mercoledì 19 gennaio 2011

Pyalara: una Organizzazione per il futuro


Oltre ventimila persone hanno manifestato, Sabato 15 Gennaio a Tel Aviv, contro l’Occupazione Israeliana dei Territori Palestinesi e le scelte scellarate del Governo che sta spingendo Israele in un vicolo cieco di terrore. E’ stata la piu’ grande manifestazione degli ultimi anni.
Gli slogan erano chiarissimi: Israele non e’ solo questo Governo; Pericolo: la Democrazia e’ alla fine; Lotta al Governo oscurantista; La minaccia Lieberman e’ piu’ seria della minaccia Iraniana.
Il Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha intenzione di prendere misure drastiche contro i gruppi progressisti e le organizzaioni non-governative per la Difesa dei Diritti Umani e sta preparandosi ad attaccare l’Iran.
Secondo lui queste organizzazioni vogliono “delegittimare” l’IDF ( Israel Defence Force) sostenendo che aiutano il terrorismo. Lieberman ha attaccato anche i mebri del Knesset, il Parlamento Israeliano, che si oppongono al suo tentativo di metterli fuori legge.
Lo stesso Kadima, il partito fondato da Ariel Sharon e’contrario al suo progetto. La presidente del partito, Tzipi Livni che si e’ distinta per la sua spietatezza durante i bombardamenti di Gaza, ha dichiarato che “il Governo Netanyahu-Lieberman alimenta un fuoco che sta spazzando via il nostro Paese”.

