giovedì 6 gennaio 2011

ECCO PERCHE’ WASHINGTON ODIA HUGO CHAVEZ

A fine novembre, il Venezuela è stata colpito con violenza da piogge torrenziali ed inondazioni che hanno causato 35 morti e hanno lasciato circa130.000 persone senza casa. Se George Bush fosse stato presidente, invece che Hugo Chavez, gli sfollati sarebbero stati spediti sottotiro in campi di prigionia improvvisati -- come il Superdome-- come è successo con l'uragano Katrina. Ma non è così che lavora Chavez.

LA DITTATURA DEGLI INVESTIMENTI

1.. Credo che, negli ultimi giorni, stia crescendo nell’opinione pubblica l’intima consapevolezza che l’ingiunzione della Fiat non riguardi solo i lavoratori dei due stabilimenti (Mirafiori e Pomigliano), ma la società italiana poiché, oltre a importanti conquiste del lavoro, mette in discussione taluni principi regolatori della convivenza sociale e democratica.
Perciò, è auspicabile spostare il confronto dai tavoli istituzionali alla società, evitando l’eccessiva personalizzazione su Marchionne che appare fuorviante, persino troppo comoda per chi gli sta sopra.
Non bisogna essere grandi economisti o esperti di relazioni industriali per capire che, oggi, la Fiat vuol fare in Italia ciò che, nei decenni trascorsi, è stato fatto in diverse regioni del “terzo mondo” (Pvs) da talune multinazionali della “triade” (Usa, Europa, Giappone) le quali hanno imposto legislazioni e contratti basati sulla mercificazione dei diritti e della dignità dei lavoratori.
Oggi, questa strategia, presente anche in alcuni Stati Usa, si vorrebbe trasferire in Italia e in Europa.
A quel tempo, pochi si allarmarono per la brutta piega che stava prendendo la questione degli
Investimenti.

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