lunedì 19 luglio 2010

C’è del marcio in Danimarca. E in Italia?

“C’è del marcio in Danimarca”, osservava pensieroso il Principe Amleto mentre iniziava a subodorare la sottile trama di intrighi, inganni e tradimenti lungo la quale si dipana la celebre tragedia di Shakespeare. “C’è del marcio in Danimarca”: chissà a quali parole il Principe di Elsinore avrebbe fatto ricorso per descrivere la situazione italiana in questo strano 2010, all’alba di una crisi che si preannuncia devastante sul piano sociale e culturale, oltre che sul piano economico.
“C’è del marcio in Danimarca”: e in Italia? Come nel 1981, una serie di indagini hanno disvelato l’esistenza di un gruppo di potere esteso e ramificato, impegnato ad introdursi in alcuni settori nevralgici della struttura dello Stato (dalla Magistratura agli enti locali), al fine di orientare le scelte della politica nazionale. Come nel 1981, si richiamano sigle che rimandano a logge coperte, si parla di gruppi di potere occulto, di “Stato nello Stato”: ancora una volta, ecco un pezzo di passato riemergere, minaccioso ed inquietante, dalle tenebre della Notte della Repubblica. E’ il passato che ritorna, e non è un passato piacevole.

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