lunedì 14 giugno 2010

Argentina-Uruguay: gli abitanti della città argentina di Gualeguaychú e il ponte General San Martin


E’ dal 2006 che gli abitanti della città argentina di Gualeguaychú picchettano il ponte General San Martin, dove passa la Ruta Internacional 136, che segna il confine tra Argentina e Uruguay. Protestano contro un polo cartario, costruito sul lato uruguayo dalla società finlandese UPM. Denunciano l’inquinamento delle acque e dell’aria, i danni per il turismo e l’agricoltura. Ora, quella che è conosciuta come una delle proteste più testarde del Sudamerica, potrebbe essere arrivata al termine. Il governo di Buenos Aires ha infatti varato un decreto che chiede l’immediato sblocco del ponte, denunciando l’illegalità dei manifestanti. Le conseguenze si vedranno i prossimi giorni, quando la magistratura e la polizia saranno chiamate a far rispettare il decreto.

Mafia, gladio e droga in versione Turca

Dalla relazione 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze si rileva il consumo di eroina è in crescita in tutta l’Europa occidentale. Un analogo aumento viene registrato altresì, da fonti interne, in Russia e in altri paesi dell’est, pure in concomitanza con la crisi. E tale trend sembra recare delle significative correlazioni con quanto sta accadendo nelle economie di base dell’oppio, in Afganistan, che ne ospita la maggiore, e in altri paesi. I dati più recenti dell’Unodc offrono al riguardo un quadro piuttosto mosso. Emerge infatti che se le operazioni di contrasto dell’Onu hanno permesso di raccogliere qualche risultato sul terreno, con un calo delle superfici coltivate in alcune province dell’Afganistan e in altri paesi del Triangolo d’Oro, la flessione che l’ufficio delle Nazioni Unite aveva registrato fino al 2007 nei paesi della Mezzaluna d’Oro si è arrestata repentinamente, mentre è andata crescendo, in entrambe le aree, la produttività delle coltivazioni. Da un rapporto dell’ Unodc, Cannabis Survey 2009, uscito nell’aprile 2010, emerge, in aggiunta, che in Afganistan le coltivazioni di cannabis, la droga più consumata in Europa occidentale, hanno registrato un aumento importante, estendendosi a metà delle 34 province del paese, con l’esito di porre in discussione, a partire proprio dall’anno clou della crisi, il primato mondiale del Riz del Marocco.

Alitalia, la cordata dei “salvatori della patria” si è sfracellata al suolo. Con la sfacciataggine di chiedere ancora soldi allo Stato ripetono in coro: "meno male che Silvio c’è"

C’era una volta il libero mercato e c’era una volta un governo, che ai quattro venti urlava di essere liberale, ma che sotto sotto non lo era nemmeno lontanamente.
C’era una volta una compagnia aerea italiana dilaniata dai debiti. Questa compagnia si chiamava Alitalia ed era stata adocchiata dai francesi di Air France che l’avrebbero voluta comprare, risistemare e risollevare.
Ma in quel regno qualsiasi normale logica di mercato veniva incatenata, stuprata e torturata per un ideale piùsquallido e grande: il potere.
In quel regno... dominava un piccolo e buffo omino pluriprescritto che, sotto la falsa motivazione della compagnia di bandiera da salvare, fece l’ennesimo regalo agli squali dell’economia italiana.

Legge bavaglio: cancellato articolo voluto da Falcone

"Microspie per tre giorni? Una follia". "Un arretramento ingiustificato". "Un colpo a Falcone". "Un regalo alla mafia". "Una norma scritta in modo ambiguo e incomprensibile". Intercettazioni ambientali, cimici o microspie che le si voglia chiamare, nella versione prevista dal ddl Alfano? "Un meccanismo assurdo e inaccettabile destinato a favorire i criminali". Parola di magistrati e poliziotti. E dei finiani, come il numero due della commissione Antimafia Fabio Granata, che esige "un'immediata marcia indietro". E del dipietrista Luigi Li Gotti, che accusa il Guardasigilli Angelino Alfano "di aver abolito una legge importantissima voluta da Falcone".

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