domenica 19 dicembre 2010

Dopo la bocciatura del Tar RIPARTE L’INIZIATIVA CONTRO IL RIGASSIFICATORE

La sentenza del Tar del Lazio che annulla la procedura d’approvazione del progetto del rigassificatore di Porto Empedocle sta provocando una serie di reazioni a catena.
La turbolenza non investe solo la provincia di Agrigento ma, direttamente, anche il governo della Regione dentro il quale è esplosa una pesante polemica fra due assessori che il presidente Lombardo, invece di spiegarne le ragioni all’opinione pubblica, vorrebbe sedare con intimazioni autoritarie.
Una lite clamorosa, non dovuta a nervosismo o a mala creanza, ma al disagio che crea la decisione del Tar che potrebbe scombussolare accordi dichiarati e intese sottaciute, di vario livello e natura, e provocare serie preoccupazioni anche in importanti ambienti finanziari e imprenditoriali, non solo siciliani.
Le cose, dunque, si complicano anche perché, un mese prima della sentenza del Tar, la revoca dei permessi era stata chiesta ai vari ministri competenti dall’on. Fabio Granata, vicepresidente dell’Antimafia nazionale ed esponente del Fli che sostiene la giunta Lombardo, “per possibili infiltrazioni mafiose nel business del rigassificatore empedoclino”.

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