lunedì 17 maggio 2010

Solidarietà con la popolazione di Gaza: sosteniamo laFreedom Flotilla




Per aderire all'appello in sostegno alla Freedom Flotilla, contattare:reteromanapalestina@gmail.com

In questi giorni sta salpando dai porti di Irlanda, Turchia e Grecia, alla volta di quello di Gaza City una flotta di otto navi che trasportano materiali da costruzione, impianti di desalinizzazione dell’acqua, impianti fotovoltaici, generatori, materiale per la scuola e farmaci da consegnare alla società civile palestinese.

Si tratta di un'azione di alcune organizzazioni e reti di solidarietà internazionale, necessaria per la sopravvivenza della popolazione di Gaza, che da più di tre anni vive sotto un assedio asfissiante, priva di generi di prima necessità e dei materiali indispensabili per ricostruire un territorio martoriato dall’operazione “piombo fuso” dell’esercito israeliano, che ha causato oltre 1400 morti, tra cui 400 bambini, e più di 5000 feriti dovuti anche all’uso di armi proibite dal Diritto Internazionale, quali l’uranio impoverito ed il l fosforo bianco.


L'appello di Stefano Rodotà all'azione civica contro il bavaglio

Nessun sistema democratico, per malandato che sia, può fare a meno di una opinione pubblica informata, consapevole, reattiva. Altrimenti si scivola verso la democrazia d’investitura, si trasforma il popolo in “carne da sondaggio”. E torna d´attualità la critica di Jean-Jacques Rousseau: «Il popolo inglese crede d´essere libero, s´inganna, non lo è che durante l´elezione dei membri del Parlamento; non appena questi sono stati eletti, esso diventa schiavo, non è più nulla». Dobbiamo malinconicamente constatare che nell´Italia di oggi anche quella libertà elettorale è stata sequestrata, visto che la “legge porcata” ha trasferito alle oligarchie dei partiti quella scelta dei parlamentari che dovrebbe essere nelle mani degli elettori?

La ‘ndrangheta avvelena il Mare Nostrum: "Nemmeno i cani trattano così la cuccia nella quale dormono"



Neanche i Cani. "Nemmeno i cani trattano così la cuccia nella quale dormono", dice Antonio Nicaso, 17 libri di ‘ndrangheta alle spalle, una delle maggiori autorità mondiali in materia, consulente Unico Fbi sulla criminalità organizzata in Calabria. Sa bene di cosa parla quando analizza lo scempio che le Ndrine hanno fatto della loro regione: oltre 50 relitti sono stati affondati tra Jonio e Tirreno calabro a partire dagli anni ‘60, e chissà quante di queste carrette del mare conteneva scorie tossiche o peggio, materiale nucleare radiottivo. Le liste degli assicuratori navali londinesi ‘Lloyd's'' che pubblicano nel loro libro i cronisti calabresi Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro (‘Avvelenati' Città del Sole Edizioni, 16 euro) è di sicuro attendibile. "E non vuol dire - spiega Baldessarro - che tutte siano state affondate perché cariche di scorie avvelenate, ma di sicuro esiste un fenomeno sul quale i politici italiani dovrebbero indagare.

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