martedì 11 maggio 2010

Honduras, dall’America Latina l’incitamento a non dimenticare, a non perdonare un golpe militare


Come è buono Pepe Lobo, il Presidente dell’Honduras, vincitore di una tornata elettorale piuttosto irregolare. A seguito della destituzione di Manuel Zelaya ad opera dei suoi rivali politici e dei militari ad essi asserviti, incuranti della protesta internazionale, i golpisti hanno indetto le elezioni e nominato il nuovo presidente. Lobo è buono perché ha generosamente concesso al governo spagnolo di decidere se invitarlo o no al prossimo Vertice Unione Europea-America Latina, un incontro importante voluto dalla Spagna prima di lasciare la Presidenza della UE.

BRIC, ovvero Brasile, Russia, India e Cina: quali speranze?

«Il capitalismo è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, il comunismo, è esattamente il contrario.»
Parole attribuite a Nikita Chruščёv

Questo motto di spirito del segretario del Partito Comunista Sovietico, all’epoca del suo massimo splendore, riassume tutta l’ambiguità della strategia dei nuovi paesi emergenti che vogliono assumere le regole del capitalismo e dargli un volto umano. La loro attuale « riuscita» la devono al mercato e al fatto che, come ogni paese in crescita, hanno dovuto attraversare una fase ascensionale?

Ecuador, “Campo Armadillo”: gli indigeni e la Costituzione violati dal petrolio




Sembra che niente possa più sorprendere l'attuale società globalizzata occidentale, abituata quotidianamente a tematiche scabrose come la nanotecnologia, gli organismi geneticamente modificati e altre ancora; non è strano, allora, che la sorpresa venga dalle cose più semplici, da quello a cui riesce impossibile pensare: l'esistenza di altre culture, di altri popoli, di altra gente mossa da idee diametralmente opposte alle nostre.

Dubbi e segreti dello STATO-MAFIA



Siamo su uno scoglio è il 21 giugno dell’89 , il mare  è quello siciliano vicino a casa di Falcone. Sta per attuarsi l’attentato al giudice, ma non c’è solo la mafia a tentare il colpo, anche i servizi segreti sono lì “Da quello che sta emergendo dalle investigazioni, sembra che fossero due i 'gruppì’ presenti quel giorno davanti alla villa di Falcone. Uno era a terra, formato da mafiosi della famiglia dell'Acquasanta e da uomini dei servizi segreti. E l'altro era in mare, su un canotto giallo o color arancio con a bordo due sub. I due sommozzatori non erano di "appoggio" al primo gruppo: erano lì per evitare che la dinamite esplodesse.

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