mercoledì 14 settembre 2011

L'incapacità della Brambilla e il deserto del portale del ministero del turismo



Dalle rilevazioni sulle visite a italia.it effettuate nell’ultimo trimestre risulta che tra i siti ufficiali quello italiano è tra i meno consultati rispetto a quelli dei paesi direttamente concorrenti. Fra i motivi, poche e stravaganti traduzioni. Ma non mancano anche espressioni desuete o sconosciute.Lo sapevate che il paesaggio dell’Alto Adige “è puntellato dai masi”? E che Senigallia è un’isola perché la sua lunga distesa di sabbia fine “è circondata di acqua”? E che se uno va inBasilicata in vacanza d’estate non deve assolutamente perdersi una corsa “su un rollerbe” o una “discesa a bordo di un devalkart” oppure una lunga scivolata su uno “snow tubing”? Se siete amanti del genere “sciocchezzaio” e volete divertirvi con perle rare e amenità di questo genere, collegatevi a www.italia.it e ne trovate a iosa. Italia.it è il portale ufficiale del turismo italiano, anzi, “il portale dei portali”, come lo aveva sommessamente presentato due anni fa la ministra Michela Vittoria Brambilla in una conferenza stampa.


Presentatasi ai giornalisti assieme al collega Renato Brunetta e a Silvio Berlusconi, la ministra aveva assicurato che, rispetto al sito chiuso per manifesta inadeguatezza ai tempi del centrosinistra nel gennaio 2008, il nuovo portale avrebbe avuto il turbo e in breve sarebbe diventato lo strumento principe per la rifondazione dell’immagine delle vacanze italiane nel mondo. Come è andata a finire lo sanno tutti. Anche il turismo non sta troppo bene e l’effetto rilancio del portale dei portali purtroppo non l’ha visto nessuno. La stagione delle vacanze non è ancora finita e quindi mancano i dati di consuntivo, ma da quelli disponibili e dall’umore non proprio allegro di molti operatori c’è da supporre che non ci sia da leccarsi le dita, anzi.

Fa testo a questo proposito la rilevazione dell’Osservatorio nazionale del turismo, un organismo governativo che scruta gli andamenti sulla base di un sondaggio condotto sulle intenzioni di vacanza di 5 mila potenziali turisti e usa anche dati forniti dall’Unione delle Camere di commercio. Un anno fa gli italiani che pianificarono una vacanza per agosto furono 22 milioni e 600 mila, quest’anno sono stati appena 19 milioni e 370 mila, oltre 3 milioni in meno. Si stima poi che un anno fa alla fine siano rimasti a casa circa 7 di quei 22 milioni e se anche quest’anno si ripetesse qualcosa di simile, cioè si verificasse di nuovo uno scollamento di quelle proporzioni tra la vacanza programmata e la vacanza effettiva, ci troveremmo probabilmente di fronte ad uno degli anni più neri del turismo italiano da molto tempo a questa parte. La crisi generale ovviamente incide, ma il portale della Brambilla non sembra abbia opposto quella cura promessa con enfasi.

Dalle rilevazioni sulle visite a italia.it effettuate nell’ultimo trimestre tramite il sito specializzatoAlexa.com, che non è la Bibbia, ma è ritenuto molto indicativo, risulta che tra i siti ufficiali quello italiano è tra i meno consultati rispetto a quelli dei paesi direttamente concorrenti. Il sito francese, per esempio, ha una percentuale sul totale di visitatori cinque volte superiore, quello svizzero 6, austriaco 2,7, olandese 2, spagnolo 3,6, tedesco 2. Sono più visitati di italia.it pure il sito greco, irlandese, norvegese, danese, croato, serbo, svedese, sloveno, portoghese, inglese. Su queste basse performance del sito italiano forse influisce anche il fatto che è stato tradotto in un numero esiguo di lingue, appena 5, con una scelta anche in questo caso penalizzante per l’Italia rispetto a quasi tutti i paesi europei. Considerando 36 nazioni del Vecchio continente, comprese le piccole come Lettonia, San Marino e Malta, l’Italia si piazza al ventottesimo posto in fatto di numero di traduzioni. Il sito tedesco è tradotto in 26 lingue, spagnolo 31, austriaco e svizzero 25, olandese 13, inglese 23, sloveno 48.Le traduzioni del sito della Brambilla, poi, secondo molti esperti lasciano parecchio a desiderare, forse anche perché i traduttori sono stati pagati poco, come loro stessi hanno denunciato, circa 9 euro a cartella. Di fatto, alla fine, ci sono scappati diversi svarioni, come quando nel testo francese per indicare le spiagge è stato usato il termine plagues, che in francese non vuol dire nulla, ma in inglese significa malattie, pestilenze. Poi, per fortuna, questa svista, come altri cento errori marchiani, è stata corretta.

Fino a qualche mese fa, esattamente fino alla metà di giugno, gli stranieri potevano avere informazioni abbastanza dettagliate sulle vacanze italiane anche attraverso alcuni siti esteri dell’Enit, l’ente italiano del turismo, che rimandavano ai siti delle singole regioni i quali a loro volta offrivano una buona panoramica della ricettività e delle opportunità turistiche locali. Ma questi siti, cioè enit-france, enit-italia-de, enit.ch, enit.at sono stati chiusi per far largo al portale della Brambilla e ora il sito centrale e istituzionale Enit sopravvissuto offre contenuti che sembrano imbalsamati.

Non bastasse tutta questa sequela di negatività, per un soffio alcuni giorni fa si è sfiorato addirittura il cataclisma del turismo nazionale quando il governo di cui il ministro Brambilla fa parte ha deciso di cancellare dal calendario i ponti e le feste laiche. L’idea è stata poi ritirata per manifesta impraticabilità, ma per giorni gli operatori hanno sudato freddo. Federalberghi ha calcolato che quella piccola norma balzana avrebbe fatto volar via oltre 5 miliardi di euro di incassi turistici.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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