sabato 29 gennaio 2011

"Avvelenavano il mare con i rifiuti"

NAPOLI - Il mare di Napoli umiliato dalla crisi rifiuti. Non c'erano solo i sacchetti accumulati nelle strade, a ferire il territorio alle prese con un'emergenza infinita che proprio in queste ore si riaffaccia alle porte della città. Nelle acque del Tirreno i depuratori della regione hanno sversato, a partire dal 2006 e almeno fino al dicembre 2007, enormi quantità di percolato, il residuo liquido prodotto dalla spazzatura, a causa di quella che i magistrati definiscono come "una scelta obiettivamente scellerata", ritenuta in grado di determinare "un gravissimo e irreparabile disastro ambientale, incidente sugli equilibri biologici e marini e sulle stesse condizioni di vita umane e animali, con conseguente pericolo per la pubblica incolumità".

giovedì 27 gennaio 2011

“Benvenuti a Taranto”


"Per me si va ne la città dolente, 
per me si va ne l'etterno dolore, 
per me si va tra la perduta gente. …… Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’." 
(Dante, Inferno, III, 1-3)


“Benvenuti a Taranto”. Il cartello adagiato sul ponte di un cavalcavia saluta l'ingresso dei visitatori. Un brivido percorre la schiena: è qualcosa di peggiore di un presentimento, almeno per la nostra delegazione. Impossibile restare indifferenti a quella velatura che comincia ad alterare i colori del cielo e del sole man mano che ci si avvicina a Taranto, a quello strato di polvere fine che copre tutto (erba compresa), a quel tanfo acre e pungente che, una volta scesi dall'auto, sferza e irrita subito la gola.

Nel giorno della memoria ricordiamo assieme ai martiri dell'Olocausto i prigionieri palestinesi che languono nelle carceri di Israele

Questo bambino che per lo spavento si è fatto la pipì addosso non è diverso dal bambino ebreo avviato al campo di sterminio dopo essere stato separato dalla sua famiglia. Se il mio dolore per quanto è accaduto è vero non posso non chiedere che questo bambino palestinese venga restituito alla libertà ed alla sua famiglia.
Nel giorno della memoria ricordiamo assieme ai martiri dell'Olocausto i prigionieri palestinesi che languono nelle carceri di Israele, i mille bambini rinchiusi e forse oggetto di sperimentazioni, il genocidio a bassa intensità della popolazione inframmezzato da orrendi massacri dei palestinesi che dura da sessanta anni sotto gli occhi indifferenti di "Voi che state nelle vostre tiepide case...."

I TORMENTI DEL PD PRIGIONIERO DI LOMBARDO


Dopo i corteggiamenti, gli encomi solenni di Lombardo e soci, alla vigilia di un’importante tornata elettorale amministrativa, il Pd siciliano rischia di ritrovarsi solo, frastornato e diviso al suo interno.
L’assemblea di Catania non ha realizzato l’unità del partito nel sostegno alla giunta dei “tecnici”. Anzi, il contrasto ne è uscito aggravato dalle polemiche e dall’annuncio di ben due referendum anti-Lombardo: uno, deliberativo, proposto dall’interno (Bianco ed altri) e l’altro dall’esterno (Idv, Sel, Prc).
Consultazioni insidiosissime che, visti i risultati di quelle già svolte e i fermenti del quadro politico, rischiano di delegittimare il gruppo dirigente.
Ma, oltre ai problemi interni, il Pd è chiamato ad affrontare quelli più spinosi dei rapporti con i partiti alleati, con lo stesso governatore in vista delle imminenti elezioni amministrative rispetto alle quali il “terzo polo”(dentro cui c’è anche Lombardo) ha dichiarato l’equidistanza da Pdl e Pd e rivendicato la libertà di presentare propri candidati a sindaco e eventualmente trattare con tutti al secondo turno.
Alla faccia della coerenza! Si riapre, dunque, l’asta delle opzioni politiche, secondo l’offerta più conveniente.

mercoledì 26 gennaio 2011

Castelvetrano, la città del boss latitante Matteo Messina Denaro

Castelvetrano non è la città della mafia, è la città del boss latitante Matteo Messina Denaro. Castelvetrano non è la città dei mafiosi, è la città dove sono stati arrestati alcuni mafiosi. 
Castelvetrano è una delle prime città dove è nata l’associazione Libera, ma dove le indagini, e sentenze passate in giudicato, hanno dimostrato il consolidarsi di alleanze pericolose tra la politica, la mafia e l’imprenditoria, è la città dove veniva tenuto nascosto il tesoro di Totò u curtu, Totò Riina, dove Bernardo Provenzano, guidando la sua 500 arrivava fin qui da Corleone per vedersi con don Ciccio Messina Denaro. Provenzano era già latitante, ma non aveva problemi di muoversi, non ne ha avuti per oltre 40 anni facendo il “fantasma” per le strade della Sicilia. Castelvetrano è la città dove i bagheresi della famiglia Guttadauro sono venuti a impiantarsi grazie al rapporto di parentela stretto con i Messina Denaro, Filippo, fratello del medico Giuseppe ha sposato Rosalia, figlia e sorella di Francesco e Matteo Messina Denaro. Castelvetrano è la città dove un sindaco, Vito Lipari, nel 1980 è stato ammazzato alla vigilia del suo ingresso in Parlamento, e di un altro sindaco, Tonino Vaccarino, che è finito in carcere per mafia e droga, è stato condannato per traffico di droga, ed è poi diventato informatore dei servizi segreti, segreto corrispondente del boss latitante Matteo Messina Denaro, lui che con i servizi segreti pare avesse una certa affinità sin dal dopoguerra al tempo in cui, erano gli anni ’50, lo Stato cercava un accordo col bandito Giuliano, ma era tutto un trucco per ammazzarlo e toglierlo di mezzo, così da mettere a tacere i segreti che poteva conoscere su quella che fu la prima trattativa tra Stato e organizzazioni criminali del dopoguerra.

martedì 25 gennaio 2011

Daniele Capezzone teme la disoccupazione: "Povero Daniele, chi se lo piglia a uno con un curriculum così se non Berlusconi?"

Il giovanotto comincia ad avere paura del futuro. Il giovanotto ovviamente è Daniele Capezzone portavoce del Pdl, già paladino dei diritti civili con i Radicali e poi defenestrato da Marco Pannella in persona per atterrare, in via provvisoria, prima con ospitate goliardiche da Chiambretti e poi alla direzione dell’agenzia di Srampa più amata dai servizi, Il Velino. Si preoccupa Capezzone, e ne ha tutte le ragioni. Perché vai a vedere che a furia di parlare di governi tecnici qui e governi tecnici là vai a vedere che un governo tecnico prima o poi ci scappa fuori. E allora… All’armi! Ecco infatti cosa ha dichiarato il giovanotto pochi minuti fa sull’argomento: ”Chiunque si illuda di ritentare
la strada del ribaltone, tessendo la tela di governi tecnici o tecnico-politici, sbaglia due volte. Primo: perche’ non riuscira’ nell’impresa. Secondo: perche’ si tratterebbe di un’offesa alla democrazia.

lunedì 24 gennaio 2011

Il 28 di gennaio è necessario difendere insieme il lavoro, i diritti e la democrazia

Rete controg8
per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì  26 gennaio dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di genova, 542° ora in silenzio per la pace.
http:www.orainsilenzioperlapace.org



Il testo dell'intervento di Maurizio Landini, segretario generale Fiom:

"Lo straordinario risultato di Mirafiori, frutto del coraggio e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della Fiat, parla a tutto il paese. Dice che è necessario difendere insieme il lavoro, i diritti e la democrazia, perché sono la condizione per un nuovo modello di sviluppo e per una nuova giustizia sociale nelle fabbriche e nel paese.
Per questo, il 28 di gennaio è importante che allo sciopero generale dei metalmeccanici partecipino anche tutte le persone che ritengono che in questo momento la lotta dei lavoratori di Mirafiori e Pomigliano è una lotta generale.

domenica 23 gennaio 2011

Striscia di Gaza, il diritto alla salute violato da Israele e dalle sue armi contro l'umanità


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GAZA CITY - Ha quattordici anni, Mahmoud, e la leucemia. Sdraiato su un letto dell’ospedale Al Shifa a Gaza City, attende.
La sua malattia, il cancro al sangue, non può essere curata all’interno della Striscia. L’embargo israeliano che stringe Gaza in una morsa non permette l’ingresso di apparecchiature mediche specialistiche. L’ingresso dei farmaci è consentito con il contagocce. Pertanto, chi soffra di patologie gravi, quali il cancro, malattie cardiache o insufficienza renale e debba sottoporsi a dialisi, deve uscire dal territorio palestinese ed essere curato all’estero. Per poter uscire, è necessario chiedere un permesso speciale a Israele. Che spesso lo nega. Come al piccolo Mahmoud. I genitori hanno chiesto il permesso a Israele due mesi e mezzo fa, ma finora gli è stato negato. Per questo il ragazzo attende, da due mesi, su quel letto. Una flebo attaccata alla mano, l’unica cura che l’ospedale palestinese possa offrirgli.

I medici del reparto si dicono certi che la malattia che lo ha colpito sia una diretta conseguenzadell’uso massiccio di fosforo bianco da parte dell’esercito israeliano durante l’assedio Piombo Fuso, che tra dicembre del 2008 e gennaio del 2009 causò la morte di 1400 palestinesi e 13 israeliani.

L’utilizzo del fosforo bianco sulla popolazione civile, su infrastrutture civili, su aree densamente abitate e addirittura su obiettivi militari situati vicino ad obiettivi civili, è proibito dal Terzo Protocollo[1] alla Convenzione sulle armi convenzionali delle Nazioni Unite[2], anche conosciuta come Convenzione sulle Armi Inumane, la quale disciplina l’utilizzo di armi che può avere effetti indiscriminati sulla popolazione civile.

I padri italiani sono convinti che per le loro figlie, grande fratello o grande bordello, l’importante sia essere scelte, essere annusate, essere comprate

Non solo il cavaliere, non solo le ragazzine, non solo le maitresse e gli adulatori, non solo gli amici travestiti da maggiordomi, le procacciatrici di sesso, i dischi di Apicella e la lap dance in cantina: in questa storia da basso impero ci sono anche i padri. E sono l’evocazione più sfrontata, più malinconica di cosa sia rimasto dell’Italia ai tempi di Berlusconi. I padri che amministrano le figlie, che le introducono alla corte del drago, le istruiscono, le accompagnano all’imbocco della notte. I padri che chiedono meticoloso conto e ragione delle loro performance, che si lagnano perché la nomination del Berlusca le ha escluse, che chiedono a quelle loro figlie di non sfigurare, di impegnarsi di più a letto, di meritarsi i favori del vecchio sultano. I padri un po’ prosseneti, un po’ procuratori che smanacciano la vita di quelle ragazze come se fossero biglietti della lotteria e si aggrappano alle fregole del capo del governo come si farebbe con la leva di una slot machine… 

Insomma questi padri ci sono, esistono, li abbiamo sentiti sospirare in attesa del verdetto, abbiamo letto nei verbali delle intercettazioni i loro pensieri, li abbiamo sentiti ragionare di arricchimenti e di case e di esistenze cambiate in cambio di una sveltina delle loro figlie con un uomo di settantaquattro anni: sono loro, più del drago, più delle sue ancelle, i veri sconfitti di questa storia. Perché con loro, con i padri, viene meno l’ultimo tassello di italianissima normalità, con loro tutto assume definitivamente un prezzo, una convenienza, un’opportunità.

Berisha vattene!

Kol Nikollaj è il segretario generale della Confederazione dei sindacati albanesi (K.S.SH). Di passaggio ad Ancona insieme a Taf Koleci, Segretario della federazione dei sindacati dell'industria e a Anisa Subashi, direttrice del Centro di formazione e di studi sindacali albanesi, lo abbiamo incontrato grazie ad un amico comune e gli abbiamo rivolto alcune domande sul drammatico momento che il suo paese sta vivendo. Nikollaj era presente venerdì alla grande manifestazione sfociata in incidenti che hanno portato all'uccisione di tre persone da parte delle forze di polizia. «L'Albania - esordisce - è da un anno in una crisi politica specchio anche della grave crisi economica che colpisce il continente. Nel 2010 Berisha per vincere le elezioni ha fatto dei brogli. Riuscendo a governare perché quattro deputati socialisti sono andati con lui ottenendo il 20% degli incarichi di governo».
Come ha reagito il partito socialista, principale forza d'opposizione?
I socialisti hanno 64 deputati e dopo aver ottenuto il riconteggio dei voti, hanno boicottato il parlamento per sei mesi, decidendo successivamente di non votare gli atti del governo fino a quando Berisha non avesse accettato di riverificare il voto nelle regioni dove erano forti i sospetti di manipolazioni.

Israele e l'infinito arresto preventivo senza diritto ad un avvocato

Usciamo da Ramallah con Jameel diretti al tribunale militare di Ofer, dove si processa, finalmente, un giovane che ha gia’ scontato un anno e mezzo di carcere.

