mercoledì 1 settembre 2010

Nichi Vendola: "INIZIA LA STAGIONE DEL DOLORE SOCIALE"

Penso che quella che comincia è la stagione dei rendiconti, la fine delle favole e l’inizio di un confronto anche molto duro con la realtà. La realtà è che una parte dei mass-media e una parte della politica cerca quotidianamente di edulcorare, di esorcizzare, di occultare. Ma la realtà del dolore sociale prima o poi bussa alla porta della politica.
Quelli che non intendono aprire quella porta sono destinati a perdere. Penso che in Puglia, nel Sud, in Italia sia necessario aprire la stagione della verità.

Gheddafi, ieri "uomo del socialismo arabo”, oggi “uomo di sponda dell’affarismo berlusconiano"

L’Italia è governata da un cavaliere, com’è noto. I cavalieri cavalcano: per farlo, hanno bisogno di cavalli. Quelli arabi sono senza dubbio i migliori. Ed ecco che, nel migliore stile alla Buffalo Bill ( anche William Frederick Cody era colonnello…), arriva a Roma il Premiato Circo Gheddafi, con le sue torme di nobili equini, il suo balletto di bellezze guerriere – un altro genere che dovrebbe interessare alquanto il nostro premier, com’è noto infaticabile amatore – e il suo corredo di tende beduine, di uniformi da domatore di leoni e di esotici kaftan. 

Muammar Gheddafi era un giovane e interessante uomo politico un quarantennio fa, quando era uno snello ed elegante colonnello dell’armata libica che, ad appena ventisette anni divenne reis del suo paese, dopo aver rovesciato re Idris I e instaurato una repubblica ispirata ai principi del “socialismo arabo” di Gamal Abdel Nasser. Erano i tempi in cui il sogno della Repubblica araba unita, per quanto già naufragato, suscitava ancora entusiasmi e speranze. Da allora, il colonnello libico è passato di “rivoluzione” in “rivoluzione”: e le ha provate tutte.

Boom di aiuti militari americani a Israele


Intervista a cura di Soroor Coliai IRIB Italia (Iran Italia Radio)con il dott. Alberto Terenzi, giornalista e collaboratore della testata elettronica Clarissa.it sulle recenti notizie riguardanti il boom di aiuti militari americani a Israele e gli ultimi sviluppi nello scenario mediorientale determinati dal rapporto tra Usa e Israele da un lato e il tentativo di creare un arco di contenimento tra Iran, Turchia, Siria dall'altro. 
Un recente articolo di Haaretz dà la notizia di un notevole aumento nei finanziamenti militari da parte degli Stati Uniti verso Israele. A che cosa servono? Potrebbe dirci qualcosa di più su questa notizia?
La notizia è estremamente autorevole perché si basa su un discorso che è stato fatto da un'assistente ministro degli esteri americano, J. Shapiro, parlando ad un'istituzione americano che si occupa di Medio Oriente la Brookings Saban Center for Middle East Policy di Washington, in un ambiente quindi altamente qualificato. Nell'ambito di questo discorso appunto quest'importante funzionario statunitense ha ricordato che l'amministrazione Obama intende a approvare un'aiuto militare allo stato ebraico di 2,775 milioni di dollari per il 2010.

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