martedì 11 gennaio 2011

Alemanno, il sindaco azzerato

Il sindaco ha azzerato la giunta mandando a casa tutti gli assessori. Una mossa per salvare il salvabile dopo mesi di polemiche sulla pessima amministrazione, sulla parentopoli delle assunzioni e sugli ex fascisti nei posti chiave.


A poco più di due anni dalla vittoria elettorale contro Francesco Rutelli e dalla sua ascesa al campidoglio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha sciolto la giunta della capitale mandando a casa tutti gli assessori, in vista di un possibile "rimpasto".


«Obiettivo del sindaco», ha spiegato il portavoce di Alemanno Simone Turbolente «è quello di nominare i nuovi assessori e i nuovi consiglieri delegati entro giovedì 13 gennaio. Per giungere a questo obiettivo il sindaco ha chiesto al vicesindaco Mauro Cutrufo, a Alfredo Antoniozzi e al capogruppo del Pdl Luca Gramazio, oltre ai vertici del PdL, di affiancarlo nelle consultazioni e nelle valutazioni» Alemanno stesso ha spiegato, tentando di arrampicarsi sugli specchi, che «si è conclusa una prima fase del governo comunale che ha ottenuto importanti risultati, ora è necessario avviare un cambiamento  in vista della riunione degli Stati generali della città convocati per il 9 e 10 febbraio presso il Palazzo dei Congressi dell'Eur e in cui sarà presentato il piano strategico di sviluppo e il Comitato promotore della candidatura alle Olimpiadi del 2020».

Le due deleghe più difficili da assegnare saranno quelle ai Trasporti e all' Ambiente: la prima per via dello scandalo delle assunzioni all'Atac, la seconda per le condizioni di grave difficoltà in cui versa lo smaltimeno dei rifiuti nella capitale. Ma sarà battaglia politica anche attorno all'importantissimo assessorato ai Lavori pubblici. Quel ch'è certo è che i due anni di giunta Alemanno sono stati un fallimento senza precedenti e che la popolarità del sindaco era scesa ai minimi storici. "L'espresso", che da tempo segue con attenzione le vicende di Roma, negli ultimi mesi ha dedicato al sindaco e alla giunta capitolina  diverse inchieste, articoli e servizi.


Ve ne riproponiamo qui di seguito alcune, che spiegano bene i motivi per cui la giunta Alemanno è andata ko. 





Due anni di Alemanno. Voto: 3 
di Emiliano Fittipaldi 
E siamo stati anche generosi. Perché la capitale è più sporca che mai, il traffico sembra quello di Delhi, le strade sono piene di cartelloni abusivi 
(24 giugno 2010) 

Mettiamoci nei panni di un turista straniero. Che sbarca a Fiumicino per la prima volta, emozionato perché il sogno di una vita, visitare Roma, sta per diventare realtà. Seguiamone le tracce e l'itineriario, saliamo con lui e la sua famiglia sul bus turistico scoperto, accompagnamolo in una passeggiata a piazza Navona, o a un picnic nei giardini di Villa Borghese. Vedremo la capitale con i suoi occhi da neofita, e noteremo che la città - al netto dei capolavori mozzafiato che gli avi ci hanno lasciato - è brutta. O, per dir meglio, devastata da un inquinamento estetico che rovina e sfregia ogni bellezza, da un degrado che inizia a dar fastidio anche a chi dovrebbe esserci abituato. Perché Roma sembra vivere un processo di napoletanizzazione, opposto al trend virtuoso che avrebbe dovuto avvicinarla, come prometteva chi ha vinto le elezioni, ai soliti esempi europei. Parigi e Barcellona in testa. LEGGI TUTTO

Roma, poltrone ai fascisti
di Emiliano Fittipaldi 
Ex di Avanguardia Nazionale, esponenti di Terza Posizione, perfino naziskin vicini a Mokbel. Così Alemanno ha piazzato nei posti che contano della Capitale i suoi amici estremisti neri 
(09 dicembre 2010)

Boia chi molla, gridava a fine anni Ottanta il giovane Gianni Alemanno, al tempo capo del Fronte della Gioventù e fedelissimo di Pino Rauti, leader dell'ala movimentista dell'Msi e futuro suocero. Vent'anni dopo, nessuno può accusarlo di incoerenza: Gianni, diventato sindaco di Roma, non ha mollato nessuno. Non ha tradito, non ha lasciato per strada i vecchi camerati, nemmeno quelli finiti in galera per banda armata e atti terroristici, neppure i personaggi più discussi della galassia d'estrema destra protagonista degli anni di piombo. Anzi. Nell'anno di grazia 2010 Roma è sempre più nera, con fascisti ed ex fascisti che spuntano dappertutto. Nei posti cardine dell'amministrazione comunale e nell'entourage ristretto del nuovo Dux, nell'assemblea capitolina e nelle società controllate dal Comune, passando per enti regionali e ministeri. LEGGI TUTTO

Formula speculazione 

di Emiliano Fittipaldi 
Alemanno vuole a tutti i costi il Gran Premio nella capitale. Amore per i motori? Macché. Sono in gioco interessi economici giganteschi. Con migliaia di metri cubi di case, negozi e uffici da costruire 
(29 novembre 2010)


Francesco Gaetano Caltagirone, editore e costruttore di successo, passa molto del suo tempo libero a lucidare monete antiche. Appassionato di numismatica, ne colleziona a centinaia. Tra le sue preferite ci sono quelle che raffigurano il dio Mars Ultor, ossia Marte il Vendicatore, divinità raffigurata con lo scudo e la lancia, impugnata con la mano destra e pronta a essere brandita contro i nemici in battaglia. Sarà stata la voglia di emulazione, sarà stata l'ispirazione regalata dal dio della guerra, fatto sta che qualche settimana fa Caltagirone ha impugnato la penna e ha infilzato Gianni Alemanno, l'uomo che lui stesso ha fortemente voluto sulla poltrona del sindaco di Roma. Il corsivo sulla prima pagina del "Messaggero" è firmato dal misterioso "Marult", nome mai apparso sul quotidiano di via del Tritone. "Il senatore Umberto Bossi", questo l'incipit, "ha ragione nell'opporsi al Gran Premio di Formula Uno che si vorrebbe far disputare nella città di Roma: basta vedere quello che si è svolto a Singapore per constatare quanto sia stata violentata una città alla quale è stato imposto un circuito per una corsa. Quando Bossi ha ragione, gliela diamo". In pochi potevano immaginare che dietro l'acronimo Marult si celasse il Mars Ultor caro a Caltagirone in persona. LEGGI TUTTO


Alemanno come Attila 
Perché il sindaco della capitale è così spregiudicato nel tagliare migliaia di alberi in città? Qualcuno dice che il legno sia venduto sotto banco. Ma c'è chi guarda agli appalti con le ditte specializzate negli abbattimenti
(21 dicembre 2010)

Tempi difficili per Gianni Alemanno. Travolto dagli scandali della parentopoli Atac, di quella della municipalizzata per i rifiuti (Ama) e con indagini della Procura e della Corte dei Conti che lo coinvolgono, ha visto calare del 40 per cento il suo gradimento tra i cittadini della capitale. Il sindaco un po' assume e un po' taglia: gli alberi di Roma. LEGGI TUTTO


di Emiliano Fittipaldi 
Fonte: L'espresso

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