Per aver lanciato pietre contro un carro armato si può essere trattenuti in arresto preventivo, senza diritto ad un avvocato, per 90 o 180 giorni, che si rinnovano automaticamente. Teoricamente il processo deve essere celebrato entro due anni dall’arresto, ma, sulla base dell’Ordine Militare 1651, il Commando Militare puo’ detenere per periodi rinnovabili di sei mesi se “ ci sono basi ragionevoli per prevedere che la sicurezza dell’area o la sicurezza pubblica richiede la detenzione”. Israele si ritiene in stato di emergenza dal 1948, anno della prima occupazione della Palestina e dell’esodo dei primi rifugiati. Per motivi di Sicurezza, si può restare in prigione per anni anche solo perchè un militare dice di averti visto lanciare pietre.
Sulla strada per il tribunale, attraverso il deserto, Jameel mi racconta che il ragazzo di cui si celebra il processo e’ stato arrestato di notte ed utilizzando cani e rumori di bombe. Poi e’ stato legato, gli e’ stato messo il capo in un sacco di plastica ed e’ stato gettato nel bagagliao delle gip, senza essere informato del motivo dell’arresto ne’ della destinazione. Anche i bambini subiscono lo stesso trattamento.

venerdì 21 gennaio 2011

Si è perso troppo tempo. E’ arrivata l’ora di fare qualcosa


La Riflessione di oggi di Fidel Castro, merita a mio parere, di essere conosciuta. Per questo la traduco in fretta e la propongo ai nostri lettori.


E’ arrivato il momento di fare qualcosa

Cominciamo con un poco di storia.

Quando gli spagnoli “ci hanno scoperto”, cinque secoli fa, la cifra stimata della popolazione dell’Isola non eccedeva i 200.000 abitanti i quali vivevano in armonia con la natura. Le loro principali fonti di alimentazione provenivano dai fiumi, dai laghi e dai mari ricchi di proteine; ma praticavano anche un’agricoltura rudimentale che forniva loro calorie, vitamine, sali minerali e fibre.

In alcune regioni di Cuba si pratica ancora l’uso di produrre casabe, una specie di pane elaborato con la yucca. Questa dieta veniva integrata con certi frutti e con piccoli animali selvatici. Fabbricavano delle bibite con prodotti fermentati ed hanno apportato alla cultura del mondo la non salutare abitudine di fumare.

mercoledì 19 gennaio 2011

Pyalara: una Organizzazione per il futuro


Oltre ventimila persone hanno manifestato, Sabato 15 Gennaio a Tel Aviv, contro l’Occupazione Israeliana dei Territori Palestinesi e le scelte scellarate del Governo che sta spingendo Israele in un vicolo cieco di terrore. E’ stata la piu’ grande manifestazione degli ultimi anni.
Gli slogan erano chiarissimi: Israele non e’ solo questo Governo; Pericolo: la Democrazia e’ alla fine; Lotta al Governo oscurantista; La minaccia Lieberman e’ piu’ seria della minaccia Iraniana.
Il Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha intenzione di prendere misure drastiche contro i gruppi progressisti e le organizzaioni non-governative per la Difesa dei Diritti Umani e sta preparandosi ad attaccare l’Iran.
Secondo lui queste organizzazioni vogliono “delegittimare” l’IDF ( Israel Defence Force) sostenendo che aiutano il terrorismo. Lieberman ha attaccato anche i mebri del Knesset, il Parlamento Israeliano, che si oppongono al suo tentativo di metterli fuori legge.
Lo stesso Kadima, il partito fondato da Ariel Sharon e’contrario al suo progetto. La presidente del partito, Tzipi Livni che si e’ distinta per la sua spietatezza durante i bombardamenti di Gaza, ha dichiarato che “il Governo Netanyahu-Lieberman alimenta un fuoco che sta spazzando via il nostro Paese”.

martedì 18 gennaio 2011

Ma Nicole Minetti quando si dimette?



 
Nicole Minetti dice che i giornalisti non se ne possono approfittare solo perchè lei è venuta a lavorare. Qualcuno le fa notare che ha letto il giornale e basta... Ma qual'è il suo vero lavoro? Quello di Consigliere della Regione Lombardia, o quello che svolgerebbe di notte per Silvio Berlusconi, in collaborazione con Lele Mora e con Emilio Fede, il fedele amico traditore del premier? 

 A giudicare dal seguente stralcio di intercettazione, la Minetti sembrerebbe esperta di tutt'altro:

