sabato 13 novembre 2010

Per chi suona la campana?

Sono rintocchi lugubri, terebranti , che incutono tristezza, rabbia e paura per gli uni; suoni di incertezza, ma anche di speranza e non ancora di festa, per gli altri.
La seconda Repubblica ha tirato le cuoia, sepolta, come la prima, da molteplici scandali; ma, diversamente dalla prima Repubblica, se ne va purtroppo senza alcun merito e comunque non per i numerosi episodi torbidi di tipo economico – finanziario, coinvolgenti personaggi di primo piano della compagine governativa; e nemmeno muore per le abitudini sessuali del nostro primo ministro e dei suoi presunti amori venali. Che le fanno da cornice, molto adatta peraltro.
Allora in molti si rimboccarono le maniche, e la classe dirigente – perché esisteva una classe dirigente, politica e non - ricostruì l’Italia, fondandola sui valori della Costituzione. Il Fiume Po scorreva relativamente tranquillo dalla sorgente alla foce, senza che i rituali pagani celebrati da capipopolo improvvisati ne ridicolizzassero i suoi giorni e questo avvenne per molto tempo. Don Camillo e Peppone si fronteggiavano, ma servivano il popolo l’uno e l’altro, a modo loro.

Attaccare la scuola dovrebbe diventare come attaccare Israele: una rogna che nessun politico si vuole accollare

Ogni autunno, piove e c'è lo Sciopero degli Insegnanti.
I genitori vedono un piccolo cartello sul portone.
Aguzzando la vista, leggono qualcosa come, «non sarà garantito il regolare svolgimento...». Sotto, una raccolta impronunciabile di lettere, che si presume siano le sigle di sindacati. Motivazioni comprensibili, nulla.
«Lo fanno apposta a scioperare di venerdì!», bofonchia un genitore, particolarmente arrabbiato perché, dove lavora lui, non può più scioperare. E quindi prova un rancore tutto particolare per chi ha ancora quel diritto. Un altro grugnisce, «c'hanno pure il posto sicuro, bisognerebbe licenziarli in tronco questi lavativi!»

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