domenica 11 settembre 2011

Chi ha paura delle intercettazioni?


“Le intercettazioni costano troppo perché gli investigatori intercettano i mafiosi mentre fanno l’amore oppure parlano con le loro mamme”. Parole del sottosegretario del governo Berlusconi, Daniela Santanchè, rilasciate in un'intervista a Canale 5, qualche mese fa.
Oggi le dichiarazioni del ministro dell'Agricoltura Saverio Romano al giornale online LiveSicilia: “Voi – dice – fate il vostro lavoro. Avete le intercettazioni e le pubblicate. C’è però qualcuno che ve le fornisce…”
Ci sono altre dichiarazioni di politici di primo piano, compreso quelle del premier Berlusconi. che non consentirebbe a questo mio obsoleto computer, di menzionarle tutte. Ma la cosa certa è, che i nostri rappresentanti politici sono davvero ossessionati da questo mezzo d'indagine in mano agli investigatori. Intanto, occorre chiarire che quando si esercita una professione o un mestiere, si deve tenere in mente che la legalità dovrebbe essere il proprio faro di riferimento. Quindi, poiché non risulta che nessun politico sia stato costretto da una pistola puntata nella tempia a divenire tale, ne consegue che deve accettare le regole democratiche. Compreso la possibilità di essere intercettati. Altrimenti, che vadano ad esercitare altri mestieri.
Altro conto, sono le pubblicazioni di stralci di conversazioni intercettate e per i quali esprimo tutta la mia condanna. Siamo al cannibalismo politico e questo non fa onore al nostro Paese. E, come più volte ho evidenziato, odio l'uso di “veline” contenenti brani di conversazioni per screditare o mettere alla gogna un uomo, sia esso politico o semplice cittadino. Attenzione, però! Siccome la legge sulle intercettazione impone la trascrizione integrale delle conversazioni, sovente accade che i latori delle “veline” siano propri i difensori che, in ragione del loro istituto, ne vengono in possesso.
Comunque, non smetterò mai di urlare che le intercettazioni sono necessari ed utili, come sono i bisturi per il chirurgo, e quindi, questo can can che gira intorno alle intercettazioni è solo propaganda mistificatoria di un problema che non esiste. Il vero problema, semmai è, che taluni politici disonesti, si ritengono immuni e al riparo dai rigori della Legge penale. In cuor loro cullano il desiderio di poter compiere indisturbati azioni illegali.
A me piacerebbe poter chiedere ai pensionati, agli operai, agli impiegati, insomma a tutte le persone oneste, se temono di essere intercettati. E, sono convinto che alla maggior parte dei politici, che operano in ossequio alla Costituzione, non gliene frega un bel cavolo delle intercettazioni. Chi ha, in buona sostanza, paura delle intercettazioni?
Allora, per favore, basta, basta e basta con la storia che tutti gli italiani sono intercettati. I politici disonesti la smettano di delinquere e non ci sarà più bisogno di intercettarli.
Sarebbe auspicabile, anche se è un sogno utopico, poter dire: c'erano una volta le intercettazioni. Ma fintanto che esistono affaristi senza scrupoli, politici corrotti, mafiosi, delinquenti abituali e non, purtroppo le intercettazioni che piaccia o no, si devono fare.
Concludo, chiedendo al ministro Saverio Romano, crede davvero, come lei afferma nella citata intervista odierna, che:” Il Paese è squilibrato. Troppo potere ai giudici?” Non le sembra che ad essere “squilibrati” siano i vari TarantiniLavitolaPenati e company, che invece di parlare di sport parlavano d'altro?

di  Pippo Giordano   
Fonte: 19luglio1992.com

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