sabato 4 giugno 2011

Ora tutti al voto!...Vota Si!

Ha vinto la democrazia. Ora tutti al voto! Questo il commento del Comitato Vota Si per fermare il nucleare dopo la decisione della Corte di Cassazione che ha stabilito che il 12 e 13 giugno si voterà anche per il referendum sul nucleare. Del resto lo dicevamo quando dal 23 al 25 maggio i Comitati referendari si sono ritrovati davanti al Parlamento a presidiare la democrazia ed il diritto all’informazione dal goffo tentativo di scippo del referendum da parte del governo Berlusconi. Eravamo convinti che la Cassazione non si sarebbe fatta ingannare dall’imbroglio del decreto Omnibus. I trucchi di chi si voleva sottrarre al giudizio dei cittadini e della democrazia rinviando la scellerata decisione di tornare al nucleare sono stati sconfitti dalle regole istituzionali e dalla forza generosa e intelligente di milioni di cittadini impegnati a difendere la “res pubblica”. È questa la bellissima notizia, dopo anni di incertezza sulla tenuta del nostro assetto istituzionale.

Il vento sta cambiando ed assume i contorni di una primavera della democrazia. Dopo aver attraversato l’autunno delle idee e l’inverno della crisi, la società civile italiana con i suoi comitati, movimenti, parrocchie e associazioni sta segnando il riscatto del nostro paese.
Ed è molto di più di un risveglio civico. C’è una nuova idea della politica, della partecipazione e dello sviluppo che si fa largo e che sta ricomponendo la frammentazione sociale, superando steccati classici e coniugando la democrazia con la difesa dei beni comuni, il lavoro, la sicurezza e lo sviluppo. È questa la sfida che il paese ha di fronte.

Adesso chiediamo che venga liberata l'informazione dalla morsa delle lobby e dei grandi interessi economici, già capaci di aver oscurato la tragedia di Fukushima. Vogliamo che si lascino gli italiani liberi di discutere in maniera seria su temi fondamentali per tutti. Per questo l'Agcom deve garantire che venga ripristinato immediatamente il diritto all'informazione e compensate le situazioni che ci vedono ancora fuori dagli orari di maggior ascolto televisivo. L'Italia ha il diritto di sapere che non abbiamo una politica energetica, che le centrali atomiche sono insicure e costano troppo e che dopo quindici anni di privatizzazioni e SpA, gli investimenti nel settore idrico sono calati, insieme agli occupati ed alla qualità delle nostre acque. Mentre aumentano i tagli alle rinnovabili, i buchi nelle reti idriche ed i profitti sull'acqua delle ex municipalizzate, ormai vere e proprie multinazionali, che invece di reinvestirli per migliorare il servizio li distribuiscono ai loro azionisti all'estero. L'acqua è un bene comune e un diritto umano fondamentale che va garantito, al contrario di chi continua a volerla trattare come una merce soggetta alle regole del mercato: non paghi, quindi non bevi e se vuoi risparmiare acqua non hai nessun vantaggio, anzi.

Davanti a noi abbiamo un’occasione storica per vincere una grande battaglia di  civiltà e di progresso ed anche per questo come Comitati invitiamo tutti a discutere sui temi che sollevano i quesiti e non di spallate o referendum pro o contro Berlusconi. Abbiamo la convinzione e l'ambizione di dover parlare a tutto il paese ed è proprio questa la forza della battaglia per l'acqua e contro il nucleare: riguarda tutti e merita la partecipazione alle scelte di tutti. È questo il bello della democrazia quando viene praticata. Il 12 e 13 giugno possiamo scegliere di costruire un paese nuovo, migliore e più sicuro. Abbiamo dieci giorni per far vincere l'Italia. A noi sembra un grande obiettivo per cui vale la pena impegnarsi al massimo.

di Giuseppe De Marzo, portavoce A Sud e membro dei comitati referendari 
Fonte: L'Unità
Comparso su A Sud 

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