martedì 29 giugno 2010

Il cuore della rivoluzione bolscevica batte ancora a Ischia

In Italia c'è chi non ha mai smesso di preparare l'assalto al Palazzo d'Inverno: il cuore della rivoluzione bolscevica batte ancora a Ischia, a tenere viva la speranza Domenico Savio, protagonista del documentario Il segretario generale del Partito comunista italiano marxista leninista di Antonio Moreno. Sull'Isola verde nel golfo di Napoli, reddito medio pari a quello svizzero, si continua ostinatamente a parlare di lotta di classe: «Quello che mi ha affascinato - racconta il regista - non è l'aspetto originale o magari folkloristico ma l'avventura umana di un uomo ostinatamente attaccato alle sue idee. Mi domando: è giusto essere coerenti fino al punto di rimanere soli? Un interrogativo che credo sia fondamentale visto la deriva che sta prendendo il paese».
La sede del Pci-ml a Forio è dipinta di giallo e rosso in ogni minimo dettaglio, dalle rifiniture sulle porte alle ringhiere, le falci e martello sono ovunque, anche nel disegno delle mattonelle. Lo spazio è organizzato intorno alla sala per i dibattiti e alla biblioteca, sugli scaffali si trovano ad esempio le annate di Ordine nuovo rilegate in rosso oppure la raccolta completa delle opere di Stalin in italiano e in russo. Sulle pareti i ritratti dei padri fondatori, un Lenin in colori pastello o Marx in bianco nero, accanto al Premi Spartaco. Domenico Savio, settantenne agguerrito, ha ereditato la passione dal padre, famoso antifascista di Ischia, ha studiato da dirigente del Pci alle Frattocchie e ha trasmesso la passione al figlio, «terza generazione di comunisti», rivendica orgoglioso.

Con un capolavoro di distorsione giornalistica, con un servizio al limite dell'incredibile il Tg1 di Minzolini assolve Dell'Utri

Un capolavoro di distorsione giornalistica, un servizio al llimite dell'incredibile, che ha subito provocato una reazione con centinaia di telefonate ai centralini della Rai, mail di protesta, reazioni stupefatte e ironiche su Internet. Il tg1 delle 13 è riuscito a confezionare la condanna di Marcello Dell'Utri a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa facendola passare per una sconfitta dell'accusa e per una vittoria del senatore, che si è visto ridurre la pena di due anni rispetto al processo primo grado.

Dopo la Nakba (il disastro) milioni di palestinesi dispersi in un dramma senza fine

L'Unrwa (L’Agenzia Onu per il sostegno ai profughi palestinesi) li definisce "le persone il cui normale luogo di residenza tra il giugno 1946 e maggio 1948 era la Palestina e che hanno perso tanto le loro case quanto i principali mezzi di sostentamento in seguito al conflitto arabo-israeliano del 1948". Sono gli oltre sette milioni di profughi palestinesi dispersi in tutto il mondo, il 67 per cento di tutti i palestinesi attualmente presenti sulla terra

Dopo la guerra del 1948, che i palestinesi non a caso definiscono come la Nakba (il disastro), milioni di palestinesi si sono dispersi nei paesi confinanti. Allo stato attuale circa 2 milioni sono dislocati in Giordania, oltre 400mila in Siria e Libano, circa 300mila all'interno dello stesso stato di Israele, meno di 50mila in Egitto ed in cifre ancora minori in Iraq.

Secondo le stime ufficiali fornite dall'Unrwa e quindi calcolate in base ai palestinesi iscritti nei registri dell'agenzia internazionale, la distribuzione dei profughi palestinesi sarebbe così riassumibile: 41,6 per cento in Giordania, 23,2 per cento nella Striscia di Gaza, il 16,3 per cento in Cisgiordania, 10,0 per cento in Siria e 8,9 per cento in Libano.

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