martedì 19 ottobre 2010

Cesaro detto «a' Purpetta», lo spazzino della monnezza napoletana

L'uomo che da un anno dovrebbe ripulire Napoli dalla monnezza è un potente onorevole del Pdl detto «a' Purpetta». Da sempre legato a Cosentino, è indicato da un pentito come fiduciario della camorra.
                                                                                                                                                                   Luigi Cesaro                

La situazione in Campania? È grave ma non è seria, direbbe Ennio Flaiano davanti allo spettacolo infinito della monnezza napoletana. In effetti, i sacchetti neri sono tornati protagonisti delle cronache dei quotidiani da un mese, e sotto il cielo azzurro del Golfo se ne vedono, come sempre, di tutti i colori. Le discariche aperte da Bertolaso e compagni sono in via di saturazione, l'inceneritore di Acerra non brucia quanto dovrebbe e avvelena (forse) più del dovuto, i disoccupati si trasformano in delinquenti e distruggono i camion della raccolta, la gente che vive sotto il vulcano urla contro il nuovo sversatoio di Terzigno invocando, letteralmente, l'intervento divino. Manifestazioni e violenze sono all'ordine del giorno, i camorristi fanno affari affittando i bobcat necessari ad alzare le centinaia di tonnellate di rifiuti rimaste a terra. Nel bailamme, il leghista Luca Zaia fa sapere che lui, la spazzatura napoletana, non se la prende manco da morto:  pare puzzi più di quella padana. "In Veneto", ha detto il governatore, "non passa lo straniero".

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