domenica 7 novembre 2010

"Mi fido di Vendola e dei suoi perché parlano e pensano con le subordinate restituendo così al linguaggio politico la possibilità dell’analisi del periodo..."

Di Vendola mi piacciono l’intelligenza e le parole. Pure i suoi capelli brizzolati. Mi piace perché ha capito, con Deleuze e Guattari che non ci manca la comunicazione, ne abbiamo anche troppa, ci manca la creatività. Ci manca la resistenza al presente. Mi piace, di Vendola e dei suoi, la fiducia nella lingua italiana, nella sua possibilità di dire le cose con un gergo che non sia né calcistico, né da talk show, né d’appendice e che, al contempo, tenga insieme il gioco, la fossa alle grida, i bisogni, gli affetti. Appartengo a una generazione che ha dovuto ingoiare l’intuizione dalemiana per la quale la politica è una questione da tecnici e che ha quindi visto le sezioni ex Pci scolorire per essere rimpiazzate dalle sezioni di partiti di centrosinistra, di “ma anche”, o da quelle della destra, più o meno sociale, più o meno nera.

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori