martedì 22 febbraio 2011

Prepariamoci all'arrivo in massa dei migranti del Sud leggendo Pasolini..." Poi col Papa e ogni sacramento andranno su come zingari verso nord-ovest con le bandiere rosse di Trotzky al vento…"

Nel momento delle liberazioni e delle tragedie lungo la sponda sud del Mare Nostrum dobbiamo già guardare in avanti. Ci sta per raggiungere in casa una fiumana apocalittica di persone che avranno bisogno di tutto. Il governo italiano dovrebbe iniziare ora - visto che ancora non l’ha fatto né ha pensato di farlo - ad organizzarsi lungo le coste per accogliere in modo umano la massa che sta per arrivare dall’Africa. Com’è possibile continuare a cullarsi nel “Silvio sì, Silvio no”? Questa immobilità delle istituzioni fa pensare alla volontà di organizzare lo scontro tra poveri: poveri italiani, contro poveri nordafricani e, poi, contro poveri europei, a tutto vantaggio delle classi più ricche di ogni sponda. Cosa fa l’Europa? Quali aiuti può offrire a breve, medio e lungo termine? Maroni che combina? Il nostro esercito è pronto? Cosa serve e chi può fornire quel che serve?

Sarà peggio di un cataclisma soprattutto perché non c’è una informazione chiara e attendibile sulla vera situazione. Arriveranno navi strapiene che approderanno sulle coste. Lì in parecchi moriranno e chi sopravvivrà sarà disposto a tutto pur di salvare la pelle. E noi ancora a gigioneggiare con Ruby, la nostra via al Nord Africa …



Qui è tutto un festival mentre il Titanic affonda, anzi, approda stracolmo di disperazione. I prefetti delle località interessate hanno avuto istruzioni adeguate? E i mezzi ci sono?
Dobbiamo esser capaci di cacciare questo governo e fare fronte comune per condividere il condivisibile con chi sta per arrivare o altrimenti anche il nostro esercito sarà costretto a sparare sulla folla e saremo anche noi pronti a respingere l’irrespingibile.
Si perché, se ancora non l’avessimo capito, arrivano persone che vengono a riprendersi, con ogni mezzo, quello che noi occidentali gli abbiamo sottratto per decenni: la libertà. E nessuno potrà rimanere irresponsabile.
Così come le Rivoluzioni dell’Est Europa vent’anni fa o giù di lì cambiavano tutto, anche a Ovest, oggi le Rivoluzioni del Sud cambieranno tutto, anche a Nord, nel bene e nel male. E di fronte alle Rivoluzioni ci vuole un pensiero all’altezza, un pensiero laico, un pensiero che sa che si va oltre i mondi di appartenenza, che non si perde nelle parole di analisti geopolitici precisini e incapaci di raccontare davvero quanto avviene: occorre un pensiero profetico.
Perciò, vengono i brividi a riassaporare adesso questi versi di Pier Paolo Pasolini, scritti nel 1965, incorrotti da qualsiasi rincorsa affannosa all’attualità e per questa ragione più freschi di una qualsiasi “Ultim’ora” del tg o del web:
di Giacomo La Franca – Megachip
Fonte: Megachip
Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame.
Porteranno con sé i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci asiatici, e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno, come da malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli, coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia, nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi, col germe della Storia Antica
voleranno davanti alle willaye.
Essi sempre umili
Essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere,
essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra,
essi che vissero come banditi in fondo al mare,
essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo
essi che credettero in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano ai massacri dei re,
essi che ballavano alle guerre borghesi,
essi che pregavano alle lotte operaie…
deponendo l’onestà delle religioni contadine,
dimenticando l’onore della malavita,
tradendo il candore dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì dagli Occhi Azzurri – usciranno da sotto la terra per uccidere –
usciranno dal fondo del mare per aggredire – scenderanno
dall’alto del cielo per derubare – e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare a essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si è fratelli
- distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari verso nord-ovest
con le bandiere rosse di Trotzky al vento…
Pier Paolo Pasolini

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