domenica 16 gennaio 2011

LA “CAMERA OSCURA” DELLA POLITICA SICILIANA

Domenica saranno gli iscritti e gli elettori del Partito democratico di Gela, Niscemi e Mazzarino ad esprimersi, con un si o con no, sull’appoggio del partito al quarto governo Lombardo.
Dopo i referendum in diversi comuni dell’ennese e quello calatino, avremo una nuova tappa del travagliato processo di consultazione democratica interno al Pd, mentre gli alleati della coalizione che ha sostenuto la candidatura della Finocchiaro (Sel, Idv e Prc) ne annunciano un altro –regionale stavolta- rivolto a tutti gli elettori del centro sinistra.
Richiesta legittima visto che anche i loro elettori hanno contribuito a quel 31% raccolto dalla senatrice e pertanto hanno diritto di esprimere il loro punto di vista su un accordo realizzato con il candidato avversario.
Per altro, il Pd dovrebbe farsi carico di rappresentare le istanze degli elettori delle forze politiche sue alleate escluse dall’Ars a causa di un iniquo meccanismo elettorale che gli ha consentito di avere il 33% dei seggi col 16% dei voti.
Comunque sia, questa mossa a sorpresa complica la già difficile situazione, giacché il Pd potrebbe non aderire al referendum di coalizione ma non può impedire ai suoi elettori di parteciparvi.

Un 25 Aprile per i Palestinesi

Il paesaggio fra Ramallah e Jenin e’ arido, poca terra e molte pietre. La strada e in
buone condizioni, attraversa le valli fra le colline con continue curve, e un piacere
guidare qui. Il minibus e nuovo e l’autista moderno, ha il cellulare da orecchio e
schiva le magre greggi di caprette, con fastidio e nonchalance.

Su qualche collina si vedono le case di piccoli villaggi . Rari ulivi, qualche pino
e un po’ di cespugli coprono il terreno che, con muretti di pietra, tanti anni fa, e’ stato sistemto a scaloni per piantare gli alberi; ora e’ in gran parte abbandonato, o
almeno lo sembra. Quando si apre un piccolo spazio di terreno lavorato, si vedono
contadini che arano con muli o asini minuscoli orti fra qualche palmetto.

Un posto di blocco dell’esercito israeliano ci fa tornare indietro, dobbiamo cercare un altra strada. Inutile chiedere perche, l’esercito israeliano entra nei territori, nei villaggi, nelle case come e quando vuole, fa quello che vuole e nessuno puo opporsi, questa e’ l’Occupazione.
Riprendiamo la strada per Jenin, dove c’e il campo rifugiati piu grande della Cisgiordania con una popolazione di 13.000 persone.

venerdì 14 gennaio 2011

Le ultime parole di Shaban


Un contadino palestinese si racconta a una cooperante italiana prima di essere assassinato dall'esercito israeliano.
Il mio nome è Mohammed Shaban Shaker Karmoot. Sono nato nel 1964. Ho iniziato a lavorare come agricoltore quando ero giovane, prima di sposarmi, più di 35 anni fa.



Quanti figli hai?
Ho sei figli maschi, questo è qui Kamal (indica il ragazzo), nato dalla seconda moglie. Ho quattro figli e tre figlie dalla mia prima moglie, e tre figlie e due figli dalla mia seconda moglie.
Ho comprato due dunam (un dunam equivale ad un chilometro quadrato) accanto alla via comunale più vicina alla buffer zone nei pressi Al Basayna. Qui ho desiderato e costruito una casa nella quale vivere con la mia famiglia.


Accanto a questo muro?

giovedì 13 gennaio 2011

Berlusconi prende a calci gli operai della Fiat

Silvio Berlusconi si lamenta dell'immagine che le fiction (pagate da lui) danno dell'italia, consegnando al mondo il riflesso di un paese conosciuto più per le organizzazioni criminali che per le sue eccellenze. Davanti alla Merkel, tuttavia, non perde occasione per delegittimare egli stesso il paese che rappresenta. Non per le infiltrazioni criminali, no. Piuttosto, per quello che lui considera essere il vero cancro dell'Italia: la magistratura. Uno, del resto, se la prende con chi lo infastidisce. Con i mafiosi alla Vittorio Mangano è sempre andato d'accordo, mentre le istituzioni sono sempre state il suo tallone d'Achille. Di solito la gente chiama i carbinieri per difendersi dai malavitosi: lui si fa proteggere dai malavitosi e vuole difendersi dai carabinieri. Anche questo, secondo lui, è essere liberali: costruirsi uno Stato su misura, come piace a lui.

