizia gravissima giunta al termine delle grandi manifestazioni pooplari che oggi hanno attraversato la capitale ellenica.
Centinaia di migliaia di persone sono scese oggi in piazza ad Atene e nelle altre principali città elleniche nel secondo giorno di sciopero generale indetto dai sindacati contro il piano di tagli targato UE ed FMI approvato domenica dall’esecutivo di Papandreu. Si tratta della più grande manifestazione mai realizzata in Grecia negli ultimi dieci anni, con decine di migliaia di persone che a due ore dalla partenza ufficiale del corteo indetto dalle varie organizzazioni sindacali e dai partiti politici della sinistra nel centro della capitale, ancora dovevano cominciare a muoversi dato l’alto numero di partecipanti. A poca distanza hanno sfilato circa ventimila attivisti del Pame, il braccio sindacale del Partito Comunista Greco (Kke), contrario come sempre a scendere in piazza al fianco delle altre formazioni sindacali e politiche, anche se questa volta il numero dei manifestanti era tale che il corteo dei sindacalisti del Pame si è praticamente fuso con l’altro corteo.

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