giovedì 27 gennaio 2011

“Benvenuti a Taranto”


"Per me si va ne la città dolente, 
per me si va ne l'etterno dolore, 
per me si va tra la perduta gente. …… Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’." 
(Dante, Inferno, III, 1-3)


“Benvenuti a Taranto”. Il cartello adagiato sul ponte di un cavalcavia saluta l'ingresso dei visitatori. Un brivido percorre la schiena: è qualcosa di peggiore di un presentimento, almeno per la nostra delegazione. Impossibile restare indifferenti a quella velatura che comincia ad alterare i colori del cielo e del sole man mano che ci si avvicina a Taranto, a quello strato di polvere fine che copre tutto (erba compresa), a quel tanfo acre e pungente che, una volta scesi dall'auto, sferza e irrita subito la gola.

Nel giorno della memoria ricordiamo assieme ai martiri dell'Olocausto i prigionieri palestinesi che languono nelle carceri di Israele

Questo bambino che per lo spavento si è fatto la pipì addosso non è diverso dal bambino ebreo avviato al campo di sterminio dopo essere stato separato dalla sua famiglia. Se il mio dolore per quanto è accaduto è vero non posso non chiedere che questo bambino palestinese venga restituito alla libertà ed alla sua famiglia.
Nel giorno della memoria ricordiamo assieme ai martiri dell'Olocausto i prigionieri palestinesi che languono nelle carceri di Israele, i mille bambini rinchiusi e forse oggetto di sperimentazioni, il genocidio a bassa intensità della popolazione inframmezzato da orrendi massacri dei palestinesi che dura da sessanta anni sotto gli occhi indifferenti di "Voi che state nelle vostre tiepide case...."

I TORMENTI DEL PD PRIGIONIERO DI LOMBARDO


Dopo i corteggiamenti, gli encomi solenni di Lombardo e soci, alla vigilia di un’importante tornata elettorale amministrativa, il Pd siciliano rischia di ritrovarsi solo, frastornato e diviso al suo interno.
L’assemblea di Catania non ha realizzato l’unità del partito nel sostegno alla giunta dei “tecnici”. Anzi, il contrasto ne è uscito aggravato dalle polemiche e dall’annuncio di ben due referendum anti-Lombardo: uno, deliberativo, proposto dall’interno (Bianco ed altri) e l’altro dall’esterno (Idv, Sel, Prc).
Consultazioni insidiosissime che, visti i risultati di quelle già svolte e i fermenti del quadro politico, rischiano di delegittimare il gruppo dirigente.
Ma, oltre ai problemi interni, il Pd è chiamato ad affrontare quelli più spinosi dei rapporti con i partiti alleati, con lo stesso governatore in vista delle imminenti elezioni amministrative rispetto alle quali il “terzo polo”(dentro cui c’è anche Lombardo) ha dichiarato l’equidistanza da Pdl e Pd e rivendicato la libertà di presentare propri candidati a sindaco e eventualmente trattare con tutti al secondo turno.
Alla faccia della coerenza! Si riapre, dunque, l’asta delle opzioni politiche, secondo l’offerta più conveniente.

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