sabato 30 ottobre 2010

Yemen, è una gran confusione

Un antico adagio recita che il nemico del mio nemico è mio amico. Dopo svariati tentativi di venire a capo della situazione critica nel nord, dove impazzano ancora le bande di ribelli sciiti a cavallo del confine con l'Arabia Saudita, ecco che il presidente yemenita Abdallah Saleh tenta almeno di avere la meglio lungo il fronte meridionale.
Al sud, infatti, dopo anni di calma, è tornata a farsi sentire con veemenza la voce deisecessionisti. Lo Yemen, riunitosi nel 1990, è stato diviso per anni in due repubbliche: quella del Nord, su posizioni occidentali, e quella del Sud, d'ispirazione marxista e vicina all'Unione Sovietica. Finita la Guerra Fredda, le due parti si sono riunificate sotto il pugno di ferro di Saleh. Trent'anni di promesse, da parte del governo centrale di Sana'a, mai mantenute secondo le province del sud. Gravate di tasse ed escluse dal potere, sottoposte alla pressione di milioni di profughiin fuga dalla guerra del Corno d'Africa.

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