giovedì 13 gennaio 2011

Berlusconi prende a calci gli operai della Fiat

Silvio Berlusconi si lamenta dell'immagine che le fiction (pagate da lui) danno dell'italia, consegnando al mondo il riflesso di un paese conosciuto più per le organizzazioni criminali che per le sue eccellenze. Davanti alla Merkel, tuttavia, non perde occasione per delegittimare egli stesso il paese che rappresenta. Non per le infiltrazioni criminali, no. Piuttosto, per quello che lui considera essere il vero cancro dell'Italia: la magistratura. Uno, del resto, se la prende con chi lo infastidisce. Con i mafiosi alla Vittorio Mangano è sempre andato d'accordo, mentre le istituzioni sono sempre state il suo tallone d'Achille. Di solito la gente chiama i carbinieri per difendersi dai malavitosi: lui si fa proteggere dai malavitosi e vuole difendersi dai carabinieri. Anche questo, secondo lui, è essere liberali: costruirsi uno Stato su misura, come piace a lui.

E lo Stato, così com'è stato pensato, proprio non gli piace. Tanto che nega alla magistratura perfino il suo compito istituzionale di esercitare uno dei tre poteri dello Stato: il potere giudiziario.  Così tuona da Berlino: "L'ordine giudiziario si è trasformato in potere giudiziario". Difficile seguirlo, visto che all'ordine giudiziario appartengono per l'appunto i magistrati del pubblico ministero, che insieme al resto della magistratura sono lì apposta per esercitarlo, questo benedetto potere giudiziario. Forse più che un potere vorrebbe che fosse un volereIo vorrei processarti, ma se non vuoi non ci posso fare niente.
In effetti così è già: un volere, un mero desiderio. Per questo si abbandona a dichiarazioni spavalde come "sono totalmente indifferente" all'esito della decisione sul Legittimo Impedimento. Comunque vada, per lui sarà un successo. Il processo Mills ripartirà da zero a causa del cambio del collegio giudicante. Comprese le rogatorie internazionali. Il processo sui diritti tv ripartirà altresì da zero per il trasferimento del presidente del collegio, Edoardo D'Avossa. Il processo Mediatrade, invece, ripartirà da zero pure lui, perché guarda un po', ad essere trasferito è stato il Gup Marina Zelante. Quindi? Prescrizione garantita per tutti. Morale: non importa cosa combini, l'importante è che hai le conoscenze giuste. Se i tuoi avvocati non riescono a cavarti d'impaccio, qualcuno che ti trasferisce un presidente di collegio lo trovi sempre, e i processi vanno a prescrizione. La legge è uguale per tutti, no?


Tutto questo, però, è roba già vista e già sentita. Il nuovo pezzo di repertorio Berlusconi lo esibisce sul caso Fiat. Esortato a spendersi da un giornalista che gli ricordava come non si fosse mai pronunciato sulla vertenza in atto, lui, il nostro Presidente del Consiglio, il Presidente degli Italiani, l'imprenditore che si è fatto da solo, cosa fa? Uno si aspetterebbe che, per evitare la perdita di tanti posti di lavoro, il compito di un rappresentante dello Stato fosse quello di cercare sempre la strada di salvare capra e cavoli, soprattutto le migliaia di capre che l'hanno votato e che rimarrebbero a casa. Basterebbe dire, che so: "speriamo in un esito favorevole del referendum, altrimenti faremo del nostro meglio per impedire la chiusura degli impianti". Lui no, lui incredibilmente avalla, ricatta e minaccia il suo stesso popolo, come se la Fiat fosse sua, come se parlasse da presidente di un'azienda.
 " [L'accordo garantirebbe] maggiore flessibilità del lavoro. Ove questo non dovesse accadere, chiaramente le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi. "
Bene. Non c'è problema. Questo ci fa sentire legittimati a dire che se anche i lavoratori della Fiat si dovessero trovare in braghe di tela, con una mano davanti e una di dietro come le centinaia di migliaia di nostri (suoi) concittadini che non hanno più una lira in tasca, "chiaramente gli italiani avrebbero buone motivazioni per spostarsi tutti nelle piazze e cominciare finalmente la rivoluzione".

  Capista, se ce l'hanno fatta in Tunisia, possiamo farcela anche noi!

di Byoblu
Fonte: Byoblu.com

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