domenica 25 luglio 2010

Granata esplode nel Pdl

Botte da orbi nel partitone azzurro, dove esplode il caso Granata. Fallisce la tregua con Fini immaginata dal Cavaliere? Pace solo rimandata, in realtà. Perché Berlusconi non può permettersi nessuna rottura «definitiva» col cofondatore. «Per deporre le armi bisogna essere in due - ragionano dal Pdl - e Silvio si è convinto che Fini non è disponibile perché la nuova postazione gli consente visibilità e rendite di posizione». Premier infuriato e berluscones di nuovo all’attacco, quindi. Obbligato a ricercare la pace aveva teso la mano, ma i finiani hanno risposto picche: il Cavaliere interpreta come un «no» le ripetute «provocazioni» sulla questione morale nel Pdl. 

Silvio, spiegano, pensava a «un’intesa su qualche poltrona che mettesse fine alle polemiche e gli consentisse di rompere l’assedio. Fini, infatti, gli è indispensabile anche per allargare il perimetro della maggioranza e agganciare Casini e Rutelli in un suo governo bis di simil salute pubblica». Il Cavaliere metteva nel conto che i primi a storcere il naso per la «pace obbligata» sarebbero stati, oltre ad alcuni dei suoi, gli ex colonnelli di An. Che, però, giudicando ineluttabile la strada dell’intesa con Fini, si erano già incamminati su quella via avvertendo che non avrebbero permesso una «tregua» giocata sulle loro poltrone parlamentari o di governo.

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