domenica 12 dicembre 2010

La destra razzista argentina alle dipendenze del governatore di Buenos Aires Mauricio Macri

Migliaia di senzatetto occupano il Parco Indoamericano a Buenos Aires e la Polizia Metropolitana, controllata dal governatore di destra della città, spara e ne assassina tre. Di fronte al governo prima di Néstor Kirchner e poi di Cristina Fernández, che dal 2003 hanno proclamato che non si reprimerà la protesta sociale con la forza, la destra al governo nella capitale, usa i suoi uomini per rinverdire l’uso della violenza e rinnova l’argomento razzista: tutta colpa dei migranti.
L’occupazione per la richiesta di case popolari è cominciata martedì scorso. Immediatamente la polizia metropolitana, alle dipendenze del governatore Mauricio Macri, ha aperto il fuoco. Bernardo Salgueiro, un ragazzo paraguayano di 22 anni, e Rosemary Churupuña di 28 anni, boliviana, secondo alcune fonti, sono stati praticamente “fucilati” dalla polizia. Da lì non solo l’occupazione non è cessata, ma centinaia di altre persone sono giunte a dar man forte a chi chiede un alloggio. I presunti responsabili degli omicidi, membri della polizia metropolitana controllata dal governo di destra della città, sono stati immediatamente sospesi dal governo federale e la magistratura ha ordinato la perquisizione della sede della stessa polizia metropolitana.

Berlino: fuoco contro l’integrazione

BERLINO. Giovedì scorso è stata lanciata una bomba incendiaria rudimentale contro il Centro culturale islamico iraniano di Berlino e Brandeburgo, nel quartiere berlinese di Tempelhof. L’attentato non ha prodotto vittime né feriti, ma la tensione rimane alta, perché negli ultimi sei mesi Berlino è stata testimone di sei azioni criminose nei confronti di luoghi di culto islamici; azioni che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere collegate fra loro, e quindi organizzate. Non mancano le reazioni dal mondo politico, dove già qualcuno associa gli attentati al dibattito sull’integrazione e sull’immigrazione, tema che sta assorbendo l’attenzione dei tedeschi già da qualche tempo.
La bottiglia contenente il liquido infiammabile è stata lanciata nelle prime ore della mattinata di giovedì. Testimoni, per il momento, non ce ne sono: il luogo di culto islamico si trova alle spalle dell’ex- aeroporto di Tempelhof, in una zona residenziale ormai lontana dal non-stop turistico delle zone centrali della metropoli berlinese. La facciata ha preso subito fuoco, ma l’incendio non ha ferito nessuno: all’interno dell’edificio erano presenti due fedeli che hanno avvisato tempestivamente le forze dell’ordine. La polizia ha spiegato che l’incendio si è spento da sé, lasciandosi dietro soltanto una facciata annerita. Un atto criminoso di bassa entità, in sostanza.

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