giovedì 9 settembre 2010

LAVORATORI PRESI A CALCI NEGLI STINCHI

La decisione di Federmeccanica di disdettare il Contratto Nazionale dei metalmeccanici è un errore che non aiuterà le imprese, non aiuterà la Fiat né Marchionne.Come è noto c’è una dialettica forte anche all’interno della borghesia d’impresa e le critiche a Marchionne sono giunte, anche aspre, dalle personalità più insospettabili, come Romiti.

Eleggere segretario della CGIL il Segretario della Fiom

La federmeccanica ha spiegato molto bene  il senso della invocazione di un nuovo patto sociale chiesto dalla Marcegaglia a Cernobbio.  Un patto sociale in cui industriali e sindacati "complici" azzerino quanto  resta della civiltà giuridica e contrattuale del lavoro abbattendone il pilastro: il contratto collettivo nazionale di lavoro.
 
  Quanto vogliono gli industriali non rientra nella sfera delle cose ragionevoli ed è pericoloso per la coesione e pace sociale del Paese. La Fiom a Pomigliano aveva aderito a tutte le richieste di Marchionne tranne due che, come aveva precisato Epifani, non sono nella disponibilità del sindacato essendo regolate da leggi e non da contratti: il diritto di sciopero e la tutela in caso di malattia. La Fiom non è un sindacato estremista, non aveva fatto barricate, aveva accettato una organizzazione del lavoro  (WMC) che i Cobas hanno denunziato con un esposto alla Magistratura ed all'Inal perchè pericoloso per la salute dei lavoratori. Aveva accettato turni di lavoro di otto ore senza pausa pranzo. Dalle sei del mattino alle due del pomeriggio digiuni davanti alla propria postazione  studiata da un ergonomista padronale  giapponese in modo da fare muovere il meno possibile l'operaio facendone una sorta di macchinario vivente. Vedevo l'altra sera in TV "la patata bollente" in bel film di Steno  con Renato Pozzetto ambientato in una fabbrica  nella quale i lavoratori all'ora di pranzo si ritrovavano in una grande sala per consumare il loro pasto caldo e mi veniva da pensare alla "fabbrica Italia" di Marchionne in cui il lavoratore deve solo stare in silenzio ed accudire la macchina.

Fascismo in cammino: uccidere la FIOM

Altro che patto sociale. C'è un piano freddamente studiato a tavolino per uccidere l'ultimo sindacato ancora libero che resta ai lavoratori: la Fiom. Questo piano è condiviso dal Governo, dalla Cisl, dall'UIL ed ignorato dalla CGIL (mi auguro che prenda posizione) Una parte considerevole del PD con D'Alema, Ichino, Letta è per il massacro della Fiom.

Il petardo di Bonanni

Secondo copione  tutto l'establiscement della oligarchia italiana si è radunata attorno a Raffaele Bonanni, vittima della contestazione di un gruppo di giovani durante la Festa del PD di Torino  per stigmatizzare l'accaduto ed invocare un giro di vite poliziesco, addirittura una preventiva (?) repressione del dissenso. Lo stesso Bonanni, dopo una prima reazione abbastanza contenuta, ha aggiunto benzina al fuoco sostenendo che c'era l'intenzione di fargli del male. La studentessa che ha lanciato il pedardo fumogeno è stata subito individuata, non so ancora se arrestata, e già i giornali sanno che "frequenta" il centro sociale "askatasuna"e presto ci diranno vita morte e miracoli della ragazza e dei suoi compagni di contestazione.
 Ho visto la scena in tv. La cosa che mi ha maggiormente colpito è stata l'isterica gesticolazione di Enrico Letta, il suo braccio teso minacciosamente verso i giovani, la sua  pesante ed irresponsabile affermazione: "Noi e voi non abbiamo niente in comune, voi con noi non c'entrate niente", una sorta di scomunica reiterata diverse volte contro giovani che potrebbero anche sbagliare ma non possono essere trattati come delinquenti da un dirigente politico di primo piano, dal vicesegretario nazionale del PD.

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