domenica 30 ottobre 2011

I lavoratori contestano Renzi


Manifestazione davanti alla ex stazione Leopolda organizzata dai lavoratori e dai delegati della rsu dell'Ataf con l'obiettivo di "chiamare a raccolta tutta l'opposizione cittadina arrabbiata per le politiche del sindaco sui servizi sociali"
Circa 300 persone hanno contestato il sindaco Renzi, organizzatore della convention dei “rottamatori del Pd”. Tra queste, i lavoratori della società di trasporti, molti dei quali, in segno di protesta contro l'ipotesi di cessione a privati dell'azienda, indossano cartelli con la scritta “autista vendesi”, i dipendenti del Maggio musicale, contrari ai tagli che il primo cittadino intende portare alla gestione dell'ente, un presidio di invalidi in carrozzina, vittime - hanno spiegato - delle pedonalizzazioni del sindaco, precari degli asili nido, rappresentanti dei comitati No tunnel Tav e No inceneritore nella Piana. Tra i manifestanti, anche un contestatore con la maschera da orso ed una t-shirt con la scritta “Renzi il sindaco che la destra ci invidia”.

Tolgono reddito alle popolazioni per sostenere le banche


Volatilità alle stelle. Le borse salgono o crollano a ritmi vorticosi, senza una direzione chiara. E nessun "sacrificio umano" - togliere reddito alle popolazioni per sostenere le banche - sembra davvero rovesciare la tendenza.
C'è molto di folle in questa crisi. Un esempio. Il giorno dopo in vertice informale e notturno (due stranezze in una sola volta, ben poco sottolineate) le borse mondiali hanno festeggiato il successo: ancora una volta stati importanti, tutta l'Europa, si impegnavano a coprire perdite private. Non totalmente (il "taglio di capelli" per chi ha titoli greci in cassaforte tocca ora il 50%), ma in misura molto rilevante.

giovedì 27 ottobre 2011

La letterina



L'avventurismo e la mancanza  di senso  della Nazione delle opposizioni italiane  sono davvero stupefacenti! Oggi sono tutti a sfottere il Governo  per la "letterina" di risposta alle ingiunzioni dei mafiosi proprietari della Unione Europea Sarkozy e Merkel, tutti a criticare la mancanza di autorevolezza del Presidente del Consiglio che non sa imporsi alla lega . L'opposizione e i pennivendoli liberisti della stampa italiana sono ben rappresentati da Gramellini che fa una pesante satira sulla irrisolutezza e sulle difficoltà del governo. Avremmo dov uto ubbidire a tamburo battente, cedere subito le pensioni di anzianità, portare il limite magari a 70 anni. L'Italia quindi si trova presa tra due morse: le pedate e le ingiunzioni condite da risolini sarcastici della Francia e della Germania ed una opposizione che attacca da destra il governo per le difficoltà che sta frapponendo a cedere sulle pensioni fino a ieri considerate in equilibrio fino a dopo il 2050.  I  liberisti si sono inventati un altro punto di vista  per  attaccare  le pensioni e cioè  che assorbono il 15 per cento del PIL  che  il padronato, avendo prosciugato tutti i barili, vuole per se, per impadronirsi della grande risorsa INPS. Subito dopo attaccheranno   l'INAIL il cui fondo fa gola alla Confindustria abituata a parassitarsi sulle risorse e sul patrimonio dello Stato ed ansiosa di avere nuova carne da spolpare assieme alle privatizzazioni  dei beni pubblici da svendere. Hanno già l'acqualina in bo cca in molti a fronte della svendita dei terreni dello Stato che valgono otto o nove miliardi di euro. Si venderà anche la tenuta di San Rossore?

martedì 25 ottobre 2011

La morte di Gheddafi segnala la sepoltura delle primavere arabe e un nuovo inizio di un intervento coloniale delle potenze occidentali in Africa





Sono molto legato alla Libia (e un po' lo ero anche a Gheddafi) perché ci sono nato, lì c'è stata la mia prima formazione politica e diventai comunista (clandestino, governava l'amministrazione militare britannica). 
E fu in Libia che entrai nell'Associazione per il Progresso della Libia di cui facevano parte compagni più anziani, come Cibelli, Prestipino, Caruso, Manzani, i fratelli Russo e altri ancora. Il combinato disposto dell'associazione per l'indipendenza della Libia e la clandestinità comunista, nel dicembre del 1951 determinarono l'arresto e l'espulsione dalla Libia mia e di un po' di altri compagni.

domenica 23 ottobre 2011

La violenza del capitale



Negli ultimi tempi, sui principali media ufficiali si paventa con insistenza un’ipotesi di default (cioè fallimento) della Grecia, a cui potrebbe far seguito un allarmante effetto domino che rischierebbe di travolgere drammaticamente altri Paesi che fanno capo all’euro, tra cui l’Italia e la Spagna sembrerebbero i più esposti al contagio della crisi.
In questo periodo sembra che gli Italiani siano diventati esperti nel campo dell’economia politica e non è un caso seIl Sole 24 ore sia uno dei quotidiani più letti e venduti nel nostro Paese. Vocaboli quali “spread” e simili, propri della scienza economica, un tempo ignoti alla massa e appannaggio esclusivo di tecnici e specialisti, sono entrati a far parte del lessico quotidiano che la gente comune adopera incontrandosi al bar o in ufficio.
Ma proviamo a chiarire alcune questioni essenziali della crisi, che è indubbiamente di matrice sistemica. In tal senso, per mettere ordine tra le troppe informazioni, sovente confuse, distorte o manipolate, che ci propinano ogni giorno i mass-media a proposito della situazione economica, ben venga a soccorrerci il vecchio barbuto ebreo di Treviri.