Sta crescendo in Israele la opposizione al Governo della Occupazione e degli Insediamenti; ma Lieberman e Netanyahu non vogliono abbandonare la politica militare e impedire le stragi dell’IDF, come quella della polopolazione di Gaza alla fine del 2008, dove in pochi giorni sono state massacrate 1350 persone e distrutti Ospedali, Scuole, Fabbriche e Impianti di Servizi. Bisognava dare una risposta dura ai razzi Qassam lanciati dalla Striscia che, in otto anni, avevano ucciso quindici israeliani.
Lieberman e Netanyahu, senza ascoltare voci contrarie, vogliono poter chiedere all’IDF di continuare le operazioni criminali nei campi di rifugiati, dove i morti sono soprattutto bambini e donne.
Non vogliono ascoltare il mondo che si indigna perche’ i Caterpillar, che cancellano centinaia di case di Palestinesi, passano sopra i corpi di Raquel Corie, la famiglia Shubi ( nonna, zie, madre e due bambini) e Jamal Faid, un handicappato rimasto sepolto sotto le macerie della sua casa.
Gli autisti si sono scusati dicendo di non averli visti ed il Governo li ha chiamati piccoli incidenti di percorso per fermare il terrorismo.
Immaginate se li lasciassero fare, in un paio di mesi metterebbero in atto la Soluzione Finale ed il conflitto arabo-israeliano non esisterebbe piu’.
Se un detenuto - in carcere da 10 o 30 anni, senza regolare processo , come nel caso di Nael Al-Barghouthi o Ahmad Sa'adat - inizia lo sciopero della fame, loro vogliono continuare a tenerlo in cella di isolamento.
Questi sono veri uomini, farebbero impallidire i torturatori di Guantanamo o Abu Ghraib.
Ma a ci sono movimenti, personalita’ della cultura e tanti anonimi che, in tutto il mondo, danno forza ai piu’ deboli . Ed anche fra gli Israeliani si fanno avanti in molti ad accusare il loro Governo di Fascismo e Terrorismo.
Fra le tonnellate di fosforo, lanciate da un aereo senza pilota, e l’allegria contaminante e sincera del popolo palestinese, che ha la certezza di conquistare un giorno o l’altro la liberta’, chi vincera’ fra dieci, venti o cento anni?
Quando giovani palestinesi mi dicevano che il cambiamento lo vedranno i nipoti dei loro figli, mi sembrava rassegnazione. Invece e‘ la saggezza di chi sa di essere dalla parte giusta.
Chiedetevi se e’ piu potente un Caterpillar che travolge case e persone oppure la stretta di mano e l’offerta di cibo di un palestinese che ti incontra per strada; la simpatia di un fruttivendolo che cerca di insegnarti a contare in arabo, o il viso di una ragazza, che cammina avvolta nella tristezza , e si illumina di un sorriso se le parli; anche solo per chiederle una informazione.
Basta solo dargli tempo, forse neanche tanto, e questo popolo dimostrera’ che nessun muro o check point puo’ fermare il suo desiderio di vivere e di essere libero. L’ importante e’ fare tutti, in ogni tempo e in ogni luogo, la propria parte.
La stanno facendo in tanti, e fra di loro i membri di Pyalara ( Associazione della Gioventu Palestinese per l’ Attivazione della Leadership e dei Diritti ) , una delle Organizzazioni che piu’ si distingue per l’attualita’ e dinamicita’ dei suoi programmi ed interventi. E’ sostenuta dalla Unione Europea, da Save the Children e dalla ONG Olandese CORDAID, che si occupa del tutoraggio e della valutazione dei suoi interventi.
Reema ( si legge Rima ed in arabo significa gazzella) e’ la responsbile delle comunicazioni; suo padre, Ibrahim, negli anni 70 ha studiato farmacia a Roma e poi ha girato il mondo come ambasciatore dell’OLP e addetto stampa di Arafat.
Reema ci racconta che Pyalara e’ nata nel 1999 da un gruppo di giovani professionisti palestinesi per attivare le capacita’ dei giovani e sviluppare le competenze necessarie a battersi per i loro diritti, per i loro bisogni e creare le pietre miliari per la costruzione della Nazione.
Pyalara, una ONG indipendente che si dirige a giovani dai 15 ai 25 anni , ha uffici a Ramallah, East Gerusalem, Nablus e Gaza, e svolge attivita’ di formazione di formatori sui diritti sanciti dalle Convenzioni Internazionali.
Formando giovani formatori, con informazioni mirate teoriche e pratiche, con tecniche per migliorare le loro capacita’ ed esperienza pratica, l’Organizzazione riesce a raggiungere centinaia di migliaia di palestinesi e indurre cambiamenti positivi all’interno della societa’ . Considerando i giovani non come portatori di problemi, ma come risorsa per la soluzione dei problemi propri e della intera comunita’.
Pyalara vuole creare giovani leader coscienti dei loro diritti e doveri di cittadini , capaci di partecipare attivamente ai cambiamenti sociali ed alla creazione di una societa’ realmente democratica. Obietivo che persegue attraverso media specialistici, gruppi di pressione e assistenza legale.
La caratteristica fondamentale dell’ Organizzazione e’ lo svolgimento dei suoi progarmmi attraverso l’assistenza e l’informazione psicociale da giovane a giovane e da pari a pari. I suoi programmi attuali per il benessere sono rivolti a :
  • Impegnare i giovani della West Bank e della Striscia di Gaza in una revisione delle politiche giovanili preparate dal Ministero della Gioventu’ e dello Sport e a preparare un documento propositivo.
  • Sviluppare una campagna per costituire un Fondo Studentesco ed un Fondo Assicurativo come forma di protezione degli studenti.
Il Ministero della Salute ha iniziato la realizzazione del programma.

I programmi sono realizzati attraverso media stampati e media visivi:
Media stampati

Youth Times e’ un tabloid mensile di 24 pagine che affronta le questioni e le prospettive giovanili, e’ letto da 120.000 palestinesi sotto i 25 anni ed e’ stato selezionato dall’UNICEF come una delle iniziative giovanili di maggior successo per stile editoriale, longevita’, rilevanza e alta professionalita’.

