mercoledì 2 novembre 2011

Berlusconismo? Abbiamo già dato!



Il berlusconismo è finito. E' un concetto che ricorre in molti commenti che ritengono ormai finita la stagione politica di Berlusconi. Può essere. E' sperabile. Tuttavia il Governo resta ancora al suo posto. Questo fine stagione rischia di produrre guasti enormi e difficilmente recuperabili per il nostro paese. L'incredibile vicenda del rapporto dell'Italia con l'Europa si inscrive in questa fase tormentata e apparentemente interminabile. La credibilità in Europa del Governo è distrutta. Il nostro paese paga un aggio alla permanenza del Governo che è qualcosa di più grave di uno spread più alto tra i buoni del tesoro italiani e quelli tedeschi. Paghiamo interessi sul debito pubblico più alti ormai da tempo, ma siamo anche nell'impossibilità di discutere seriamente con l'Europa le misure di risanamento delle finanze pubbliche. 

Berlusconi ha capito che accettare senza fiatare le misure chieste all'Italia dalla maggioranza di destra dell'Europa può risultargli utile per restare in carica. La dignità può attendere.

Il merito delle richieste non ha importanza perché quello che conta è l'impegno preso con l'Europa di adottare le misure contenute nella lettera all'U E e quindi prendere così ancora tempo per restare al potere. Il risultato finale è che il Governo Berlusconi resta al potere e che gli italiani pagano un prezzo altissimo. Un esempio soltanto. Nella lettera all'UE il Governo ha preso l'impegno di rendere più facili i licenziamenti, intaccando ulteriormente il valore dell'articolo 18 dello Statuto. Il Governo ha preso impegni senza alcun mandato parlamentare e per di più tentando di capovolgere l'impegno delle parti sociali a non consentire l'applicazione del famigerato articolo 8 del decreto di agosto. Un Governo debole, alla canna del gas, può essere più pericoloso di prima perché non ha nulla da perdere e quindi nella lettera all'Unione Europea non scrive solo quello che la Lega non accetta. Tutto il resto può essere bruciato nella caldaia che deve consentire al Governo di tirare avanti ancora. Per di più questo attacco ai diritti dei lavoratori non c'entra nulla con le misure per la ripresa economica, è solo una concessione alla destra europea e ai settori più retrivi dell'imprenditoria. Le misure per la ripresa economica semplicemente non esistono. Per adottarle ci vorrebbe un Governo nel pieno delle sue prerogative, ma questo Governo è privo di ogni possibilità di iniziativa, se non per quelle che possono essere adottate addossandone la responsabilità all'Unione Europea. 

Questa situazione può diventare veramente pesante. Le ulteriori dichiarazioni irresponsabili di Berlusconi sull'Euro sono un ulteriore conferma che per lui restare al Governo ad ogni costo viene prima di ogni altra cosa e non ci sono limiti insuperabili, nemmeno di decenza. Per questo l'imperativo è chiudere al più presto con questa deriva. Per questo l'opposizione deve dire con chiarezza che è pronta ora per un'alternativa politica a questo Governo e soprattutto deve dare chiari segnali che è proprio così. Un Governo diverso e alternativo può discutere un piano serio di risanamento finanziario dello Stato, diverso da quello proposto dalla Bce, e soprattutto un piano di rilancio economico fondato sul reperimento di nuove risorse anzitutto a carico di quel 10 % del paese che possiede il 50 % della ricchezza nazionale. La ripresa economica, tanto più in presenza di risorse limitate, deve puntare ad una nuova qualità sia dello sviluppo che dell'occupazione e delle relazioni sociali. Risanamento e rilancio economico di qualità sono 2 aspetti che debbono andare avanti insieme e debbono andare avanti immediatamente altrimenti la crisi provocherà disastri sociali ed economici molto pesanti e non c'è ragione perché il nostro paese paghi questo prezzo. Abbiamo già dato.



di Alfiero Grandi
Fonte: il bene COMUNE

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