martedì 18 ottobre 2011

A ROMA C'ERAVAMO ANCHE NOI



rete controg8
per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì 19 ottobre dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di Genova, 490° ora in silenzio per la pace.
Altre info su www.orainsilenzioperlapace.org
Quello che è stato oscurato dalla gestione dell’ordine pubblico a Roma.
... Si sente spesso ripetere che le azioni degli “incappucciati” di Roma hanno oscurato l’ “allegro serpentone colorato” ( e basta con tutta st'allegria) che intendeva sfilare in modo pacifico.
Le ragioni della manifestazione in realtà non sono state oscurate: tutti sanno ormai che i manifestanti ( e molti non manifestanti che condividono le loro opinioni) vogliono semplicemente un futuro, un lavoro non precario e diritti. Vogliono la loro vita. E non c’è dubbio che l’allegro serpentone, pacifico e colorato, sarebbe stato liquidato dai media con una foto ed un titolo, e basta così.

Quello che non si sa, e che gli scontri hanno impedito, è stato un salto importante nei metodi di lotta. Molti manifestanti erano muniti di sacco a pelo, e decisi ad accamparsi sotto i palazzi del potere, ad occupare le piazza, a “non tornare a casa”.
Cioè ad attuare un metodo di lotta determinato e nonviolento; che non avrebbe provocato scontri ma avrebbe reso evidente la loro indignazione e determinazione.
Come a Genova gli incappucciatihanno devastato indisturbati mentrela polizia difendeva i palazzi del potere, la “zona rossa”, questa volta non dichiarata ma che evidentemente comprendeva la camera, il senato e palazzo grazioli, divenuto ormai una la terza sede estituzionale.
Come a Genova, la polizia ha atteso i manifestanti in un imbuto: anche chi non c’era può guardare una pianta di piazza San Giovanni, del tutto priva di vie di fuga, e comprendere la strategia.Ma soprattutto ha terrorizzato un gran numero di persone, che ci penseranno a lungo prima di scendere di nuovo in piazza. E ha fatto arrotolare e riporre tende e sacchi a pelo..




Non è mio costume spiegare le vignette perché il loro bello è che ognuno è libero di leggere come gli pare.
La libertà della satira sta proprio in chi la legge.
Detto questo è ovvio che sono contrario alla violenza
ma anche ai distinguo "noi buoni - loro cattivi".
Mi puzzano un po' di bacchettone.
Alla manifestazione c'ero anche io.
Incazzato c'ero anche io.
Ma non è sempre detto che chi non sa contenere la propria incazzatura sia un "infiltrato"".
Sicuro che infiltrati nella Democrazia sono tutti quei signori che da anni ne fanno scempio. 
Amen.
Vauro
Inviato a Nuovediscussioni-SudTerrae da Norma

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