venerdì 16 luglio 2010

Vendola e la ricostruzione della speranza attraverso le fabbriche della nuova politica

«Il capitalismo ormai non è solo incompatibile con la democrazia: è incompatibile con la vita». Incontro Nichi Vendola nel suo ufficio alla regione Puglia sul lungomare di Bari. Alla vigilia degli stati generali delle «sue» fabbriche non si dà pace per la macelleria sociale, sadica, targata Tremonti: «L'anno prossimo in Basilicata scompariranno i treni».

Che cosa dirai alle persone che verranno?
Non ho influenzato neanche per un secondo la costruzione del programma di questi stati generali. Mi sono accordato con gli organizzatori solo sul loro senso generale. Che è la raccolta di tutte le esperienze fatte e la possibilità di immaginare un loro sviluppo, un percorso. Per me ho ritagliato due discorsi in apertura e chiusura sul buio e sulla luce, come nella Genesi. Insisterò sulla necessità di dare parole alle cose e di non essere privi di vocabolario. Sono molto curioso anch'io di come sarà. 

Nove anni fa in questi giorni eri a Genova. E' rimasto un qualche nesso tra quella stagione e «gli stati generali» delle «tue» fabbriche che iniziano a Bari? 
Il movimento noglobal aveva rotto per la prima volta la tela dell'egemonia liberista e capovolto lo schermo su cui veniva proiettata la globalizzazione. Soprattutto aveva raccontato «un altro mondo possibile» all'opinione pubblica mondiale. Per questo la repressione fu così implacabile. Il garantismo di regime si rovesciò in una buia notte cilena. Il paradosso di oggi è che c'è per intero la narrazione di quel movimento ma non c'è più il narratore. Fu un errore in quel luglio del 2001 non aver chiesto a tutte le sinistre il salto di qualità che andava compiuto. Lì dovevamo rifondare il soggetto politico, nel punto più alto dell'onda planetaria. Oggi siamo costretti a questa fondazione per la ragione contraria. Perché siamo al massimo decadimento della politica e a un punto di crisi senza precedenti dell'etica pubblica e della coesione sociale. Ma in questo quadro la crisi travolgente del centrodestra vede un affanno drammatico delle forze di opposizione e in particolare del Pd. Tracolla il berlusconismo e il Pd perde consenso.

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