E lo Stato, così com'è stato pensato, proprio non gli piace. Tanto che nega alla magistratura perfino il suo compito istituzionale di esercitare uno dei tre poteri dello Stato: il potere giudiziario.  Così tuona da Berlino: "L'ordine giudiziario si è trasformato in potere giudiziario". Difficile seguirlo, visto che all'ordine giudiziario appartengono per l'appunto i magistrati del pubblico ministero, che insieme al resto della magistratura sono lì apposta per esercitarlo, questo benedetto potere giudiziario. Forse più che un potere vorrebbe che fosse un volereIo vorrei processarti, ma se non vuoi non ci posso fare niente.

martedì 11 gennaio 2011

Costruire senza licenza per allontanare gli arabi

Nel quartiere dove mi trovo, territorio nel west bank del comune di Gerusalemme, Israele ha dato il tacito consenso di costruire senza licenza per allontanare gli arabi dall’area della Gerusalemme libera, dove la licenza e’ carisssima quando viene concessa.
Le case di Semiramis, il nome del quartiere, devono tuttavia pagare le tasse per servizi che non vengono forniti: quasi non esistono cassonetti della spazzatura, molte strade non sono asfaltate e illuminate, o lo sono in maniera approssimativa. Inoltre, il giorno che Israele volesse distruggere o confiscare quelle case, I palestinesi non potrebbbero opporre alcun diritto. Per Iolo non ci sono condoni.
Israele ha intenzione di rendere Gerusalemme esclusivamente israeliana entro il 2020 e l’obiettivo viene perseguito trattando da emigrante chi viveva su questa terra quando nel 1896, in seguito alla nascita del sionismo nel 1891, cominciarono ad arrivare i primi coloni. Nel 1935 in Palestina c’erano circa 330.000 ebrei e circa 1.500.000 di palestinesi; ora ci sono 3 milioni di palestinesi e 7 millioni di ebrei . L a legge israeliana ALIYAH conferisce la cittadinanza piena a qualunque ebreo del mondo che la richieda oltre a forti incentivi economici a tutti gli immigrati giovani che in molti vanno a popolare gli insediamenti.

Alemanno, il sindaco azzerato

Il sindaco ha azzerato la giunta mandando a casa tutti gli assessori. Una mossa per salvare il salvabile dopo mesi di polemiche sulla pessima amministrazione, sulla parentopoli delle assunzioni e sugli ex fascisti nei posti chiave.


A poco più di due anni dalla vittoria elettorale contro Francesco Rutelli e dalla sua ascesa al campidoglio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha sciolto la giunta della capitale mandando a casa tutti gli assessori, in vista di un possibile "rimpasto".


«Obiettivo del sindaco», ha spiegato il portavoce di Alemanno Simone Turbolente «è quello di nominare i nuovi assessori e i nuovi consiglieri delegati entro giovedì 13 gennaio. Per giungere a questo obiettivo il sindaco ha chiesto al vicesindaco Mauro Cutrufo, a Alfredo Antoniozzi e al capogruppo del Pdl Luca Gramazio, oltre ai vertici del PdL, di affiancarlo nelle consultazioni e nelle valutazioni» Alemanno stesso ha spiegato, tentando di arrampicarsi sugli specchi, che «si è conclusa una prima fase del governo comunale che ha ottenuto importanti risultati, ora è necessario avviare un cambiamento  in vista della riunione degli Stati generali della città convocati per il 9 e 10 febbraio presso il Palazzo dei Congressi dell'Eur e in cui sarà presentato il piano strategico di sviluppo e il Comitato promotore della candidatura alle Olimpiadi del 2020».

lunedì 10 gennaio 2011

Sconfiggere il "male" dell’opportunismo e del carrierismo che assale burocrati e funzionari di partito

Il giorno in cui cadrà la Seconda Repubblica saranno in pochi a rimpiangerla. Con ogni probabilità è stato il periodo più buio ed infausto della storia repubblicana, non solo perché ha coinciso con il lungo e vergognoso ciclo berlusconiano, bensì perché ha rappresentato una iattura per la partecipazione delle masse popolari alla vita politica nazionale e una maledizione per la stessa democrazia rappresentativa borghese.
In questo senso la Seconda Repubblica è stata devastante, nella misura in cui ha eroso i diritti e gli interessi delle classi subalterne, sempre più estranee e distanti dai teatrini del Palazzo, e minato le basi, incompiute e vulnerabili, dello stato sociale italiano.
Inoltre, i vantaggi promessi, cioè la stabilità di governo, non hanno avuto alcun effetto e il Palazzo si è rivelato più ingovernabile di prima. La corruzione della politica è persino più dilagante rispetto al regime precedente. Per non parlare del trasformismo, un male atavico e irriducibile. Basti pensare all’ignobile mercato delle vacche (senza offesa per le vacche) a cui si è assistito in occasione del voto di fiducia del 14 dicembre scorso.

domenica 9 gennaio 2011

Apartheid in medio oriente






Shooting Muhammad


RegiaFrancesco CannitoLuca Cusani
Soggettosceneggiatura, produzione: Michela Sechi
Musiche
Muhammad Al MughrabiG-Town

Menzione Speciale alla 10° edizione di Asiaticafilmmediale


2009, 52', documentario sociale, Italia

Sinossi: "Nella mia classe ci sono 13 studenti e metà di loro sono coloni utra ortodossi e mi odiano, o si potrebbe dire che non mi amano”. Immagina di essere un rifugiato palestinese di 21 anni. Immagina di prendere ogni giorno l’autobus per andare a studiare in una università all’interno di una colonia israeliana. Immagina di essere l’unico studente arabo del tuo corso di laurea. Questa è la storia di un ragazzo schiacciato tra due mondi che si temono e odiano a vicenda. Questa è la storia di Muhammad.

