lunedì 24 maggio 2010

Berlusconi e la sua cricca sono la malattia che sta uccidendo il cuore della nazione

E’ davanti agli occhi di tutti che in questa tragica stagione politica che attanaglia l’Italia, il nostro Paese è governato da un governo e da un parlamento costruttori coscienti di disunione e di frammentazione. Chi si autodefinisce «partito dell’amore» (di prostituzione), irride gli Italiani perché sa di creare divisione, odio e vendetta. Costoro sono la malattia che sta uccidendo il cuore della nazione. Dalla porta accanto, dal versante ecclesiastico non arrivano migliori notizie: mentre il mondo cattolico si trastulla con la sindone, esposta a Torino, succede che a Roma, a Padova, e in Italia si consumano orrori e misfatti degni soltanto di Satana e delle sue legioni.

Quando ho sentito a Palermo gli elogi di Cicchitto e Alfano all’autonomia e indipendenza della magistratura avevo voglia di vomitare


L’ipocrisia di Cicchitto e Alfano nel diciottesimo anniversario della strage di Capaci.

Quando ho sentito a Palermo gli elogi di Cicchitto e Alfano all’autonomia e indipendenza della magistratura avevo voglia di vomitare.
Questi bei discorsi sono l’introduzione a un golpe che toglierà ogni autonomia e indipendenza alla magistratura per assoggettarla al governo, mentre si medita un’analoga dipendenza dal Governo della Corte Costituzionale, e in Cassazione Berlusconi ha messo un Carnevale che ha già mandato liberi 500 assassini mafiosi ed è stato messo lì con legge speciale.

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