domenica 12 giugno 2011

Vinciamo per il futuro del paese

Vinciamo lo stesso, nonostante lo spettacolo desolante offerto in queste ultime ora dalla cricca del Palazzo. Assistiamo sgomenti come cittadini e cittadine a dichiarazioni di ministri ed esponenti politici che invitano ad astenersi sui referendum del 12 e 13 giugno. Qualche ora prima era stato il capo dello Stato a ricordare i fondamenti della grammatica istituzionale. "Farò come sempre il mio dovere di cittadino ed andrò a votare ai referendum", ha dichiarato Giorgio Napolitano. Non una dichiarazione di poco conto, visto il clima di naufragio in cui versa il governo e nel quale vorrebbe precipatere l'intero Paese.

Il dovere di un cittadino consiste anche nel partecipare alle scelte che riguardano la cosa pubblica. Ma non solo, votare equivale ad un'assunzione di responsabilità. Diritti e responsabilità vanno insieme. Posso avere il diritto di non votare, ma annunciando il non voto mi sottraggo alle scelte a cui ogni cittadini avrebbe il dovere di contribuire. Che il non voto venga dichiarato da ministri della Repubblica come Bossi e Fitto lascia davvero stupefatti. Ma come, proprio Bossi che fa del motto "padroni a casa nostra" il suo cavallo (sciagurato) di battaglia? A quali padroni si riferisce? Se sono le imprese francesi a fare i padroni in veneto o piemonte va bene? L'ipocrisia è palpabile, come l'imbarazzo del popolo leghista e degli amministratori in camicia verde che da tempo hanno strillato la loro contrarietà alle centrali a casa loro. E Fitto? Ancor più imbarazzante il non voto ostentato in maniera arrogante dal ministro che ha dato il suo nome insieme all'ex collega Ronchi alla legge che privatizza il servizio idrico integrato e introduce il profitto obbligatorio per le grandi imprese del settore. Un'indecenza istituzionale che misura il degrado dell'attuale politica e la sua distanza siderale con le necessità e le proposte dei cittadini. questo è il punto: sono i comitati di cittadini ad aver riaperto la "partita" in Italia su temi così fondamentali per la vita di tutti. Non sono stati di certo i partiti, nemmeno quelli di centrosinistra che adesso in maniera elefantiaca si atteggiano a protagonisti della battaglia per l'acqua e per un futuro libero dalle scorie radioattive.


Un vizio di fondo che sembra aver coinvolto anche molti anchor man televisivi spesso incensati e protetti dal centrosinistra. Ci riferiamo a quelle trasmissioni del servizio pubblico che hanno sistematicamente evitato di dare il giusto spazio ai comitati referendari e hanno preferito raccontare i referendum attraverso la rappresentazione plastica del conflitto tra centrosinistra e centrodestra. Pessimo servizio al Paese. Il risultato sono stati dibattiti che hanno privilegiato l'insulto e gli interessi piccoli di piccole parti piuttosto che l'approfondimento. Noi dei comitati siamo invece convinti che il Paese non ne possa più di queste pratiche, di questi tatticismi ma soprattutto non si può permettere una classe dirigente così palesemente incapace e priva dei saperi necessari a fronteggiare la crisi. saperi che invece abbondano nelle fila della società civile e dei comitati referendari. I cittadini e le cittadine devono e possono contare molto di più. Anche per questo il 12 e 13 è importante andare a votare: non solo per dire la nostra in quanto singoli cittadini, ma come collettività che si fa popolo individuando un destino comune. Il raggiungimento del quorum insieme alla vittoria dei Si si tradurranno per tutti gli italiani, e non per una parte politica, in una grande vittoria con la quale costruiremo un Paese più sicuro, più vivibile, più giusto e con più opportunità di lavoro e di giustizia.

di Giuseppe De Marzo
Fonte: Paese Sera
Comparso su A Sud

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