Cacciare subito via la Camusso dalla CGIL!

  Cacciare subito via la Camusso dalla CGIL!
Si stanno stracciando tutti i contratti nazionali in tutti i settori. La Marcegaglia straccia il suo nella sua azienda (diecimila dipendenti). Si azzerano i diritti sanciti dalla Costituzione! Questo con la complicità della Camusso e di Bersani.
Le dimissioni della Camusso da Segretaria della CGIL sono diventate una necessità urgente. ...Se la CGIL non cambia subito direzione sarà il disastro per i lavoratori italiani.
Qualcuno dovrebbe denunziare ai Magistrati le truffe delle NEWCO che vengono costituite soltanto per danneggiare la condizione contrattuale e giuridica dei lavoratori.

sabato 8 gennaio 2011

KALANDIA, il Check Point fra Ramallah e Gerusalemme

KALANDIA è il nome del Check Point fra Ramallah e Gerusalemme. Spesso la mattina lo attraverso in autobus. Europei e palestinesi con la carta di identità azzurra, dei residenti nel territorio di Gerusalemme, restano sull’autobus per il controllo: un soldato con il mitra in mano si sistema vicino alla porta, l’altro passa fra i sedili e chiede i documenti.
I palestinesi che risiedono nei territori, ed hanno la carta di identita verde, devono invece scendere ed attraversare un lungo e stretto corridoio di gabbie metalliche. Madri e ragazzini, anziani con pacchi e mercanzie, student i e lavoratori, religiosi che vanno a pregare, si affollano nei tetri corridoi in attesa di imboccare le strette porte girevoli di sbarre di ferro dove si ingombrano prima di presentare i documenti ai militari dietro una finestra blindata.
A volte al check point c’e una ambulanza palestinese che porta un malato o una partoriente negli ospedali israeliani. L’ambulanza deve fermarsi in attesa che arrivi quella israeliana per il trasferimento e se ritarda le donne partoriscono sotto lo sguardo dei soldati che sono autorizzati ad assistere.

venerdì 7 gennaio 2011

LIBERTA' PER I GIOVANI DI GAZA! "Vogliamo essere liberi, vogliamo vivere, vogliamo la pace"

Una firma collettiva, un'identità comune e soffocata, lancia un grido di dolore nello spazio libero del web.
"Vaffanculo Hamas. Vaffanculo Israele. Vaffanculo Fatah. Vaffanculo Onu. Vaffanculo Unrwa. Vaffanculo Usa! Noi, i giovani di Gaza, siamo stufi di Israele, di Hamas, dell'occupazione, delle violazioni dei diritti umani e dell'indifferenza della comunità internazionale! 
Vogliamo urlare per rompere il muro di silenzio, ingiustizia e indifferenza, come gli F16 israeliani rompono il muro del suono; vogliamo urlare con tutta la forza delle nostre anime per sfogare l'immensa frustrazioneche ci consuma per la situazione del cazzo in cui viviamo; siamo come pidocchi stretti tra due unghie, viviamo un incubo dentro un incubo, dove non c'è spazio né per la speranza né per la libertà.
Ci siamo rotti i coglioni di rimanere imbrigliati in questa guerra politica; ci siamo rotti i coglioni delle notti nere come il carbone con gli aerei che sorvolano le nostre case; siamo stomacati dall'uccisione di contadini innocenti nella buffer zone, colpevoli solo di stare lavorando le loro terre; ci siamo rotti i coglioni degli uomini barbuti che se ne vanno in giro con le loro armi abusando del loro potere, picchiando o incarcerando i giovani colpevoli solo di manifestare per ciò in cui credono; ci siamo rotti i coglioni del muro della vergogna che ci separa dal resto del nostro Paese tenendoci ingabbiati in un pezzo di terra grande quanto un francobollo; e ci siamo rotti i coglioni di chi ci dipinge come terroristi, fanatici fatti in casa con le bombe in tasca e il maligno negli occhi; abbiamo le palle piene dell'indifferenza da parte della comunità internazionale, i cosiddetti esperti in esprimere sconcerto e stilare risoluzioni, ma codardi nel mettere in pratica qualsiasi cosa su cui si trovino d'accordo; ci siamo rotti i coglioni di vivere una vita di merda, imprigionati dagli israeliani, picchiati da Hamas e completamente ignorati dal resto del mondo.

