giovedì 24 marzo 2011

Sbarchi senza fine a Lampedusa

Dopo le partenze di ieri, tra cui quelle di 83 minori, sono ancora 4.376 i clandestini presenti sull'isola. Altri due barconi stanno arrivando con altri 150 migranti. Lo dice l'assessore regionale al Territorio Gianmaria Sparma giunto sull'isola, che ha fatto una riunione col sindaco delle Pelagie, Bernardino De Rubeis.

Momenti di tensione anche a Mineo dove sindaci e amministratori hanno creato un cordone davanti alla struttura di accoglienza per non fare entrare gli autobus con a bordo gli immigrati sbarcati stamane dalla San Marco. Ma dopo qualche minuto di tensione le forze dell'ordine hanno fatto entrare i mezzi. Poco dopo le 13 nella struttura hanno fatto ingresso altri quattro pullman di immigrati, che sono entrati senza alcun problema scortati dalle Forze dell'ordine. 

Gli sbarchi sono ripresi a raffica dalla mezzanotte. Sono più di 400 i migranti arrivati finora a bordo di sei barconi. Due clandestini sono stati trasportati in ospedale per sintomi di assideramento e disidratazione. Con i nuovi arrivi nelle prime ore della giornata salgono complessivamente a 800 gli stranieri approdati nelle ultime 24 ore. Fra loro 280 minorenni che sono stati portati in una struttura a parte. 

Un gommone con a bordo cinque extracomunitari è stato intercettato a terra dai carabinieri, dopo avere raggiunto l'isola di Pantelleria. I nordafricani sono stati accompagnati in caserma in attesa di essere trasferiti a Trapani con il traghetto di linea.

Ma è a Lampedusa che, numeri alla mano, l'emergenza sbarchi ha assunto dimensioni drammatiche. Questa mattina l'amministrazione comunale ha annunciato che sull'isola l'acqua potabile non è più sufficiente. E la richiesta di una fornitura straordinaria di ventimila metri cubi, fatta già da un mese, non ha avuto ad oggi copertura economica da parte del ministero della Difesa. Tra isolani, clandestini e forze dell'ordine, sull'isola attualmente sono presenti 11 mila persone.

 Da ieri, per decongestionare Lampedusa, viene utilizzata la nave militare "San Marco" (FOTO) che in serata ha lasciato l'isola e questa mattina è arrivata ad Augusta. A bordo 498 migranti destinati al Villaggio della solidarietà di Mineo. La struttura in provincia di Catania è stata aperta la settimana scorsa e, stando a quanto aveva dichiarato il governo, avrebbe dovuto, ospitare solo richiedenti asilo. Invece, fra i 498 partiti da Lampedusa, non ce n'è nemmeno uno. Sono tutti immigrati clandestini, uomini per la maggior parte. Le donne sono nove e dieci i bambini.


"Siamo qui per affrontare l'emergenza e per aiutare il Paese", ha commentato il viceprefetto di Catania Anna Maria Polimeni. Alla domanda dei giornalisti circa il numero di richiedenti asilo tra i 498 immigrati in arrivo, il funzionario ha risposto: "Sono tutte persone già identificate", senza aggiungere altri dettagli. I sindaci del comprensorio stamani hanno organizzato una manifestazione di protesta, perché lamentano la violazione dell'accordo che prevedeva il trasferimento a Mineo solo di profughi che avevano presentato domanda d'asilo e non di tutti gli immigrati sbarcati a Lampedusa.

"Non firmeremo nessun protocollo sulla sicurezza perché non ci sono le condizioni per garantirla  -  ha detto il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro - Il primo protocollo sulla sicurezza, di là dai giochi di prestigio, sarebbe quello di mantenere la parola data. E il ministro degli Interni, Roberto Maroni, sta invece palesemente venendo meno a ogni impegno, trattando il nostro territorio con i piedi". 

Già ieri aveva protestato il sindaco di Mineo Giuseppe Castania: "Una colossale presa in giro, un perfido inganno  -  aveva detto - Questo progetto è nato male e sta procedendo peggio. Sette immigrati sono già scappati. Come si fa a gestire questa emergenza con tanto pressappochismo? Così si danneggia la popolazione e gli stessi migranti". Tra gli immigrati in arrivo dalla Tunisia, come ha dichiarato nei giorni scorsi il ministro Maroni, potrrebbe arrivare "qualcuno legato al mondo della criminalità o, peggio, del terrorismo".


La Difesa ha messo a disposizione 13 siti "in ogni parte del territorio nazionale, al Nord, Centro e Sud, per un totale di circa 4.600 ettari", per "l'accoglienza, soprattutto di profughi, in caso di esodi consistenti dalla sponda sud del Mediterraneo". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel suo intervento in aula a Montecitorio sulla crisi libica.

I siti, ha precisato, sono a disposizione "per ogni opportuno utilizzo demandato ad altri ministeri, in particolare a quello dell'Interno". La Difesa, ha spiegato ancora La Russa, ha messo a disposizione delle prefetture locali "altri 200 uomini fino al 30 giugno 2011". In particolare, 100 militari sono stati assegnati al prefetto di Agrigento per il centro di accoglienza di Lampedusa e 50 al prefetto Catania per il centro di Mineo, per svolgere funzioni di vigilanza e sicurezza.

Nel business degli sbarchi è entrata in gioco anche la mafia. Sono stati arrestati a Catania diciannove extracomunitari ritenuti gli scafisti del barcone di migranti arrivato tre giorni fa sulle coste della provincia etnea. Fra gli arrestati, anche due minorenni. Tutti hanno affermato di essere egiziani. I migranti finora rintracciati dopo quello sbarco sono 136. La maggior parte è stata trasferita in centri di accoglienza. Nell'ambito della stessa inchiesta la Dda della Procura di Catania ha indagato, in stato di libertà, quattro presunti appartenenti a un clan mafioso della zona di Riposto e Mascali, la cosca Brunetta, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di clandestini. Sarebbero stati loro a fornire una barca di pescatori, la 'Felice', che avrebbe dovuto portare a terra i migranti che erano sul peschereccio egiziano.


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