martedì 18 ottobre 2011

A ROMA C'ERAVAMO ANCHE NOI



rete controg8
per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì 19 ottobre dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di Genova, 490° ora in silenzio per la pace.
Altre info su www.orainsilenzioperlapace.org
Quello che è stato oscurato dalla gestione dell’ordine pubblico a Roma.
... Si sente spesso ripetere che le azioni degli “incappucciati” di Roma hanno oscurato l’ “allegro serpentone colorato” ( e basta con tutta st'allegria) che intendeva sfilare in modo pacifico.
Le ragioni della manifestazione in realtà non sono state oscurate: tutti sanno ormai che i manifestanti ( e molti non manifestanti che condividono le loro opinioni) vogliono semplicemente un futuro, un lavoro non precario e diritti. Vogliono la loro vita. E non c’è dubbio che l’allegro serpentone, pacifico e colorato, sarebbe stato liquidato dai media con una foto ed un titolo, e basta così.

lunedì 17 ottobre 2011

Quei 500 con la divisa del cretino contro i 500 mila con la divisa del cittadino


Chi fossero non ha molta importanza, quei 500, o poco più, che hanno impedito al corteo dei500 mila di giungere fino a piazza San Giovanni. Di estrema destra, di estrema sinistra, skinhead di ogni colore, giovani semplicemente arrabbiati, pasticcioni borderline con inclinazioni verso la “sindrome di Londra” (sfascio tutto e mi porto a casa l’ iPad), sfondatori di bancomat e di distributori di benzina, incendiari di auto con l’idea che è così che si combattono le multinazionali, provocatori che giocano le loro partite su “suggerimenti” di non sappiamo chi. Insomma tutti abitanti di quella gabbia di matti in cui si sta trasformando questa società malata.

martedì 11 ottobre 2011

La felicità libica ai tempi del colonialismo italiano

A Roma, il centenario dell'occupazione coloniale italiana della Libia è stato ignorato. In compenso è stato celebrato a Tripoli, l'8 ottobre, dal presidente del Cnt Mustafa Abdel Jalil e dal ministro della difesa Ignazio La Russa. Quella del colonialismo italiano, ha dichiarato Jalil, fu per la Libia «un'era di sviluppo». Infatti, «il colonialismo italiano portò strade e palazzi ancora oggi bellissimi a Tripoli, Derna, Bengasi; portò sviluppo agricolo, leggi giuste e processi giusti: i libici questo lo sanno benissimo»«Rilettura storica»altamente apprezzata dal ministro La Russa: «La storia coloniale europea la conosciamo bene, anche con le sue ombre, però l'Italia ha lasciato un segno di amicizia». Si tratta, a questo punto, di riscrivere i nostri libri di storia.

Se nel 1911 l'Italia occupò la Libia con un corpo di spedizione di 100mila uomini, lo fece non per scopi espansionistici ma perché, in quanto nazione civile, voleva aprire al paese africano «un'era di sviluppo». Se poco dopo lo sbarco l'esercito italiano fucilò e impiccò 5mila libici e ne deportò migliaia, soffocando nel sangue la prima rivolta popolare, lo fece per applicare «leggi giuste».

sabato 8 ottobre 2011

Forza gnochi!


    
Ma vi pare che basti cambiar nome ad un partito per connotarlo in modo diverso?
Che senso ha?
Corre voce che  la ragione di questo fatto sia maturata perché    il capo discusso del Popolo delle libertà si sarebbe preso troppe licenze e che per questo, chiuso il negozio delle libertà (altrui), abbia deciso di vendere altro al suo popolo. Ottimo imbonitore sarebbe capace di vendere di tutto: dalla pubblicità.. che so.. alla camicie, ai bavagli.  Camicie? Perché no? Nere, camicie nere, per i nostalgici che militano nelle sue file o in file parallele, verdi per gli amici padani di Trota, ma soprattutto di forza, avendo saputo utilizzare più di tutti la prepotente carica suggestiva contenuta nella parola “forza”. Mutuata dal tifo sportivo egli ne aveva fatto una bandiera di partito, che si chiamava “Forza Italia”.   La fusione con Alleanza Nazionale lo   aveva costretto a ribattezzare la sua creatura, che ora, dopo il divorzio di Fini e dei suoi amici, cambierà denominazione.  Non ricordo bene il nuovo nome, quello che gira (si tratta di giri di prova) nei corridoi della politica. “Forza gno..mo? No, non mi pare. Anche se almeno  uno dei suoi amici è piccolo di statura. La gnome (intelligenza)  greca c’entra anche poco nel caso particolare. “Forza gno..cco”, mi pare, ma non ne sono molto sicuro.

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