giovedì 6 gennaio 2011

ECCO PERCHE’ WASHINGTON ODIA HUGO CHAVEZ

A fine novembre, il Venezuela è stata colpito con violenza da piogge torrenziali ed inondazioni che hanno causato 35 morti e hanno lasciato circa130.000 persone senza casa. Se George Bush fosse stato presidente, invece che Hugo Chavez, gli sfollati sarebbero stati spediti sottotiro in campi di prigionia improvvisati -- come il Superdome-- come è successo con l'uragano Katrina. Ma non è così che lavora Chavez.

LA DITTATURA DEGLI INVESTIMENTI

1.. Credo che, negli ultimi giorni, stia crescendo nell’opinione pubblica l’intima consapevolezza che l’ingiunzione della Fiat non riguardi solo i lavoratori dei due stabilimenti (Mirafiori e Pomigliano), ma la società italiana poiché, oltre a importanti conquiste del lavoro, mette in discussione taluni principi regolatori della convivenza sociale e democratica.
Perciò, è auspicabile spostare il confronto dai tavoli istituzionali alla società, evitando l’eccessiva personalizzazione su Marchionne che appare fuorviante, persino troppo comoda per chi gli sta sopra.
Non bisogna essere grandi economisti o esperti di relazioni industriali per capire che, oggi, la Fiat vuol fare in Italia ciò che, nei decenni trascorsi, è stato fatto in diverse regioni del “terzo mondo” (Pvs) da talune multinazionali della “triade” (Usa, Europa, Giappone) le quali hanno imposto legislazioni e contratti basati sulla mercificazione dei diritti e della dignità dei lavoratori.
Oggi, questa strategia, presente anche in alcuni Stati Usa, si vorrebbe trasferire in Italia e in Europa.
A quel tempo, pochi si allarmarono per la brutta piega che stava prendendo la questione degli
Investimenti.

mercoledì 5 gennaio 2011

Epifani ieri, Camusso oggi: "questa è la posta in gioco"

La posizione della CGIL ha indebolito la lotta della Fiom per salvare il diritto al contratto collettivo di lavoro ed alla sua negoziazione. Se vincerà come purtroppo è presumibile la linea Marchionne venti milioni di lavoratori italiani non avranno più diritto a discutere e concorrere attraverso i propri sindacati alla definizione delle regole dentro le quali svolgere la loro attività lavorativa. Dovranno accettare le regole imposte dai datori di lavoro o rinunziare a guadagnarsi il pane quotidiano. Veltroni sbaglia di grosso ad avallare l'idea del contratto aziendale. Il contratto aziendale introdurrà fortissimi elementi di concorrenza tra le aziende oltre umiliare i lavoratori e modificare negativamente la funzione dei loro sindacati. Non solo la Confindustria ma tutto il padronato italiano aspettano l'esito del braccio di ferro in corso con l'acqualina in bocca per lo sterminato potere che ne conseguirà per le aziende da una vittoria del contratto che Marchionne ha proposto e firmato con Cisl Uil  a Pomigliano D'Arco e  Torino.

L'Israeliano ha paura perchè è difficile che chi si sente in galera senza colpa non sviluppi il desiderio di ribellarsi a chi lo tiene chiuso dietro un muro che ha fatto costruire a lui stesso

Nella complicatissima situazione palestinese una cosa è molto chiara: un popolo è imprigionato da chi era giovane o bambino nel ghetto di Varsavia, dai suoi figli e dai suoi nipoti.
Ci sono altre cose chiare, come per esempio il fatto che i responsabili di alcune associazioni palestinesi e delle ONG sfruttano, per il proprio interesse, gli aiuti internazionali e la buona fede di volontari che, suggestionati dalle immagini e dai racconti degli abusi, delle distruzioni e dell’arroganza dei coloni, dell'esercito e del governo israeliano, vengono per dare una mano ai palestinesi, che dopo l’invasione armata e l’acquisizione dei loro villaggi, illegale e condannata dalle Nazioni Unite, vivono in campi fatiscenti.
Se qualcuno avesse detto a quelle persone che si affacciavano al filo spinato di ghetti e campi di concentramento - con gli occhi da cui era sparito il desiderio di liberta e restava, ma non sempre, il desiderio di non morire - che un giorno sarebbero stati loro e il loro figli e nipoti a mettere un altro popolo oltre un muro , chi crede che avrebbero potuto crederlo?

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