sabato 26 giugno 2010

La Finmeccanica della riconversione?


Nel 1979 viene pubblicato il libro "Corsa agli armamenti e uso alternativo delle risorse: presentazione e analisi della situazione italiana" di Alberto Tridente, Segretario Nazionale F.L.M. L'autore scrive che in quel periodo sebbene l'attenzione fosse fissata sul rinnovo degli accordi SALT fra Stati Uniti e Unione Sovietica, la corsa agli armamenti assumeva caratteristiche preoccupanti e i conflitti si moltiplicavano. Tridente sente che le responsabilità di situazioni drammatiche come quelle presenti nei paesi in cui si usano le armi occidentali per reprimere le rivolte interne (Cile, Nicaragua, Argentina, Sudafrica, ecc) o nei conflitti locali, deve portare a decisioni da parte di tutte le forze politiche e del movimento operaio.

Solo trenta o quaranta anni fa avremmo chiamato emigranti. Oggi, come dovremmo chiamarli?

"Sarà che il fenomeno emigrazione riguarda il passato del nostro paese e non più il presente?" Sarà vero che gli italiani hanno smesso di far la valigia alla ricerca di miglior fortuna altrove? Un giorno in Europa si compone di quattro storie, quattro storie di italiani all'estero.

In Paraguay guerriglia all'attacco?



Due agenti di polizia sono morti in seguito a un violento scontro a fuoco con alcuni presunti miliziani dell'Epp, Ejercito del Pueblo Paraguayo, avvenuto nel dipartimento di Concepcion, a circa 450 chilometri dalla capitale Asuncion.


La notizia è stata diffusa dai portavoce del ministero dell'Interno paraguayano. Probabilmente uno o più guerriglieri potrebbero essere stati colpiti dagli uomini dei reparti d'elite della Policia Nacional.


Secondo la ricostruzione dei fatti gli uomini della Foper (Fuerza Operativa de Policia Especializada) la sparatoria sarebbe avvenuta in un bosco durante un pattugliamento che aveva l'obiettivo di catturare guerriglieri o fiancheggiatori del gruppo. "Crediamo che i guerriglieri che si sono scontrati con le truppe d'elite possano essere i membri principali del gruppo, i leader, i capi" dice Rafael Filizzola, titolare al dicastero degli Interni.

L'infinita agonia del PD

L'evidente crisi di Berlusconi non trova soluzione per un'altrettanto evidente mancanza d'alternative. Non che manchino volenterosi successori o ipotesi d'ingegneria istituzionale per condurre in porto un'alternativa al fallimentare governo di Tremonti e Berlusconi; il problema sembra essere piuttosto la mancanza di una massa critica attorno alla quale coagulare e sviluppare il progetto.
Tale massa critica dovrebbe in teoria trovarsi dalle parti del primo partito d'opposizione, ma le sue vicissitudini e il suo approssimarsi pericolosamente all'implosione lo mettono fuori gioco, privando così il copione di uno degli attori principali. Il PD è reduce da almeno un paio di notevoli secessioni: quella presto metabolizzata di Rutelli, Binetti e altri cattolici astuti, e quella recentissima del PD siciliano, che ha rivendicato la propria autonomia per sostenere il governo più che fallimentare di Lombardo e della sua MPA e della parte di Forza Italia che è scappata insieme a Miccichè. Idealmente si tratta di guadagni netti per il PD, nella pratica sono invece emorragie che avranno sicuramente effetti sul corpo del partito, già leggerino.

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