Durante la seconda Intifada, mentre molti giovani palestinesi si sentivano marginalizzati e senza identita’ politica, Pyalara mobilizzo’ tutte le sue risorse per dare a quei giovani un mezzo per espimere il loro amore per il proprio paese con lettere, email, forum.
“ Non hai bisogno di morire per dimostrare l’amore verso il tuo paese, ne’ di uccidere altre persone per fargli conoscere il tuo dolore”
Con questo slogan migliaia di palestinesi usarono le loro parole per farsi ascoltare. Sebbene sia chiaro come i giovani palestinesi abbiano una parte importante nel movimento politico e nella lotta di resistenza nelle strade, e’ importante che si conosca il loro ruolo oltre l’Intifada.
I media locali e internazionali sembravano interessati solo al lancio delle pietre.

Lavorando nelle scuole, Pyalara e’ riuscita a sensibilizzare il Ministero della Educazione su problemi come la mancanza di spazi ricreativi, la violenza contro i minori da parte di insegnanti, l’uso di droghe.


Media visivi
Nel 2002 in collaborazione con il Fondo per Ragazzi delle Nazioni Unite e la Televisione Palestinese, Pyalara ha lanciato un programma settimanale chiamato Alli Sotak ( Alza la voce ) diretto ai giovani e da loro relizzato.
Il programma intende offrire un contenitore all’espressione delle loro idee, delle loro attese e del loro ruolo come membri attivi della costruzione e della indipendenza del proprio Paese.
Il programma mira ad offrire spazio per lo sviluppo di voci indipendenti, creando consapevolezza dei diritti e delle reponsabilita’. Si propone di accrescere la partecipazione alle questioni nazionali, da parte dei giovani e delle organizzazioni rivolte ai giovani.
Il programma vuole creare modelli condivisi per i giovani - specialmente per quelli delle aree marginali e periferiche- al fine di rafforzare il concetto che come giovani si puo’ essere agenti efficaci del cambiamento politico.

Per raggiungere l’ obiettivo della partecipazione ad ogni passo della realizzazione del programma, sono stati realizzati corsi di formazione teorico pratica con giovani e studenti, sui diversi strumenti della produzione audiovisuale.
Non si e’ pensato soltanto alla formazione tecnica, ma anche a sviluppare le capacita’ di comunicazione e di attivazione del confronto, della dicussione, del consenso sulle questioni che riguardano i giovani.

Per la relizzzione dei 45 episodi di Alli Sotak, prodotti e trasmessi annualmente dalla Televisione Palestinese, Pyalara fa riferimento ai messaggi raccolti da spettatori di ogni eta’ dei Territori e della Striscia di Gaza.
Gli episodi degli anni recenti hanno riguardato il lavoro giovanile, la violenza, l’ineguaglianza di genere e l’emigrazione giovanile.

Un programma quotidiano, Talat Maqdisiyeh ( Immagini da Gerusalemme ) girato e trasmesso durante il mese del Ramadan e che e’ stato premiato con due riconoscimenti per la migliore produzione, metteva in luce alcuni aspetti della vita palestinese a Gerusalemme, con l’obiettivo di ridurre la distanza fra i giovani del West Bank e di Gaza ed i loro coetanei di Gerusalemme.

Il programma, Iftah Li Qalbaq ( Apri il tuo cuore ) Pyalara affronta i problemi sociali e psicologici sofferti specialmente dai giovani della Striscia di Gaza, e fornisce una guida all’auto-aiuto attraverso esperti del settore.

Il programma Ed Lal Ashara ( Conta fino a dieci ) e’ finanziato dalla Unione Europea e coinvolge 200 ragazzi dai 14 ai 16 anni nella realizzazione di 24 episodi sul tema della non violenza. La sceneggiatura degli episodi di 15 minuti e’ scritta da ragazzi. Ad ogni trasmissione segue un dibattito in studio di 45 minuti con gli autori, gli attori, le famiglie, il pubblico e specilisti del settore.
I programmi vengono trasmessi via satellite dalla Televisione Palestinese.

Pyalara e’ solo una delle realta’ indipendenti della Palestina che stanno costruendo il futuro della loro Nazione.


Per maggiori informazioni:

di Domenico Russo
Articolo inviato a Nuovediscussioni-SudTerrae dall'autore Domenico Russo in cui racconta la sua esperienza in Palestina.

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