mercoledì 5 gennaio 2011

Epifani ieri, Camusso oggi: "questa è la posta in gioco"

La posizione della CGIL ha indebolito la lotta della Fiom per salvare il diritto al contratto collettivo di lavoro ed alla sua negoziazione. Se vincerà come purtroppo è presumibile la linea Marchionne venti milioni di lavoratori italiani non avranno più diritto a discutere e concorrere attraverso i propri sindacati alla definizione delle regole dentro le quali svolgere la loro attività lavorativa. Dovranno accettare le regole imposte dai datori di lavoro o rinunziare a guadagnarsi il pane quotidiano. Veltroni sbaglia di grosso ad avallare l'idea del contratto aziendale. Il contratto aziendale introdurrà fortissimi elementi di concorrenza tra le aziende oltre umiliare i lavoratori e modificare negativamente la funzione dei loro sindacati. Non solo la Confindustria ma tutto il padronato italiano aspettano l'esito del braccio di ferro in corso con l'acqualina in bocca per lo sterminato potere che ne conseguirà per le aziende da una vittoria del contratto che Marchionne ha proposto e firmato con Cisl Uil  a Pomigliano D'Arco e  Torino.

L'Israeliano ha paura perchè è difficile che chi si sente in galera senza colpa non sviluppi il desiderio di ribellarsi a chi lo tiene chiuso dietro un muro che ha fatto costruire a lui stesso

Nella complicatissima situazione palestinese una cosa è molto chiara: un popolo è imprigionato da chi era giovane o bambino nel ghetto di Varsavia, dai suoi figli e dai suoi nipoti.
Ci sono altre cose chiare, come per esempio il fatto che i responsabili di alcune associazioni palestinesi e delle ONG sfruttano, per il proprio interesse, gli aiuti internazionali e la buona fede di volontari che, suggestionati dalle immagini e dai racconti degli abusi, delle distruzioni e dell’arroganza dei coloni, dell'esercito e del governo israeliano, vengono per dare una mano ai palestinesi, che dopo l’invasione armata e l’acquisizione dei loro villaggi, illegale e condannata dalle Nazioni Unite, vivono in campi fatiscenti.
Se qualcuno avesse detto a quelle persone che si affacciavano al filo spinato di ghetti e campi di concentramento - con gli occhi da cui era sparito il desiderio di liberta e restava, ma non sempre, il desiderio di non morire - che un giorno sarebbero stati loro e il loro figli e nipoti a mettere un altro popolo oltre un muro , chi crede che avrebbero potuto crederlo?

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